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August 28, 2007

Musica contemporanea - laptop

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Viene comunemente definita musica contemporanea la musica di matrice “colta” composta nel XX e nel XXI secolo. Nasce come reazione alla tradizione romantica europea del XIX secolo. In Germania, nel 1919, P. Bekker coniò per la musica contemporanea la definizione di Neue Musik, cioè “nuova musica”, come titolo di una sua lezione sulle tendenze della musica del suo tempo. Fra i sinonimi di musica contemporanea possiamo annoverare musica d’avanguardia, musica d’oggi e musica sperimentale.

Il dibattito sull’uso della definizione è ancora aperto. Alcuni comprendono in questa categoria tutta la musica composta ai giorni nostri, indipendentemente dallo stile adottato, mentre altri ne focalizzano l’uso sulla musica d’avanguardia. Altra differenza consiste nell’includere nella musica contemporanea tutta la musica composta nel XX e nel XXI secolo, o solo quella composta da autori viventi.

Alla musica contemporanea sono dedicati numerosi festival specializzati, ad esempio il Festival di Musica Contemporanea di Donaueschingen, la stagione concertistica dell’Ensemble Intercontemporain, il Festival di Aix-en-Provence, il Festival di Lucerna, Wien Modern, il Festival Ultima di Oslo, il Festival di Musica Contemporanea di Huddersfield, il Festival Musicale di Aspen, il Festival di Musica Contemporanea della Sydney Symphony, il Festival dell’International Society for Contemporary Music (ISCM), la Biennale Musica di Venezia, Milano Musica ed il “Festival Pontino” di Latina.

Alcuni compositori di musica contemporanea hanno prodotto anche musiche per il cinema, per il teatro e per la danza.


I precursori

Le radici della musica contemporanea affondano nella seconda metà del XIX secolo, con la complessità armonica delle opere tarde di Richard Wagner, la ricchezza formale di Johannes Brahms, e le nuove concezioni armoniche, melodiche e ritmiche di Claude Debussy.

Continuatori del discorso di Wagner e Brahms sono Gustav Mahler e Richard Strauss. Il loro tramite permette di tracciare una linea di continuità fra il Romanticismo Tedesco e la cosiddetta Seconda scuola di Vienna, i cui esponenti di maggior spicco sono Arnold Schönberg e i suoi allievi Alban Berg e Anton (von) Webern. Alla Seconda scuola di Vienna sono dovuti l’introduzione di importanti elementi stilistici e formali, quali l’atonalità e la dodecafonia.

L’intuizione del giovane Schönberg, così come ci viene raccontata nel suo Manuale di Armonia, è che il sistema tonale ha raggiunto i suoi limiti con Wagner. È necessario introdurre i concetti di tonalità allargata ed emancipazione della dissonanza, che consentono di sistematizzare in modo diverso l’uso di consonanza e dissonanza (considerata nel sistema di Schönberg una consonanza lontana).

Questa riflessione lo condurrà, negli anni Venti, a teorizzare un sistema di organizzazione formale definito Metodo di composizione con le dodici note, o dodecafonia, in cui non contano più le regole dell’armonia tonale, sostituite dai rapporti intervallari fra le singole note del totale cromatico.

Parallelamente alla riflessione in atto nel mondo di lingua tedesca, si hanno le esperienze dei futuristi italiani (bruitisme, Luigi Russolo), del franco-americano Edgard Varèse (che opera l’emancipazione del rumore e sottolinea l’importanza del timbro e del ritmo), dell’americano Charles Ives (che enfatizza gli aspetti scenici della musica ed adopera elementi compositivi simili al collage), e del francese Olivier Messiaen, precursore della futura scuola seriale del secondo dopoguerra ed ispiratore dei compositori spettrali degli anni Settanta.

Fondamentale sarà l’influenza di Igor Stravinsky e Béla Bartók sulle nuove generazioni, sia per le concezioni rivoluzionarie del ritmo esibite nella Sagra della Primavera del primo, sia per l’acquisizione del patrimonio musicale popolare alla musica colta nell’intera produzione del secondo.

Altri concetti importanti presenti nella musica all’inizio del XX secolo sono i seguenti:

  • Musica popolare, come fonte d’ispirazione per il compositore (vedi Béla Bartók e Zoltán Kodály).
  • Atonalità al di là della Seconda scuola di Vienna (vedi Alexander Skrjabin, Nikolai Rolslavets).
  • Futurismo (vedi Luigi Russolo, George Antheil)
  • Neoclassicismo (vedi Igor Stravinsky, Sergei Prokofiev, Francis Poulenc, Alfredo Casella).
  • Fusione di musica colta e musica popolare (vedi George Gershwin, Kurt Weill).
  • Sperimentalismo radicale (vedi Charles Ives).
  • Esperimenti con microintervalli (vedi Alois Hába, Ivan Wyschnegradsky)
  • Bruitisme (vedi Edgar Varèse).
  • Cosiddetto “modernismo moderato” (vedi Ernst Toch, Maurice Ravel).


Tra le due guerre

Durante il nazismo, molte delle forme della musica contemporanea (per esempio il Jazz) vennero considerate “arte degenerata” e vietate. La mostra Musica Degenerata, tenutasi a Düsseldorf nel 1938, in occasione delle Reichsmusiktage (”giornate musicali del Reich”) comprendeva, tra le altre, opere di Paul Hindemith, Arnold Schönberg, Alban Berg e Kurt Weill, costringendo molti degli artisti all’emigrazione o all’esilio. Allo stesso tempo, la politica culturale del regime promuoveva la produzione e l’ascolto di musica inoffensiva, ad esempio la musica popolare, la musica d’uso (o “Gebrauchsmusik”), le Operette, la musica da ballo e le marce militari che favorivano la propaganda. Molti compositori vennero perseguitati e uccisi per la loro origine ebraica.

Dopo la Rivoluzione, in Unione Sovietica si tentarono numerosi esperimenti in ogni campo della cultura e delle arti, compresa la musica. Con l’avvento dello Stalinismo, ebbe inizio una nuova direzione, a partire dal 1932, chiamata “Realismo Socialista”, tendente ad assoggettare le arti alla dottrina di partito. La breve parentesi di liberalismo che si ebbe dopo il 1956 non fu tuttavia sufficiente a sviluppare una corrente di avanguardia, come accadde invece nelle altre nazioni europee.

Se nella Germania nazista e nelle nazioni ad essa assoggettate si ebbe un taglio netto con il passato recente, sia a causa della censura che dello sterminio o dell’esilio a cui furono costretti i migliori compositori, in altre nazioni si ebbe invece una maggiore continuità nell’evoluzione del linguaggio musicale. Ad esempio, in Inghilterra un compositore come Benjamin Britten, in Italia compositori come Alfredo Casella, Ottorino Respighi e Gian Francesco Malipiero, in Svizzera Arthur Honegger, e in Francia Francis Poulenc e Darius Milhaud, furono allo stesso tempo tradizionalisti e innovatori.


