Laptop

January 31, 2008

MS-DOS - One Laptop

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MS-DOS è il sistema operativo, prodotto da Microsoft, che fu abbinato al primo PC IBM.

Il nome deriva dalle iniziali della Microsoft, cioè MS, e dall’acronimo DOS ovvero Disk Operating System.


Storia dell’MS-DOS

Verso l’ottobre del 1980 la IBM stava cercando un sistema operativo per il suo nuovo prodotto, il PC IBM prossimo al lancio. Inizialmente si rivolse alla Digital Research di Gary Kildall, l’autore del CP/M che allora era lo standard per i microcomputer; ma l’affare andò in fumo poiché Kildall rifiutò di firmare l’accordo di non divulgazione del codice. Continuando la ricerca, bussarono anche alla porta della Microsoft di Bill Gates e Paul Allen che allora produceva quasi solo linguaggi (il Microsoft BASIC). I due, davanti all’occasione che si profilava loro, non esitarono a contattare la Seattle Computer Products che pochi mesi prima aveva scritto un clone a 16 bit del CP/M chiamato 86-DOS per i microcomputer che stava producendo, basati sull’8086 e sul bus S-100. Dopo una veloce revisione dei sorgenti, che consistevano in circa 4000 linee di codice assembler, il tutto fu mandato alla IBM per una valutazione.

La IBM rimase soddisfatta e l’affare andò in porto. La Microsoft acquisì i diritti dell’86-DOS nel luglio 1981 e il mese dopo la prima versione di MS-DOS era sul mercato. IBM però, avendola sottoposta ad un esteso controllo di qualità ed avendo trovato oltre 300 bug, ne riscrisse alcune parti: per questo motivo tale versione portò il nome di IBM PC-DOS 1.0 e fu licenziata congiuntamente da Microsoft e da IBM. Le versioni successive furono licenziate separatamente o da Microsoft (che le marcava come MS-DOS) o da IBM (con il nome di PC-DOS e in genere in coincidenza con l’uscita sul mercato di una nuova linea di personal computer).

Inizialmente non era obbligatorio comperare una copia di MS-DOS insieme ai PC IBM, ma si poteva scegliere fra tre sistemi operativi: il CP/M, l’UCSD p-System e l’MS-DOS. Tuttavia il prezzo del CP/M era di 495 dollari, quello del p-System di poco meno, e l’MS-DOS costava 39,95 dollari, rendendolo una scelta praticamente obbligata per un hobbysta. La pratica di vendere l’MS-DOS e il PC-DOS solo insieme ad un PC iniziò a partire dalla vendita degli AT/339, con la versione 3.0 del DOS.

L’MS-DOS è vissuto come prodotto a sé stante fino all’arrivo di Windows 95 che integrava per ragioni di compatibilità l’MS-DOS. Comunque da Windows 95 in poi l’MS-DOS non è stato più il sistema operativo principale dei computer IBM compatibili e attualmente sopravvive solamente per mantenere la compatibilità con le datate applicazioni che lo utilizzano.


Interfaccia utente

L’interfaccia standard di MS-DOS, un’interfaccia a linea di comando, era una shell (chiamata command), come su tutti i sistemi dell’epoca. In seguito divennero disponibili altre interfacce utente, basate su menù testuali (come, ad esempio, Norton Commander) o grafiche, come il GEM e le prime versioni di Microsoft Windows fino alla 3.11.


Architettura

Come praticamente tutti i sistemi operativi per home e personal computer del periodo, l’MS-DOS era un sistema operativo monoutente e monotask, cioè capace di far girare un solo programma alla volta; i suoi due grandi limiti che ne impedirono lo sviluppo successivo erano l’incapacità di gestire più di 640 KB di memoria RAM e la sua natura non rientrante, che gli impedirono di evolversi e sfruttare le maggiori capacità dei nuovi processori che via via si resero disponibili. Purtroppo queste limitazioni erano dovute a scelte di progetto fondamentali, che seppure giustificate inizialmente dalle limitazioni del primo PC IBM, poi non fu più possibile superare. Divenuti presto evidenti per la rapidissima evoluzione tecnologica di quegli anni, questi limiti vennero poi aggirati con stratagemmi software come i gestori di memoria EMS e XMS, e i cosiddetti DOS extender che gestivano il funzionamento a 32 bit in modalità protetta, che MS-DOS non poteva supportare: ma in ogni caso la gestione del file system e la risposta agli interrupt restavano comunque in mano al vecchio MS-DOS e soffrivano dei suoi limiti.

Alla fine, la Microsoft fu costretta ad abbandonare l’MS-DOS e scrivere da zero una nuova famiglia di sistemi operativi, cioè le varie versioni di Windows 9x e NT.

Il codice eseguibile fondamentale del DOS era contenuto in due file dal nome IBMIO e IBMDOS. Il primo conteneva le routine di servizio degli interrupt e la gestione delle periferiche fisiche e caricava il secondo, che conteneva il gestore di periferiche logiche e il gestore del file system FAT. IBMDOS caricava a sua volta il COMMAND.COM, la shell interprete dei comandi.


Versioni dell’MS-DOS

  • PC-DOS 1.0 - Agosto 1981
per il primo PC IBM
  • PC-DOS 1.05
versione interna alla IBM - mai rilasciata
  • PC-DOS 1.10 - Giugno 1982
corretti alcuni bug, supporto per floppy a doppia faccia
  • MS-DOS 1.24 - Giugno 1982
come il PC-DOS 1.10
  • MS-DOS 1.25 - Luglio 1982
prima release non IBM: la storia dell’MS-DOS propriamente detto inizia da qui
  • PC-DOS 2.0 - Marzo 1983
per il primo PC XT: introdotte le subdirectory, il supporto agli hard disk, ai device driver installabili di terze parti, redirezione dell’I/O, la gestione dei file tramite handle
  • PC-DOS 1.85 - Aprile 1983
versione interna alla IBM, una diversa evoluzione della 1.1
  • MS-DOS 2.01 - Maggio 1983
Supporto iniziale per l’internazionalizzazione (comando COUNTRY)
  • PC-DOS 2.10 - Ottobre 1983
versione per PCjr, corretti alcuni bug. Nessun supporto all’internazionalizzazione
  • MS-DOS 2.11 - Dicembre 1983
una via di mezzo tra il 2.01 e il 2.10
  • MS-DOS 2.12 - 1983
versione speciale per TI pro
  • PC-DOS 3.0 - Agosto 1984
per l’uscita del PC AT: nuove chiamate di sistema, nuovi programmi utility, supporto per la FAT a 16 bit, i floppy da 1,2 MB e per le reti locali IBM
  • MS-DOS 3.05 - Novembre 1984
Primo rilascio non IBM della versione 3
  • PC-DOS 3.10 - Novembre 1984
corretti alcuni bug e migliorato il supporto alle reti locali
  • MS-DOS 3.25 - Ottobre 1985
esteso il supporto alle lingue straniere
  • PC-DOS 3.20 - Gennaio 1986
supporto per i floppy da 720KB e per i laptop (IBM PC Convertible), XCOPY. Rilasciate varie versioni nazionalizzate
  • MS-DOS 4.0 - Aprile 1986
lanciato solo in Europa: introdotto il multitasking. Molto instabile e pieno di bug, viene ritirato dal mercato poco tempo dopo
  • PC-DOS 3.3 - Aprile 1987
per la serie PS/2: altre nuove chiamate di sistema, supporto per floppy da 1.44, per le partizioni DOS multiple, per l’orologio CMOS degli AT, per la commutazione della pagina codici. Migliorato il supporto alle lingue internazionali
  • MS-DOS 3.31 - Novembre 1987
supporto per partizioni maggiori di 32MB. Versioni diverse da parte di vari OEM
  • PC-DOS 3.40 - 1988
versione interna alla IBM, non rilasciata
  • MS-DOS 2.11R - 1988
versione bootabile da ROM per i PC Tandy
  • PC-DOS 4.0 - Agosto 1988
Limite di dimensione di 32MB per le partizioni degli hard disk ufficialmente superato: aggiunte altre chiamate di sistema, limitato supporto alla memoria EMS, supporto di rete migliorato per alcuni comandi esterni. Abbandonato il PCjr
  • MS-DOS 4.01 - Dicembre 1988
corregge molti bug della catastrofica 4.0 Microsoft ma è ancora instabile
  • MS-DOS 3.21R.85 - Settembre 1989
ROM DOS, supporta il Flash file system per i portatili
  • MS-DOS 3.3R - 1990
ROM DOS, versione per i portatili TI
  • MS-DOS 5.0 - Giugno 1991
Introdotto l’uso della memoria alta, possibilità di usare fino a 8 hard disk, supporto ai floppy da 2,88MB. Versione decisamente più stabile e robusta delle precedenti
  • PC-DOS 5.02 - Agosto 1990?
per alcune macchine particolari IBM
  • MS-DOS V - Febbraio 1993
versione per il mercato giapponese, con supporto per i caratteri Kanji a 16 bit
  • MS-DOS 6.0 - Marzo 1993
Compressione del disco on the fly (Doublespace), configurazioni multiple in AUTOEXEC.BAT e CONFIG.SYS
  • PC-DOS 6.0 - Agosto 1993
  • MS-DOS 6.20 - Settembre 1993
Doublespace riscritto, per perdite di dati che occasionalmente causava
  • MS-DOS 6.21 - Febbraio 1994
Doublespace rimosso, dopo che la Stac Electronics aveva vinto la causa per violazione di copyright
  • MS-DOS 6.22 - Maggio 1994
Nuovo software di compressione del disco (Drivespace). Ultima versione di DOS standalone
  • PC-DOS 6.30 - 1994
  • MS-DOS 7.0 - Agosto 1995
incorporata in Windows 95
  • MS-DOS 7.10 - Agosto 1996
incorporata in Windows 95b OSR2