Il secondo dopoguerra

Il secondo dopoguerra vide la nascita dei Corsi estivi di composizione per la Nuova Musica, che si tenevano ogni due anni presso l’Istituto Internazionale per la Musica della cittadina tedesca di Darmstadt, e che rivoluzionarono il linguaggio musicale del XX secolo. A dominare i corsi furono le tecniche di composizione seriale, sotto il segno del nume tutelare Anton Webern. Uno degli insegnanti più influenti nei primi anni a Darmstadt fu il francese Olivier Messiaen, che nelle sue opere accoglieva anche tecniche musicali prese a prestito da culture musicali extraeuropee, le quali venivano a fare parte del suo personale linguaggio compositivo.
Fra gli allievi di Messiaen si possono annoverare alcuni tra i maggiori compositori della seconda metà del XX secolo, tra cui i seguenti:

  • Pierre Boulez (attivo anche come direttore d’orchestra dedito all’interpretazione della musica contemporanea)
  • Karlheinz Stockhausen (vedi anche musica elettronica)
  • Luciano Berio
  • Luigi Nono
  • Mauricio Kagel (interessato soprattutto al teatro musicale sperimentale)
  • Iannis Xenakis

Va segnalato che l’archivio dell’Istituto di Darmstadt conserva molto materiale importante, tra cui un’importante documentazioe fotografica dei primi incontri. Le fotografie sono disponibili, a partire dal 1986, in forma digitale.

Gli anni attorno al 1950 costituiscono un altro punto di discontinuità nella storia della musica. Il critico Karl Schumann ricorda che la Wirtschaftswunder condusse ad un autentico miracolo culturale. A partire dagli anni ‘50, la musica imbocca numerose strade alternative, tra cui ricordiamo le seguenti:

  • Musica Aleatoria: John Cage, Bruno Maderna, Sylvano Bussotti
  • Neodadaismo (attorno al 1968)
  • Musica concreta: tra gli altri, Pierre Schaeffer, Luc Ferrari
  • Ampliamento delle tradizionali tecniche esecutive: George Crumb e il primo Krzysztof Penderecki
  • Applicazione alla musica di concetti mutuati dalla matematica e dalla fisica: Iannis Xenakis
  • Micropolifonia: György Ligeti
  • Minimalismo in America: tra gli altri, Terry Riley, Steve Reich, Philip Glass, John Adams. In Europa, Arvo Pärt porta il minimalismo nella musica religiosa.
  • In Germania: Nuova Semplicità, o “Neue Einfachheit”. Tra i rappresentati principali: Hans-Jürgen von Bose, Wolfgang Rihm
  • Nuova complessità: tendenza tipicamente europea, sorta a partire dagli anni Settanta con autori quali Brian Ferneyhough, Michael Finnissy e Helmut Lachenmann
  • Musica spettrale, soprattutto in Francia: i parametri compositivi (l’armonia, il ritmo e la melodia) derivano da ricerche acustiche sul suono: Hugues Dufourt, Gérard Grisey, Tristan Murail.


Gli anni Sessanta

Gli anni Sessanta ampliano enormemente il vocabolario musicale a disposizione dei compositori. La forma di ogni opera è nuova, nata spesso insieme all’opera stessa. Le tecniche strumentali vengono portate agli estremi, e si può parlare a ragion veduta di musica sperimentale.

Grazie alla ventata di novità portata in Europa da John Cage, l’alea e l’indeterminazione entrano a far parte dei materiali utilizzabili in fase di composizione e di interpretazione. La Trosième sonate pour piano di Boulez, il Mobile di Henri Pousseur, Quadrivium e Aura di Bruno Maderna sono “opere aperte” (secondo la felice definizione di Umberto Eco), parzialmente ricomponibili dall’interprete.

Se Cage fa derivare dal misticismo dell’Estremo Oriente la sua poetica dell’indeterminazione e dell’ascolto, alla filosofia indiana del tempo attingono Terry Riley e LaMonte Young, padri del minimalismo, le cui opere, spesso priva di un evidente punto di inizio e di fine, sconvolgono la concezione tradizionale di ritmo e durata.

Questa decostruzione della forma tradizionale raggiunge forse il culmine, come osservavano alcuni critici al momento della prima, con Atmosphères di György Ligeti, un brano attraversato da una micropolifonia così fitta da risultare in una fascia sonora brulicante e luccicante (questo modo di comporre sarà da alcuni definito musica atmosferica, proprio in conseguenza del titolo di quest’opera). Ligeti impiega la micropolifonia anche in altre opere, come Lux Aeterna e Lontano.

Il nuovo modo di comporre richiede anche il ricorso a tecniche strumentali inedite, come modi di emissione particolari dei fiati e degli archi, arco sul ponticello, armonici, multifonici, eccetera. Un campionario esemplare di nuovi suoni è contenuto nelle opere del periodo di Krzysztof Penderecki, in particolare in lavori quali De natura sonoris, Anaklasis, Utrenja. Nella Trenodia per le vittime di Hiroshima, la parte dei 52 strumenti ad arco non è più scritta in notazione tradizionale, ma in fasce, in cui spesso è data solo un’indicazione di massima dell’altezza.

In Italia ha il via quella che Mario Bortolotto definisce in un suo famoso scritto la “Fase seconda” della Nuova Musica, con autori quali Luigi Nono, Luciano Berio, Bruno Maderna, Sylvano Bussotti, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni, Franco Evangelisti
. Spesso formati a Darmstadt, affascinati dai lunghi soggiorni dei musicisti americani a Roma, gli autori italiani tornano protagonisti della scena mondiale.


Gli anni Settanta

A partire dagli anni Settanta, prende il via una spiccata tendenza all’individualismo, che permette ai compositori di differenziare gli stili e di muoversi liberamente tra generi e materiali eterogenei, in un’inedita riflessione sul mondo e le culture. Si può quindi parlare di un’epoca dominata da una pluralità di stili, niente affatto monolitica, in cui è forte l’impegno sociale e intellettuale dei compositori.

Ad esempio, György Ligeti inizia a fondere influenze tratte dalla musica di culture ed epoche diverse, in un pastiche stilistico non privo di ironia. Mauricio Kagel porta la teatralità in una musica spesso estremamente godibile. Salvatore Sciarrino adotta un linguaggio rarefatto, come imbastito di silenzi, in contrasto con il linguaggio, normalmente fittissimo, dell’avanguardia. Franco Donatoni, conclusa la fase di dedizione all’Alea (o indeterminazione) si avvia verso la riscoperta dell’invenzione attraverso l’uso di codici combinatori e di permutazione. Luciano Berio, infine, riprende il discorso di Bartók, arricchendolo con le riflessioni di Claude Lévi-Strauss e James Joyce, e fa confluire elementi provenienti da svariate culture (inclusa quella popolare) in un linguaggio musicale estremamente nuovo e complesso.

Negli Stati Uniti, il gruppo dei minimalisti (Steve Reich, Terry Riley, Philip Glass, LaMonte Young) percorre una strada nuova, del tutto originale, in cui la musica è basata sulla ripetizione di brevi frasi, che tendono a raggelare il tempo (come nel caso di Glass, che collabora spesso con il regista teatrale Robert Wilson e il regista cinematografico Godfrey Reggio) o a sottolineare l’idea di una trasformazione continua, mettendo così in primo piano il processo musicale (come nelle opere di Reich).

Nel minimalismo americano si ritrovano sia le influenze dell’India e dell’Estremo Oriente, con le loro concezioni del tempo così diverse da quelle dell’Occidente, che un certo meccanicismo modernistico tipico delle avanguardie della prima metà del secolo (Mossolov, Prokof’ev, Honegger, un certo Bartók…).

Nelle sue continue sperimentazioni, anche György Ligeti arriva a risultati simili nelle sue opere del periodo, in particolare nel Kammerkonzert, e nel Secondo Quartetto per Archi. Episodi di ripetitività si trovano anche nelle opere di Harrison Birtwistle e Luciano Berio (Points on the curve to find, Coro).


Gli anni Ottanta

Il decennio che vede la fine del sistema politico dell’Europa Orientale e l’apertura dell’Occidente ad altre culture, segna l’avvio di un periodo di crisi generale, che indebolisce le idee e le ideologie nate nel secondo dopoguerra. I protagonisti della Neue Musik (nati a metà degli anni Venti) sono ormai anziani, e consolidano il loro linguaggio senza più fornire nuovi stimoli. Allo stesso tempo, non sembra però verificarsi un ricambio generazionale capace di porre fine alla crisi e dare alla musica quel forte impulso di rinnovamento che sembra essere ormai necessario.

Fin dai tardi anni Settanta, Boulez è fortemente impegnato nella gestione dell’IRCAM, il centro di ricerche sulla musica e l’acustica fondato a Parigi insieme a Luciano Berio (già impegnato presso lo studo di Fonologia della Rai di Milano) e Andrew Gerszo. Le sue opere nate dalla collaborazione con l’istituto, Répons e Dialogue de l’ombre double, vedono il ritorno dello spazio tra i parametri della musica, come ideale prosecuzione delle ricerche operate dai Veneziani nel tardo Rinascimento. In Répons il dialogo tra strumenti reali e computer assume una forma modernamente “responsoriale”.

Il collegamento ideale con un passato, rimeditato insieme al filosofo e librettista Massimo Cacciari, è tanto più forte nell’opera elettroacustica del veneziano Luigi Nono, in particolar modo in Prometeo - La tragedia dell’ascolto. In quest’opera, in cui interpreti e pubblico sono racchiusi in una struttura lignea progettata da Renzo Piano, che funge da ambiente di ascolto “virtuale”, il suono viene emesso da vari punti, e si propaga attraverso percorsi preordinati nell’aria e nei solidi, mediante i movimento costante degli interpreti, e i sistemi elettroacustici elaborati dal CSC (Centro di sonologia computazionale) di Padova.

Al contrario, il pioniere dell’elettronica Karlheinz Stockhausen, sfuggito dalle gabbie di un freddo razionalismo fin dai primi anni Settanta, continua ad approfondire i suoi rapporti con il misticismo e le religioni, dando il via alla composizione del gigantesco ciclo di teatro musicale Licht, quasi una sorta di novello Ring wagneriano.

Analogo ripiegamento in un mondo interiore, seppur meno appariscente di quello messo in opera da Stockhausen, avviene negli italiani Franco Donatoni (1927) ed Aldo Clementi (1925). Se il primo si richiude in un discorso alchemico-matematico, in cui complesse formule costruttive e scrittura automatica si fondono in una musica dal sapore allo stesso tempo criptico e beffardo, il secondo prosegue la sua titanica ricerca sul canone, producendo opere dalla polifonia intricatissima e di durata molto estesa.


La ricerca di una “nuova chiarezza”

La crisi degli anni Ottanta porta alcuni autori ad un tentativo di ritorno al passato, invocando il fallimento delle esperienze dell’avanguardia. Negli Stati Uniti fin dai primi anni Settanta era nato il movimento Neoromantico, parallelamente alla Nuova Semplicità (Neue Einfacheit) tedesca, di cui Wolfgang Rihm è il rappresentante di punta. Interprete assai originale di questa riscoperta dell’espressività è il franco-canadese Claude Vivier, già allievo di Stockhausen e autore di musiche di particolare lirismo.

Una strada particolare percorre George Benjamin, che riporta nella musica seriale il concetto di intelleggibilità armonica. Nel suo At first lights, due accordi e una nota “polare” danno la forma all’intera opera, creando un percorso armonico trasparente e chiaramente comprensibile.

In Francia, fin dai tardi anni Settanta Hugues Dufourt, Gérard Grisey, Michaël Lévinas e Tristan Murail, in opposizione alla scuola seriale guidata da Pierre Boulez, fondano il movimento spettrale, basando il loro linguaggio sull’analisi dei fenomeni fisici del suono piuttosto che su rapporti numerici astratti. Anche in questo caso viene riabilitata l’intelleggibilità delle verticalità (ovvero degli agglomerati armonici).

In Italia, Salvatore Sciarrino recupera alla musica una sua fisicità, una materialità del suono che la sottrae al rischio dell’astrattezza.


Gli anni Novanta

A caratterizzare il decennio è sicuramente l’acquisizione di nuove tecniche e tecnologie, grazie alla diffusione del computer. Il software musicale esce dai grandi centri di ricerca (quali i CCRMA o l’Ircam, il GRM o il CSC), e permette ad ogni compositore di realizzare nel proprio studio opere di musica elettronica. La stessa modalità compositiva ne viene influenzata, con un largo impiego dell’improvvisazione.

Molte tecniche della computer music “colta” passano a giovani musicisti di estrazione “pop”, non di rado disk jokey con il gusto della sperimentazione, che si esibiscono con un computer portatile in serate di laptop music, in cui vengono fusi diversi generi musicali.

Parallelamente, proprio nel decennio in cui muore uno dei suoi padri, Gérard Grisey, si diffonde la musique spéctrale (corrente nata in Francia in cui gli autori si servono del computer per l’analisi dei timbri, che è alla base delle opere) fino al punto di diventare oggetto di un nuovo accademismo, con annessi e connessi. I nuovi autori fondono diverse esperienze per creare una musica nuova, come Marc-André Dalbavie, partito dalla musica spettrale e passato attraverso il minimalismo e la serialità, o Kaija Saariaho, che sembra riscoprire il gusto timbrico degli impressionisti in special modo nella sua produzione operistica.


Ventunesimo secolo

Alcuni interpreti del minimalismo contemporaneo in Italia: Ludovico Einaudi, Ivan Fedele, Stefano Ianne.


Didattica musicale

La musica contemporanea nasce con una forte vocazione didattica, partendo dalle esperienze di Schönberg, passando per Darmstadt, per arrivare alle forti esperienze formative dell’Ircam, del centro Acanthes ad Avignone, dell’Accademia Musicale Chigiana (Siena), della Julliard School a New York, di Aspen e Tanglewood.