Cloni dell’MS-DOS

Dato il grande successo e la longevità del DOS sarebbe stato ben strano se nessuno avesse cercato di emularlo. E in effetti ci sono moltissimi sistemi operativi compatibili con varie versioni dell’MS-DOS o che cercano di estenderne le funzioni, alcuni commerciali, alcuni gratuiti, altri addirittura open source.

  • Cloni commerciali:

    • MultiUserDOS-7 Gold
    • DR Multiuser-DOS

thumb|right|200px|Screenshot di FreeGEM

    • SuperDOS
  • Cloni:
    • DR-DOS
  • Cloni gratuiti:
    • OpenDOS
    • DOS-C
    • TR-DOS
  • Cloni open source
    • FreeDOS
    • FreeGEM DOS


Voci correlate

  • Dosbox Emulatore open source di MS-DOS
  • Arachne Browser internet open source grafico per dos /ftp/ e-mail client di DOS
  • Lista di videogiochi per DOS (automatica)
  • Lista di videogiochi per MS-DOS (manuale)


Glossario

  • Lista di comandi di MS-DOS

Resources

Dissonanze - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 4:06 pm

Dissonanze è il primo e più importante festival italiano dedicato alle arti e alle musiche elettroniche e digitali nei diversi ambiti in cui si manifestano: concerti, laptop e dj set, installazioni multimediali, vj performances e proiezioni.
Il festival si svolge a Roma dal 2000. Presenta ogni anno artisti affermati insieme ad emergenti, opere conosciute e già importanti accanto ad anteprime e commissiona collaborazioni e produzioni originali e site specific ideate proprio per gli spazi inusuali che di volta in volta occupa… come quelli del Palazzo dei Congressi dell’EUR (capolavoro di marmo bianco che rappresenta uno dei migliori esempi di razionalismo architettonico, sede principale del festival dall’edizione del 2005), del Chiostro del Bramante (cortile rinascimentale nel cuore della città), dell’ex Lanificio Luciani in via di Petralata, dell’ex Mattatoio del quartiere Ostiense, della Cappa Mazzoniana all’interno della Stazione Termini (edifici di archeologia industriale da poco ristrutturati), del deposito Atac in via di Grottarossa (luogo di intensa vita metropolitana).


Il concept

Il gioco del curatore del festival, e dei curatori di volta in volta coinvolti, è proprio quello di affiancare opere e performance diverse e stimolare gli artisti verso collaborazioni e creazioni inedite, nel nome della sperimentazione quanto dell’intrattenimento: ad ogni edizione, insieme agli spettacoli più consueti, Dissonanze propone nuove esperienze di “musica visiva”, spettacoli totali e immersivi in grado di stravolgere la normale dimensione percettiva e il normale coinvolgimento del pubblico, esaltandone gli aspetti più profondi e/o ludici.


La storia

Dissonanze è nato nel 2000 come uno show-case, una selezione di artisti internazionali poco conosciuti per un evento a carattere ‘indie’, indipendente. La prima edizione è stata ideata con l’intento di mettere in luce un ambito musicale ben specifico che in Italia non aveva ancora trovato il giusto spazio: quello della musica elettronica tedesca. Le successive hanno avuto un carattere più internazionale, seppure altrettanto indipendente. Nel corso degli anni è stato privilegiato in modo sempre più incisivo l’aspetto curatoriale e si è cercato di sviluppare una sempre maggiore commistione tra suono, immagine e architettura degli spazi che ospitano il festival. Obiettivo definitivamente raggiunto nel 2005, quando Dissonanze ha conquistato, come cornice ideale del suo progetto artistico, le geometrie marmoree del Palazzo dei Congressi di Roma. Oggi Dissonanze sperimenta il rapporto tra creatività e nuove tecnologie ricercando corrispondenze inedite tra universi e immaginari diversi.


Gli spettacoli

Le performance inserite nella programmazione sono state centinaia. Tra i tanti momenti memorabili, si ricordano in particolare il live dei Matmos nel 2001 (band che ha poi partecipato a ben tre edizioni del festival, tornando nel 2003 e nel 2005), il set di Richie Hawtin nel 2003, primo artista di Dissonanze a suonare per 5000 persone (per poi tornare nel 2005), la performance audiovisiva di Ryoji Ikeda e quella di suoni e laser di Edwin van der Heide nel 2005, che hanno appassionato il pubblico più eterogeneo, e il set di chiusura di Sven Väth nel 2006, che ha continuato a far ballare i 10.000 ospiti del festival fino alle prime luci dell’alba.
La collaborazione curatoriale più prestigiosa è stata proprio quella con l’artista olandese Edwin Van Der Heide, dopo la prima volta al festival come artista multimediale nel 2005, presente come curatore di una intera sezione nel 2006, che ha visto alternarsi sul palco, tra gli altri, artisti come Marianne Amacher, Yasunao Tone, Cristian Vogel, Richard Devine, Francisco Lopez, C.M. Von Hausswolff.


Gli artisti del 2007


Anteprime

7 maggio 2007 - Karlheinz Stockhausen (World Premiere) - Auditorium Parco della Musica, Roma

16 maggio 2007 - The Books - Teatro Palladium, Roma

25 maggio 2007 - Die Schachtel feat. Mario Bertoncini e Angelo Petronella - Chiostro del Bramante, Roma


Il Festival

1 e 2 giugno 2007 - Palazzo dei Congressi, Roma

Alva Noto • Apparat • Battles • Chris Liebing • Claudio Fabrianesi plays Citymorb • Daniel Meteo plays Shitkatapult • Digitalism • Ellen Allien • Fennesz & Mike Patton • FM3 plays Buddha Machine • Franz & Shape • Gabriel Ananda • Giardini di Mirò • Isolée • Italoboyz • KTL (Stephen O’Malley & Peter “Pita” Rehberg) • Lorenzo Oggiano • Luciano • Minilogue • Modified Toy Orchestra • Nathan Fake • Para One • Pe Lang & Zimoun • Phil Hartnoll plays Orbital / Long Range • Planningtorock • Pole • Scott Arford • Sèbastien Lèger • Spektrum • Various Production