In Italia si rivela particolarmente attivo Franco Donatoni, in particolare nella cornice dell’Accademia Musicale Chigiana, che forma una schiera di giovani autori dal solido mestiere, quali Pascal Dusapin, Armando Gentilucci, Stefano Gervasoni, Sandro Gorli, Magnus Lindberg, Giuseppe Sinopoli, Alessandro Solbiati.

Donatoni segue le tracce del suo maestro Goffredo Petrassi, per le cui mani passano lo stesso Solbiati, Claudio Ambrosini, Ivan Fedele, Ada Gentile, Alessandro Sbordoni, e i più anziani Aldo Clementi, Robert W. Mann e Ennio Morricone.

A New York, Luciano Berio ha fra i suoi allievi alla Julliard School Steve Reich, Luca Francesconi e Ludovico Einaudi.


Altri compositori di rilevante importanza

  • Thomas Adès
  • Louis Andriessen
  • Jean Barraqué
  • Luciano Berio
  • Leonard Bernstein
  • Bruno Bettinelli
  • Corenelius Cardew
  • Elliott Carter
  • Azio Corghi
  • Luigi Dallapiccola
  • Luis De Pablo
  • Franco Donatoni
  • Henri Dutilleux
  • Peter Eötvös
  • Morton Feldman
  • Luc Ferrari
  • Beat Furrer
  • Alberto Ginastera
  • Vinko Globokar
  • Heiner Goebbels
  • Henryk Górecki
  • Hans Werner Henze
  • Oliver Knussen
  • György Kurtag
  • Magnus Lindberg
  • Bruno Maderna
  • Giacomo Manzoni
  • Peter Maxwell Davies
  • Luigi Nono
  • Francesco Pennisi
  • Harry Partch
  • Giacinto Scelsi
  • Salvatore Sciarrino
  • Franz Schreker
  • Marco Stroppa
  • Toru Takemitsu
  • Michael Tippett
  • Camillo Togni
  • Fabio Vacchi


Collegamenti esterni

  • Archivi della Musica Italiana Contemporanea
  • Homepage dell’International Society for Contemporary Music (ISCM)
  • Bit Byte Beat

Resources

SSR - sarà di

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 2:24 am


Codici

  • SSR - codice aeroportuale IATA dell’aeroporto civile di Sara (Vanuatu)

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August 23, 2007

Matthew Knight - per child

Filed under: Uncategorized — admin @ 1:25 am


Filmografia

Anno Titolo Titolo originale Ruolo
2003 Big Spender Big Spender Will Burton
2004 Peep Peep Harry
2005 Il più bel gioco della mia vita The Greatest Game Ever Played Francis Ouimet
2005 il ritorno della scatenata dozzina Cheaper by the Dozen 2 Bambino a teatro
2006 For the Love of a Child For the Love of a Child Jacob Fletcher
2006 Skinwalkers Skinwalkers Timothy
2006 The Grudge 2 The Grudge 2 Jake
2006 Intimate Stranger Intimate Stranger Justin
2006 Candles on Bay Street Candles on Bay Street Trooper
2007 Christmas in Wonderland Christmas in Wonderland Brian Saunders


Serie Televisive

Anno Titolo Ruolo N°Episodi
2002 Queer as Folk Peter 01
2003 1-800-Missing Peter Menlyk 01
2004 Peep and the Big Wide World Tom il gatto
2005 Kojak Paulie Wagner 02
2006 The New Babar Babu
2006 Skyland Spencer 01
2007 The Dresden Files Harry Dresden da giovane 02


Collegamenti esterni

Resources

August 19, 2007

BHT - sigla è

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Acronimi

  • Butilidrossitoluene, un composto chimico


Codici

  • Il codice IATA dell’aeroporto civile di Brighton Downs, Australia.
  • La sigla automobilistica internazionale del Bhutan.

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August 16, 2007

Computer portatile - laptop per

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thumb|200px|Un IBook G4

Il computer portatile, conosciuto anche con i nomi inglesi laptop e notebook, è un computer caratterizzato principalmente dalla riduzione del peso e delle dimensioni, per essere trasportato con facilità. Stanno rapidamente sostituendo i tradizionali PC desktop, offrendo a parità di prestazioni una maggiore comodità.

Di solito, i laptop sono inoltre alimentati da una batteria ricaricabile (al litio, nei modelli più recenti) che ne permette l’utilizzo dove non è possibile usare altre fonti elettriche. Il suo costo relativamente elevato è determinato dai componenti elettronici che lo compongono: essi, anche se identici a quelli di un PC, sono miniaturizzati e ottimizzati per un minore consumo di energia. Generalmente, le periferiche integrate sono molto numerose (questo ovviamente caratterizza un prezzo maggiore del PC assieme alla potenza stessa), quali webcam, lettore memory card, masterizzatore, antenna wi-fi, ecc.

Generalmente, il peso è influenzato da:

  • dimensioni dello schermo
  • tipo di batteria installata
  • componenti interni (es: drive CD, hard disk, casse…)
  • alimentazione
  • materiale con la quale è assemblato il case (plastica o magnesio)

La maggior parte dei laptop utilizza uno schermo a cristalli liquidi (LCD) e come periferica di puntamento un touchpad, i modelli più vecchi (fino a tutti gli anni novanta) utilizzavano frequentemente una trackball o una specie di piccolo joystick. Le tastiere, generalmente dispongono un numero inferiore di tasti rispetto ad un modello tradizionale. Alcuni computer usano anche come dispositivo di puntamento il track point, i modelli recenti possono usare un mouse senza filo, con interfaccia USB o bluetooth.

In casi particolari, quando serve massima potenza elaborativa unita ad un grande schermo, il tutto agevolmente trasportabile, si ricorre a modelli non propriamente leggeri ma comunque trasportabili; sono da tempo in commercio portatili con schermo da 17″ e addirittura 20″. Un modello particolare di computer portatile è costituito dai computer ultraportatili (o subnotebook) che sono computer destinati ad una utenza molto mobile: peso inferiore a due chili, dimensioni ridotte (in particolare quella dello schermo) e dischi più piccoli rispetto ai comuni computer portatili.

[[Immagine:QWERTY keyboard.jpg|thumb|right|300px|Tastiera QWERTY su un Sony Vaio 2007]]


Pro e contro rispetto ad un PC tradizionale


Vantaggi

Il primo vantaggio che si nota acquistando un laptop consiste nella comodità di trasporto. Le avanzate tecnologie di risparmio energetico consentono una discreta durata delle batterie, permettendo un uso del computer anche in situazioni svantaggiate. Un’altra comodità riguarda anche il minor ingombro. Le prestazioni inoltre sono esattamente uguali rispetto ad un PC Desktop a parità di configurazione hardware; e grazie alla diffusione dell’USB è possibile collegare qualsiasi periferica senza limitazioni. In genere hanno anche una maggiore silenziosità. I prezzi negli ultimi anni sono molto diminuiti, questo consente di trovare numerosi modelli e marche nelle Grandi distribuzioni commerciali.