Gli artisti - dal 2000 al 2006


Musica

Alog • Alter Ego Ensemble • Andreas Tilliander • Andrew Weatherall • Anton Nikkila • Aoki Takamasa • Audion Aka Mattew Dear • Bernhard Günter • Biosphere • Carl Michael Von Hausswolff • Cellule D’intervention Metamkine • Claudio De Tommasi • Claudio Fabrianesi • Crackhaus • Cristian Vogel • Crossover • Cyclo Aka Carsten Nicolai & Ryoji Ikeda • Daniel Menche • Darren Price • Darryl Moore • Dat Politics • Dave Clarke • Deadbeat • Defrag Sound Processing • Dimbiman • Dj Red • Dj Stile • Eclat • Effekt • Egg • Errorsmith • Fennesz • Fm3 • Francisco Lopez - Funkstorüng • Giancarlino • Goodiepal aka Kristian Vester • Jake Mandell - James Holden • Jamie Lidell • Jens Brand • Jolly Music • Joris Voorn • Karl Bartos • Keith Fullerton Witham • Kid 606 • Kim Hiortoy • Koze • Lazyfish • Lesser • LIA (Tinylittelelements) • Lory D • Luke Slater • Luomo • M16 • Magda • Marco Passarani • Martusciello • Maryanne Amacher • Massimo • Matmos • Mathew Jonson • Matthew Herbert aka Radioboy • Max Durante • Metaxu • Mikael Stavostrand • Miss Kittin • Miz Kiara • Mono 2 Atoma • Monolake • Motor • Mouse On Mars • Mylicon/E • Nathan Fake • Olivia Block • Opiate • Otolab • Oval • Oxtongue • People Like Us • Perform • Pigna People • Plaid • Pluramon • Pole • Prefuse 73 • Qubit • Radio Dd Live Show! • Radioactive Man • Raffaele Costantino • Retina.It • Ricardo Villalobos • Richard Devine • Richie Hawtin • Robert Lippok • Skot • Sleeparchive • Speedy J • Super Collider • Sven Väth • Swayzak • T.Rauschmiere • Terrae • The Herbaliser • The Mole • The Wire sound system • Thomas Brinkmann • Thomas Köner • Tiga • To Rococo Rot • Tony Rohr • Underworld • Unkle • Vladislav Delay •Wang Inc. • Xcoast • Xplosiva • Yasunao Tone • Zbignew Karkowski


Multimedia

Addictive Tv • Argos Arts • Atsuko Nojiria • Bas Van Koolijk • Blasphemy • Bruce McClure • Cane Capovolto • Cecilia Lundqvist • Christian Toonk • Ddg Crew • Dimitry Gelfand • Edwin van der Heide • Enzo Cosimi • Evelina Domnitch • Fork Unstable Media • Alessandro Gianvenuti • Granular Synthesis • Hc Gilje • Henrik Friberg • Henry Paul Selder • Jeffers Egan • Jesper Frabicius • Jesper Just • Karl Kliem • Katarina Løfström • Liisa Lounila • Lilibeth Cuenca Rasmussen • Martin Malm • Meta • Michael J. Schumacher • Montevideo/Time Based Arts • Moppi Productions • Philipp Geist • Pink Twins • Purform • Reline • Ryoji Ikeda • Ryoichi Kurokawa • Samuli Alpuranen • Sara Ludén • Sauls • Semiconductor • Silicom Visuals • Skoltz Kolgen • Stefano Iraci • Stephen Vitiello • Steve Roden • Sun Wu-Kung • Sven Pahlsson • Tez • The Light Surgeons • Tinylittleelements - Tu M’ • United Visual Artist • Ursula Scherrer • Vesa Puhakka • Warp Visuals • Yann Beauvais


Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale
  • Dissonanze 2006

Resources

Scomparsa di Madeleine McCann - laptop

Filed under: Uncategorized — admin @ 3:17 pm

Madeleine McCann è scomparsa la sera di giovedì 3 maggio da una casa di villeggiatura di Praia da Luz nell’algarve,Portogallo,pochi giorni prima del suo quarto compleanno.