Svantaggi

Rispetto ad un PC Desktop tradizionale, il principale svantaggio di un portatile riguarda la limitata possibilità di sostituire i componenti per aumentare le prestazioni come la scheda video, e in caso di guasti la difficoltà di reperire i pezzi specifici del modello e marca acquistato, quale ad esempio il lettore DVD o il monitor. Queste limitazioni costringono spesso all’acquisto di un nuovo modello, costringendo il consumatore ad un maggior esborso economico.


Curiosità

Più studi hanno confermato che l’uso di computer portatili può indebolire la fertilità maschile se vengono tenuti sulle ginocchia, poiché il calore prodotto in tale posizione all’altezza dei testicoli, può provocare un innalzamento della temperatura locale fino a 3°C <ref name=”nota_1″> fonte: “Effects of 1800 MHz GSM-like exposure on the gonadal function and haematological parameters of male mice,” Forgacs Z, et. al, FGF-Infoline 03-11-05 </ref>.


Note

<references/>

Computer portatile

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August 14, 2007

Mary Newsletter - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 6:05 pm

I Mary Newsletter nascono nel 1992.

Inizialmente il loro sound si avvicina alla tradizione del rock progressivo italiano, con sonorità vicine agli Osanna, ma durante il corso della loro carriera il loro stile musicale si sposta verso la musica elettronica e la psichedelia e negli ultimi album sono ben evidenti influenze di gruppi quali Radiohead e Massive Attack.

I Mary Newsletter hanno all’attivito quattro dischi in studio, di cui uno autoprodotto e tre pubblicati dalla Mellow Records. Inoltre partecipano ai tre tributi realizzati dalla Mellow Records dedicati al rock progressivo italiano, a Emerson, Lake & Palmer e alla scena di Canterbury.

I Mary Newsletter hanno avuto un buon successo di critica e pubblico nell’ambito del progressive e sono stati spesso considerati come uno dei gruppi più orginali della scena progressive italiana degli anni 90.
Questa considerazione gli ha permesso di essere invitati all’edizione 2000 del festival americano ProgDay.


Formazione

  • Mario Valentino Bramè - voce, batteria (1992-2005)
  • Massimiliano Galbani - voce, chitarra (1992-2000)
  • Marco Gusberti - pianoforte, tastiera (1992-2004)
  • Massimo Necchi - basso, laptop (1992-2005)
  • Marco Olivotto - pianoforte, tastiera (2004)
  • Andrea Piccolini - voce (2004-2005)
  • Davide Pisi - chitarra (1992-2005)
  • Gabriele Scarparo - pianoforte, tastiera (2004-2005)


Discografia

Anno Titolo Etichetta
1995 Nuove Lettere Autoprodotto
1998 Distratto dal sole Mellow Records
2000 Del perduto coraggio Mellow Records
2004 L’attenzione debole Mellow Records


Collegamenti esterni

  • Sito della band

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Andreas Miaoulis - Negroponte

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thumb|250px|Andreas Miaoulis

Andreas Vokos (o Bokos) Miaoulis, in greco Ανδρέας Μιαούλης (Eubea, 20 maggio 1768 - Atene, 24 giugno 1835), fu un ammiraglio e politico greco, che comandò le forze navali greche durante la Guerra d’indipendenza greca del XIX secolo.


Biografia

Miaoulis nacque a Negroponte (altrimenti nota come Eubea) e si stabilì sull’isola di Hydra: era noto tra gli isolani per il commercio in grano e come capitano mercante. Era stato scelto per guidare le forze navali delle isole quando queste si ribellarono al governo del sultano.

Nel 1822 Miaoulis venne nominato navarco (in greco Νάυαρχος, o ammiraglio), di quella che sarebbe diventata la flotta greca. Quello stesso anno, comandò la spedizione inviata per vendicare il massacro di Chio (da cui prese ispirazione il pittore Eugène Delacroix per il quadro omonimo). Ebbe un ruolo importante nelle spedizioni di successo all’assedio di Missolungi, nel dicembre 1822 e nel gennaio 1823.

Nel 1824, dopo la conquista turca di Psara, comandò le forze greche, impedendo altri avanzamenti della flotta del sultano. Nello stesso anno, malgrado alcuni successi, non riuscì però ad evitare che le forze egiziane occupassero Navarino.

Nel 1825 riuscì a portare rinforzi e vettovagliamenti a Missolungi, che era stata assediata per una seconda volta. Per salvare Messolonghi, tentò di interrompere le comunicazioni marittime delle forze egiziane. L’enorme sproporzione tra gli squadroni e la forza delle navi ebbe la meglio.
Con procedere della guerra, il potere navale dei greci diminuì, a causa della penuria della loro tesoreria e per la crescita della pirateria anarchica nel Mediterraneo orientale.

Miaoulis continuò ad essere a capo delle forze navali greche fino a quando l’ex ufficiale della flotta reale Thomas Cochrane entrò in servizio nel 1827: Miaoulis si ritirò per lasciare libertà al nuovo comandante inglese.

Ottenuta l’indipendenza, Miaoulis fu coinvolto nei conflitti civili, contrapposto al partito russo e a Kapodistrias. Fece parte della delegazione inviata per offrire a re Ottone la corona della Grecia, da cui fu nominato ammiraglio di divisione e dunque viceammiraglio.

Morì ad Atene il 24 giugno1835. La sua salma fu seppellita nel Pireo, vicino alla tomba di Temistocle, il fondatore della flotta ateniese antica. Il suo cuore riposa in un’urna presso il Ministero della Marina Mercantile.

Nel 1879 l’Aeronautica Ellenica chiamò un incrociatore Navarchos Miaoulis, in suo onore.

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August 13, 2007

One laptop per child - MIT’s

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One Laptop Per Child (la cui sigla è OLPC) è un’organizzazione non-profit creata per sovraintendere al progetto del computer da 100 dollari, $100 laptop. Entrambi, il progetto e l’organizzazione, sono stati annunciati al World Economic Forum in Davos, Svizzera il 28 gennaio 2005.

“One Laptop Per Child” è stata fondata da varie organizzazioni sponsor. Queste includono Google, Red Hat, AMD, BrightStar, News Corp e Nortel Networks. Ciascuna compagnia ha donato due millioni di dollari. Il MIT Media Lab è pure coinvolto nel progetto.

“One Laptop Per Child” ha guadagnato molta attenzione dopo che Nicholas Negroponte e Kofi Annan hanno mostrato un prototipo funzionante del “$100 laptop” al World Summit on the Information Society a Tunisi, Tunisia.

“One Laptop Per Child” è presieduto da Nicholas Negroponte, che per dedicarsi a questo incarico ha lasciato in febbraio 2006 il “MIT Media Lab”, e il suo CTO (direttore) è Mary Lou Jepsen. Altri dirigenti della Compagnia sono il precedente direttore del MIT Media Lab Walter Bender che è presidente di “OLPC Software e Content” e Jim Gettys che è vice-presidente di “Software Engineering”<ref name=”nota_nota1″> OLPC Principles and Staff List Visitato il 13 febbraio 2006
</ref>.

L’iniziativa è volta alla progettazione, produzione e distribuzione di laptop da 100 dollari per fornire a ogni bambino del mondo, specie a quelli nei paesi in via di sviluppo, l’accesso alla conoscenza e alle moderne forme educative.

I laptop presentati dal team di Negroponte sono basati su programmi open source e possono essere alimentati con batteria interna ricaricabile con una manovella per la ricarica, batteria auto, trasformatore di rete.

Per ridurre i costi è previsto che siano dati in grandi quantità a scuole o altre organizzazioni che li distribuiscano a basso costo.

Il 19 febbraio 2007 l’organizzazione ha confermato di aver inviato un primo ordinativo di un milione di computer a Quanta Computers. Il prezzo di un singolo sistema sarà di 130 dollari e la fornitura coprirà le richieste di Argentina, Brasile, Libia, Nigeria, Ruanda, Thailandia e Uruguay.<ref>OLPC conferma a Quanta l’ordine per 1 milione di XO</ref>

La produzione in serie dei computer è iniziata nel luglio del 2007 sebbene non siano noti quantitativi e tempi di consegna.<ref></ref>


Note


Voci correlate

  • $100 laptop


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • OLPC Home Page
  • The $100 Laptop Moves Closer to Reality, Wall Street Journal, 14 novembre 2005
  • Making One Laptop per Child a reality, Red Hat Magazine, 14 dicembre 2005
  • One Laptop Per Child - a Preview of the Hundred Dollar Laptop, WorldChanging, 3 novembre 2005
  • Bill Gates mocks MIT’s $100 laptop project 15 marzo 2006

Resources

August 12, 2007

Batteria (chimica) - laptop

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right|thumb|100px|Simbolo elettrico della batteria
thumb|left|Batteria
Una batteria elettrica (o meglio un pacco batteria) è un dispositivo costituito da diversi elementi collegati in serie in modo che la tensione dei singoli elementi si sommi.

Gli elementi, tutti del medesimo tipo, possono essere primari o secondari.
Si definisce primario o “pila” un elemento non ricaricabile, secondario o “accumulatore” un elemento ricaricabile.

Sono esempi di batterie ricaricabili l’accumulatore dell’automobile e del telefono cellulare.

Sono elementi non ricaricabili, ossia primari, tutte le pile alcaline. I formati più comuni disponibili in commercio sono: AA-stilo, AAA-ministilo, AAAA-microstilo, C-mezzatorcia, D-torcia.
Le pile da 9V sono in realtà batterie di 6 elementi da 1,5 V.

La capacità delle batterie, ovvero la quantità di carica elettrica che può essere immagazzinata, è comunemente espressa in Ampere-ora (Ah), dove 1 Ah equivale a 3600 Coulomb.
Per ottenere l’energia in wattora è necessario moltiplicare la capacità in Ah per la tensione nominale.

Una batteria da 1 Ah può erogare una corrente di 1 ampere per un’ora prima di scaricarsi, oppure 10 A per 6 minuti, o anche 0,1 A per 10 ore. In realtà la capacità reale è molto dipendente dal tasso di scaricamento, per cui una batteria da 1Ah probabilmente non arriva ad erogare 10 A per 6 minuti.

thumb|left|Batterie in commercio
La capacità è misurata sperimentalmente sottoponendo la batteria ad un ritmo di scarica standard, solitamente con una corrente che faccia scaricare la batteria in venti ore ovvero una corrente pari alla capacità della batteria diviso venti ore.

Ci sono in commercio dei tester di capacità delle batterie primarie (non ricaricabili) e secondarie (ricaricabili).

Quando circola corrente in un elemento (sia in fase di scarica, sia in fase di ricarica -per gli elementi secondari-) si producono reazioni chimiche esotermiche, ossia con generazione di calore.
Una scarica (o carica) troppo violenta può provocare l’esplosione dell’elemento e per questo motivo è importante fare attenzione a non mettere in cortocircuito i due poli elettrici della batteria.

Se si cerca di ricaricare un elemento non ricaricabile, si ottiene una produzione di idrogeno e ossigeno ai due poli delle singole celle, e se la produzione dei due gas è più alta della loro velocità di fuga, la batteria può esplodere.

Per la ricarica casalinga di elementi è preferibile utilizzare caricabatterie che dispongano di protezioni, quali:

  • riconoscimento di elementi primari (es. pile alcaline), impedendone automaticamente la carica
  • protezione contro lo scambio di polarità
  • protezione verso surriscaldamento dell’elemento in carica
  • limitazione della durata massima della ricarica
  • individuazione automatica della capacità della batteria ricaricabile (e conseguente adattamento della corrente di ricarica)


Batterie ricaricabili

Conosciute anche come batterie secondarie o accumulatori.

  • Batteria piombo-acido - Comunemente usata negli autoveicoli, sistemi d’allarme e sistemi anti black-out. Di solito impiegata come “A” o batteria “umida” in apparecchiature radio a valvola. Il maggior vantaggio di quella chimica è il suo basso costo: una batteria grande (es. 70 Ah) è relativamente economica, se confrontata alle altre chimiche. Comunque, questa batteria chimica ha meno intensità d’energia delle altre batterie chimiche conosciute oggi (vedi sotto).

    • Absorbent glass mat (AGM)
    • Batteria gel
  • Batteria agli ioni di litio - Una pila chimica relativamente moderna che offre una densità di carica molto alta (una piccola batteria Li-ion conterrà molta energia elettrochimica) e che non soffre di alcun effetto memoria. Sono largamente utilizzate in sistemi laptop, macchine fotografiche digitali, alcuni lettori mp3 (come l’iPod) e la maggior parte dei dispositivi digitali portatili.
  • Batteria agli ioni di litio-polimero - Presenta proprietà simili alla pila Li-ione, ma una densità di carica leggermente inferiore. Può essere facilmente adattata alle caratteristiche di oggetti particolari, come le batterie ultra sottili (1 mm di spessore) degli ultimi PDA. Se costruita appositamente è capace di erogare molta più energia delle batterie Li-ion, ed è quindi usata spesso negli aeromodelli elettrici.
  • Batteria sodio-zolfo
  • Batterie nichel-ferro
  • Batteria nichel-metallo idruro (NiMH)
  • Batterie nichel-cadmio (Ni-Cd) - Impiegate in molte applicazioni domestiche, stanno oggi scomparendo in quanto surclasssate dalle pile Li-ion e NiMH. Con questa pila si possono ottenere i più lunghi cicli di ricarica (oltre 1500) ma a discapito della densità di carica, rispetto alle più attuali batterie. Le celle al Ni-Cd che utilizzano tecnologia antiquata risentono di “effetto memoria”, anche se in quelle più moderne tale effetto è stato notevolmente ridotto. Inoltre il cadmio è un metallo pesante tossico.
  • Batteria sodio-metallo cloruro
  • Batteria nichel-zinco
  • Batteria a sale fuso
  • Batteria argento-zinco - Fu il dispositivo a più alta densità di energia (precedentemente allo sviluppo delle tecnologie al litio) e il suo utilizzo primario riguardò l’ambito aeronautico. L’aumento mondiale dei prezzi dell’argento rese l’utilizzo di questa batteria non più conveniente. Fu utilizzata per le ultime missioni lunari Apollo.