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Eden (fumetto) - al World

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 10:11 am

Eden è un manga di Hiroki Endo pubblicato in Giappone sulla rivista Afternoon. É ambientato in un prossimo futuro, nel quale un misterioso virus ha sterminato il 15% della popolazione mondiale, alterando l’equilibrio politico globale.

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Fluydo - laptop

Filed under: Uncategorized — admin @ 2:35 am

Fluydo è il nome di un gruppo musicale italiano di un genere che è un mix tra techno e pop, nato nel 1997 dall’incontro tra la cantante-bassista Tico (Barbara Zuccaro) e il chitarrista Anto (Antonio Montemiglio). Anto e Tico si incontrano a Roma, uno pratica l’architettura, l’altra dipinge e si occupa di scenografia. Entrambi da sempre dediti alla musica, dal momento del loro incontro si lasciano alle spalle i rispettivi trascorsi musicali (punk/rock per lei e rap/blues per lui) e insieme scrivono i brani, li interpretano e li producono attraverso la voce e il basso di Barbara, i particolari suoni della chitarra di Antonio e una buona dose di elettronica.

Inizialmente collaborano con i produttori Richter&Albamonte, pubblicando l’EP Fluydo nel 1999 (Cantieri Musicali), poi con Ice One/Dj Sensei partecipando all’album Let Your Mind Be Music (BMG). Nel 2005 approdano alla storica etichetta indipendente CNI/Compagnia Nuove Indye per la pubblicazione dell’album di esordio 7 Kings: un percorso off road anglo-italiano che, tra sogno e realtà, affronta tematiche sia intimiste che sociali in un mix di rock-trasversale ed elettronica.

Nelle performance live, il basso e la voce di Tico e la chitarra di Anto si mescolano alle ritmiche e alle suggestioni video del loro fido laptop, oppure al contributo di dj quali Slack, Slump o Ice One. Hanno suonato nei principali luoghi della musica alternativa di Roma e dintorni (Bluecheese, Brancaleone, Classico, FLOG, Villaggio Globale, ecc.) e all’interno di rassegne (Biennale di Sarajevo, Enzimi, I-Tim Tour, MTV Clubbing Night, Selezioni Arezzo Wave, ecc.)


Formazione

  • Barbara Zuccaro “Tico” - voce, basso
  • Antonio Montemiglio “Anto” - chitarra


Discografia

  • 1999 - Fluydo
  • 2005 - 7 Kings


Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Resources

327 - progetto

Filed under: Uncategorized — admin @ 2:03 am


Eventi


Nati


Morti

027

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January 30, 2008

X.Org Foundation - OLPC

Filed under: Uncategorized — admin @ 8:50 pm

X.org Foundation è un organizzazione, fondata il 22 gennaio 2004, che ha come obiettivo lo sviluppo di X Window System.

Il consiglio direttivo 2005 è composto da Stuart Anderson, Egbert Eich (SUSE/Novell), Jim Gettys (OLPC), Stuart Kreitman (Sun Microsystems), Kevin Martin (Red Hat), Jim McQuillan e da Leon Shiman.

Il server X.Org è l’implementazione di riferimento di X ed è comunemente usato nei sistemi operativi Linux e UNIX. È la tecnologia fondamentale alla base dei desktop environment, a partire da CDE fino ad arrivare ai moderni GNOME e KDE. L’ultima versione rilasciata è la X11R7.1 ed è liberamente scaricabile dal sito freedesktop.org.


Collegamenti esterni

  • X.Org Foundation website

Resources

Universal Mobile Telecommunications System - laptop

Filed under: Uncategorized — admin @ 7:03 pm

Universal Mobile Telecommunications System (UMTS) è la tecnologia di telefonia mobile di terza generazione (3G), successore del GSM. Tale tecnologia impiega lo standard base W-CDMA come interfaccia di trasmissione, è compatibile con lo standard 3GPP e rappresenta la risposta europea al sistema ITU di telefonia cellulare 3G.

L’UMTS è a volte lanciato sul mercato con la sigla 3GSM per mettere in evidenza la combinazione fra la tecnologia 3G e lo standard GSM di cui dovrebbe in futuro prendere il posto.


Caratteristiche tecniche

Il sistema UMTS supporta un transfer rate (letteralmente: tasso di trasferimento) massimo di 1920 kbit/s. Le applicazioni tipiche attualmente implementate, usate ad esempio dalla reti UMTS in Italia, sono tre: voce, videoconferenza e trasmissione dati a pacchetto. Ad ognuno di questi tre servizi è assegnato uno specifico transfer rate, per la voce 12,2 Kbit/s, 64 Kbit/s per la videoconferenza e 384 Kbit/s per trasmissioni di tipo dati (scarico suonerie, accesso al portale,…). Tuttavia da misure in campo in mobilità su reti scariche si sono raggiunti 300 kbit/s. In ogni caso questo valore è decisamente superiore ai 14,4 kbit/s di un singolo canale GSM con correzione di errore ed anche al transfer rate di un sistema a canali multipli in HSCSD. UMTS è quindi in grado, potenzialmente, di consentire per la prima volta l’accesso, a costi contenuti, di dispositivi mobili al World Wide Web di Internet.

Dal 2004 sono presenti anche in Italia l’UMTS 2 e l’UMTS 2+ (si legge “2 plus”), due estensioni del protocollo UMTS, che funzionano sulle attuali reti UMTS e raggiungono velocità rispettivamente di 1.8 e 3 megabit/secondo.

Il precursore dei sistemi 3G è l’oramai diffusissimo sistema di telefonia mobile GSM, spesso denominato sistema 2G (cioè di seconda generazione). Un altro sistema evolutosi dal 2G è il GPRS, conosciuto anche come 2.5G. Il GPRS supporta un transfer-rate nettamente più alto del GSM (fino ad un massimo di 140,8 kbit/s), e può essere talvolta utilizzato insieme al GSM.

In un prossimo futuro le attuali reti UMTS potranno essere potenziate mediante il sistema di accesso denominato HSDPA (High Speed Downlink Packet Access), con una velocità massima teorica di scaricamento dati di 10 Mbit/s. Gli operatori interessati al lancio sul mercato di questo sistema hanno preannunciato la possibilità di fornire servizi di videoconferenza tramite dispositivi mobili. Rimane tuttavia ancora da dimostrare l’esistenza, ad oggi, di un mercato di massa per questo tipo di servizi. Un’altra applicazione possibile è lo scarico di brani musicali.


Reti UMTS esistenti

La prima rete UMTS al mondo, chiamata semplicemente 3, è diventata operativa nel Regno Unito nel 2003. 3 è una compagnia creata appositamente per fornire servizi 3G, di proprietà del gruppo Hutchison Whampoa e di alcuni altri partner, che variano a seconda dei paesi in cui la rete è stata lanciata. Tali paesi nel marzo 2004 erano i seguenti: Austria, Danimarca, Italia, Hong Kong, Australia, Svezia e Israele. Attualmente il gruppo 3 è il leader nel mondo per clienti umts. La maggior parte degli operatori GSM europei hanno in programma di passare a UMTS, dal momento che i due standard sono fortemente fra loro compatibili.

Nel dicembre 2003, la T-Mobile ha lanciato l’UMTS in Austria, e ha eseguito prove nel Regno Unito ed in Germania. Nel febbraio 2004 la Vodafone ha lanciato in grande stile l’UMTS in diversi paesi europei, fra cui Germania, Paesi Bassi e Svezia.