Pile fai-da-te

Quasi ogni liquido o materiale umido che possieda abbastanza specie ioniche da essere elettricamente conduttivo può servire da elettrolita per una pila. Come originale dimostrazione scientifica, è possibile inserire due elettrodi fatti di metalli differenti in un limone, una patata, un bicchiere contenente una bibita, ecc. e generare piccole quantità di corrente elettrica. Le pile “casalinghe” di questo tipo non sono di utilità pratica perché producono meno corrente e costano assai più per unità d’energia prodotta rispetto alle batterie commerciali, in relazione alla necessità di dovere rimpiazzare frequentamente il frutto o il vegetale adoperato.

Le batterie al piombo-acido possono essere facilmente prodotte in casa, ma un noioso ciclo di carica/scarica è necessario per “formare” le piastre. Questo è un processo che porta alla formazione di solfato di piombo sulle piastre, e durante la carica viene questo viene convertito in diossido di piombo (piastra positiva) e piombo puro (piastra negativa). La ripetizione di questo processo porta come risultato una superficie microscopicamente ruvida, con una ben più grande superficie esposta. In questo modo aumenta la corrente che la batteria può erogare. Per un esempio, vedi
[1].


Batterie per trazione

Le batterie per trazione (batterie secondarie o accumulatori) sono studiate per fornire potenza per muovere un veicolo, come un’automobile elettrica o un motore per rimorchio. Una maggiore considerazione costruttiva riguarda il rapporto potenza/peso, dato che il veicolo deve trasportare la batteria. Mentre le convenzionali batterie piombo-acido contengono elettrolita liquido, nelle batterie per trazione l’elettrolita è spesso gelificato per prevenire versamenti. L’elettrolita può anche essere imbevuto in lana di vetro avvolta in modo tale che le celle abbiano un’area circolare della sezione trasversale (batterie Absorbed glass mat).

Le tipologie di batterie utilizzate nei veicoli elettrici possono così riassumersi:

  • Batterie convenzionali al piombo-acido con elettrolita liquido
  • Batterie AGM (Absorbed Glass Mat)
  • Batteria ZEBRA Na/NiCl2 operante a 270°C e che richiede il raffreddamento nel caso di escursioni termiche
  • Batteria Ni/Zn

Le batterie al litio-ione stanno surclassando la tecnologia NiMh in questo settore mentre a causa del loro basso costo le batterie al piombo-acido mantengono il loro ruolo predominante.


Batterie di flusso

Le batterie di flusso sono una classe speciale di batterie dove quantità addizionali di elettrolita sono conservate fuori dalla cella galvanica principale e vengono fatte circolare all’interno di essa tramite pompe o sfruttando la forza di gravità. Le batterie di flusso possono avere una capacità estremamente grande e sono usate in applicazioni navali, mentre stanno guadagnando popolarità nell’ambito di applicazioni riguardanti lo stoccaggio dell’energia.

Le batterie di flusso zinco-bromo e le batterie redox al vanadio sono tipici esempi di batterie di flusso commercialmente disponibili.


Dimensioni comuni delle batterie

thumb|left|170px|Batteria da 9 volt
Le batterie monouso e alcune batterie ricaricabili esistono in commercio in varie dimensioni standard, in modo tale che lo stesso tipo di batteria possa essere utilizzata per svariate applicazioni. Alcuni dei maggiori tipi sfruttati per dispositivi portatili includono le serie A (AA, AAA, AAAA), B, C, D, F, G, J, ed N, 3R12, 4R25 più altre varianti, PP3, PP9, pile a bottone, e le lanterne 996 e PC926.


Comuni capacità delle batterie

Le informazioni riguardanti la capacità in Ah delle batterie ricaricabili sono normalmente facilmente disponibili, ma può essere molto più difficoltoso ricavare la capacità per le batterie primarie. A titolo di esempio, alcune capacità di batterie primarie Energizer sono presenti in [2] mentre in [3] sono presenti dei valori relativi ad alcune Duracell.


Considerazioni ambientali

Sin dal loro primo sviluppo risalente a oltre 250 anni fa, le batterie sono rimaste tra le fonti di produzione di energia relativamente più costose e la loro produzione richiede il consumo di molte risorse di un certo valore e spesso implicano anche l’impiego di sostanze chimiche pericolose. Per questa ragione esiste una specifica rete di riciclaggio atta a recuperare dalle batterie usate parte dei materiali di maggiore tossicità e anche altri materiali di un certo valore.


Componenti e fattori elettrici

Le celle di cui si compone una batteria possono essere collegate in parallelo, in serie o in entrambe i modi. Una combinazione di celle in parallelo possiede lo stesso voltaggio di una singola cella ma è in grado di fornire una corrente maggiore ed eguale alla somma delle singole correnti di tutte le celle. Una combinazione in serie possiede la stessa corrente di una singola cella ma il valore del suo voltaggio corrisponde alla somma dei voltaggi di tutte le singole celle. Le batterie elettrochimiche più pratiche, come quelle da 9 V per le torcie elettriche e le batterie da 12 V delle automobili, sono composte da diverse celle collegate in serie. I collegamenti in parallelo risentono del problema legato allo scaricarsi più velocemente di una cella rispetto a quella vicina: nel caso in cui ciò si verifichi la corrente circolerà dalla cella carica a quella scarica, sprecando in tal modo energia e rischiando il sovrariscaldamento. Persino peggiore è il caso in cui una cella diviene cortocircuitata a causa di difetti interni, con le celle vicine che saranno forzate a scaricare la loro corrente massima nella cella difettosa, provocando un sovrariscaldamento e una possibile esplosione. Le celle in parallelo sono perciò solitamente costituite da un circuito elettronico atto a proteggerle da questi problemi. In entrambe le tipologie in serie e in parallelo, l’energia totale di una batteria equivale alla somma delle energie immagazinate in tutte le singole celle.

Un semplice modello circuitale di una batteria è una sorgente di tensione perfetta (cioè priva di resistenza interna) in serie con un resistore. La tensione erogata dalla sorgente di tensione non dipende dallo stato di carica, ma solo dalle caratteristiche chimiche della batteria. Quando una batteria “si consuma”, è la sua resistenza interna a ad aumentare. Quando la batteria è collegata ad un carico (in dispositivo che “usa” la pila, per esempio una lampadina, o un motore elettrico) che ha una sua resistenza, la tensione applicata agli estremi del carico dipende dal rapporto tra la resistenza di carico e quella interna della batteria: quando la batteria è completamente carica la sua resistenza interna è bassa, per cui la tensione applicata ai capi del carico è quasi uguale a quella della sorgente di tensione. Mano a mano che la batteria si consuma e la sua resistenza interna cresce, aumenta anche la caduta di tensione ai capi della resistenza interna, con il risultato di ridurre la tensione disponibile per il carico e quindi la capacità della batteria di erogare potenza al carico.


Voci correlate

  • Argomenti correlati all’energia
  • Batteria a super-ferro
  • Effetto memoria
  • Pila (chimica)


Persone/inventori

  • John Frederic Daniell
  • Thomas Edison
  • Michael Faraday
  • Luigi Galvani
  • Moritz von Jacobi
  • Georges Leclanché
  • Slavoljub Penkala
  • Nikola Tesla
  • Alessandro Volta


Argomenti elettrici correlati

  • Accumulatore al litio
  • Accumulatore al piombo
  • Batteria di flusso
  • Batteria locale
  • Cella elettrochimica
  • Corrente continua
  • Differenza di potenziale
  • Efficienza elettrica
  • Elettricità
  • Elettrochimica
  • Elettroplacatura
  • Energia solare
  • Energia rinnovabile
  • Forza elettromotiva
  • Fornitura di potenza
  • Immagazzinamento dell’energia
  • Legge di Peukert
  • Pila atomica
  • Potenziale elettrochimico
  • Tensione di contatto
  • Veicolo elettrico


Concetti di elettricità ed elettronica correlati

  • Batteria a succo di limone
  • Batteria ricaricabile
  • Capacitore elettrolitico
  • Circuiti in serie e parallelo
  • Cella galvanica
  • Cella secondaria
  • Elettrodo
  • Equazione di Nernst
  • Pila a combustibile
  • Pila a concentrazione
  • Sistema di accensione
  • Immagazzinamento energetico in superconduttore
  • Immagazzinamento energetico in volano
  • Jump start
  • Lanterna
  • Storaggio energetico in griglia


Materiali chimici elettroattivi usati nella fabricazione

  • Acido solforico
  • Alluminio
  • Argento
  • Antimonio
  • Bromo
  • Cadmio
  • Cloruro di ammonio
  • Cloruro di tionile
  • Cobalto
  • Diossido di manganese
  • Ferro
  • Idruro
  • Idruro di nichel
  • Litio
  • Nichel
  • Magnesio
  • Manganese
  • Mercurio
  • Nitroglicerina
  • Piombo
  • Rame
  • Rubidio
  • Titanio
  • Vanadio
  • Zinco
  • Zolfo


Invenzioni correlate

  • Batteria di Baghdad
  • Cronologia delle invenzioni
  • Lista degli inventori
  • Litio-polimero
  • Pila di Volta
  • Smart Battery (La batteria avverte il dispositivo quando sta per esaurirsi)


Altro

  • Automobile elettrica
  • Automobile ibrida
  • Automobile ibrida gas-elettrica
  • Batteria CMOS
  • Batteria ricaricabile
  • Freno rigenerativo
  • Spreco energetico
  • Stanza delle batterie


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • RadioShack Guide to Batteries
  • Quick Battery Guide For Robot Creators
  • Electrochemistry Encyclopedia NONRECHARGEABLE BATTERIES
  • Battery Glossary & Terminology
  • Battery Technologies - Directory page covering theory, research and development, and market devices that improve the trend toward clean, renewable energy. (FreeEnergyNews)
  • Battery Care Tips
  • The Microturbine, battery technology as “the Next Big Thing” by Fred Hapgood
  • Batteries in a Portable World - A Handbook on rechargeable batteries for non-engineers - Has a comprehensive FAQ section on rechargeable batteries
  • Battery Timeline - History of batteries, energy and related technologies
  • Mobile phone fuel cells coming in 2007 Infoworld July 13, 2005
  • “Battery Resources” of PESWiki, the community-built website dealing with alternative and renewable energy solutions
  • A Peukert Calculator spreadsheet
  • Practical battery knowledge
  • Energyorbit battery news

Resources

August 11, 2007

Teorema di Buckingham - Queste

Filed under: Uncategorized — admin @ 11:14 pm

Il teorema di Buckingham (conosciuto anche come teorema pi greco), dovuto al fisico statunitense
Edgar Buckingham, afferma che dato un problema descritto da un certo numero di equazioni in cui siano presenti n variabili fisiche (come la temperatura, l’energia di attivazione, il calore specifico, ecc.), se le dimensioni fondamentali di queste n variabili sono x (come il chilogrammo, il metro, il secondo, ecc.); allora il problema può essere completamente descritto da n-x variabili adimensionali. Cioè posso studiare il medesimo problema usando un numero inferiore di variabili purché queste siano adimensionali.
Adimensionalizzare un equazione significa moltiplicare o dividere i suoi membri per variabili fisiche finché tutti i membri non diventano privi di dimensioni.
Quando si adimensionalizza un sistema di equazioni il sistema diviene funzione di una serie di variabili adimensionali in numero pari a quello previsto con il teorema di Buckingham.

Buckingham
Buckingham

Resources

Episodi di Prison Break (seconda stagione) - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: , , — admin @ 4:32 pm

Questa voce contiene riassunti, dettagli e crediti dei registi e degli sceneggiatori della seconda stagione della serie TV Prison Break.

La conclusione della prima stagione di Prison Break ha lasciato in sospeso moltissime situazioni: i ragazzi, perso l’aereo di Abruzzi, riusciranno a scappare dagli agenti di polizia che sono ormai a pochi metri da loro? Cosa succederà nel Montana a Blackfoot tra Veronica e Terrence Steadman? Sara è effettivamente morta? Il nuovo Presidente degli Stati Uniti Caroline Reynolds riuscirà ad insabbiare le sue mosse e come si comporterà ora che ha messo a tacere la Compagnia? T-Bag riuscirà a sopravvivere dopo l’amputazione della mano? Haywire e Tweener sono in salvo? Quest’ultimo tenterà forse di impossessarsi dei 5 milioni di dollari di D.B. Cooper nascosti sotto un silos nei pressi di Tooele, nello Utah?

Tutti questi interrogativi trovano delle risposte già nei primissimi episodi della Season II che è partita negli USA sul canale FOX lunedì 21 agosto 2006. Come l’anno precedente, la serie ha subito una doppia pausa: una, pari a tre settimane, nel mese di ottobre dovuta ai playoffs di baseball (l’interruzione è stata a cavallo degli episodi Buried e Dead Fall) e una nei mesi di dicembre-gennaio. Gli episodi inediti sono tornati in onda a partire dal 22 gennaio 2007 per concludersi poi il 2 aprile.

In Italia verrà trasmessa su Italia1 a partire da venerdì 14 settembre 2007 alle 22:55, con un doppio episodio.

Titolo originale Titolo italiano Prima TV USA Prima TV Italia #
1 Manhunt Caccia all’uomo 21 agosto 2006 14 settembre 2007 23
2 Otis Corsa contro il tempo 28 agosto 2006 14 settembre 2007 24
3 Scan Inseguimento 4 settembre 2006 21 Settembre 2007 25
4 First Down La sfida continua 11 settembre 2006 21 Settembre 2007 26
5 Map1213 In ordine sparso 18 settembre 2006 28 Settembre 2007 27
6 Subdivision Suddivisione 25 settembre 2006 28 Settembre 2007 28
7 Buried Fantasmi del passato 2 ottobre 2006 5 Ottobre 2007 29
8 Dead Fall Caduta mortale 23 ottobre 2006 5 Ottobre 2007 30
9 Unearthed Dissotterrat