In base ad un precedente accordo con la NTT DoCoMo, il provider americano AT&T Wireless dei sistemi AMPS/TDMA/GSM dovrà installare e commercializzare reti UMTS in 4 grandi città americane entro la fine del 2004. In occasione del CTIA 2004 la AT&T Wireless ha confermato che le sue reti 3G saranno soltanto implementazioni a 1900 Kbit/s dell’UMTS e saranno lanciate entro la fine dell’anno, come previsto. Nel luglio 2004 AT&T Wireless ha lanciato con successo il nuovo sistema nelle città di Seattle, San Francisco, Detroit, Phoenix, San Diego, e Dallas.

Alcuni operatori del settore stanno lanciando sul mercato dispositivi portatili in grado di connettersi sia a reti 3G che a reti Wi-Fi. Sono disponibili modem UMTS per PC laptop che, previa installazione di un programma client che monitorizza la presenza di una delle due reti, commutano da una rete all’altra a seconda della disponibilità e della intensità del campo. In un primo momento le reti Wi-Fi erano considerate concorrenti dei sistemi 3G, ma ora ci si è convinti che la combinazione delle due tecnologie consente di offrire prodotti molto più competitivi di quelli che utilizzano unicamente l’UMTS.

Nella sezione Collegamenti esterni è riportata una lista delle reti UMTS già operative o in fase di collaudo.


Tecnologia

Nota: la maggior parte delle caratteristiche tecnologiche di base sono in comune fra UMTS e le varie implementazioni dello standard W-CDMA, a cui si può fare riferimento per ulteriori informazioni. Quelle che seguono sono alcune caratteristiche peculiari dell’UMTS, non condivise con altre implementazioni di sistemi FOMA o W-CDMA.

In parole semplici, l’UMTS è una combinazione delle seguenti interfacce trasmissive (dove per interfaccia trasmissiva si intende il protocollo che definisce lo scambio di dati fra i dispositivi mobili e le stazioni radio base):

  • W-CDMA
  • MAP del GSM (acronimo di Mobile Application Part), protocollo che fornisce funzionalità varie ai dispositivi mobili, come ad esempio l’instradamento delle chiamate da e per i gestori.
  • La famiglia di codec (codec = algoritmo software di codifica-decodifica) del GSM come ad esempio i protocolli MR e EFR, che definiscono il modo in cui il segnale audio è digitalizzato, compresso e codificato)

Da un punto di vista tecnico il W-CDMA (secondo la definizione del IMT2000) è solo l’interfaccia trasmissiva, mentre l’UMTS è l’insieme completo dello stack di protocolli di comunicazione progettati per i sistemi 3G, successori diretti del GSM. Comunque l’acronimo W-CDMA è spesso usato come termine generico per comprendere tutta la famiglia di standard 3G che utilizzano l’interfaccia trasmissiva W-CDMA, compresi i sistemi UMTS, FOMA e J-Phone.

Come altre implementazioni del W-CDMA, l’UMTS utilizza una coppia di canali a 5 MHz di larghezza di banda, uno nel range 1900 MHz per la trasmissione e uno nel range 2100 MHz per la ricezione. Al contrario il sistema cdma2000 utilizza uno o più canali con 1,25 MHz di larghezza in range di frequenza non predefiniti per ciascuna delle due direzioni di trasmissione. L’UMTS viene spesso criticato per la grande larghezza di banda di cui necessita.

Le bande di frequenza originariamente previste per lo standard UMTS sono 1885-2025 MHz e 2110-2200 MHz, per la trasmissione e la ricezione rispettivamente. Consultare la sezione Collegamenti esterni per la mappa delle allocazioni di frequenze UMTS. Per gli operatori GSM esistenti la migrazione all’UMTS è relativamente semplice ma anche costosa: la maggior parte delle infrastrutture esistenti può essere riutilizzata, ma la spesa per ottenere le concessioni per le nuove frequenze e per gestirle con le esistenti stazioni radio base, può ancora richiedere investimenti elevatissimi.

Una delle principali differenze rispetto al GSM è la configurazione dell’interfaccia trasmissiva (il cosiddetto GRAN, acronimo di Generic Radio Access Network). Sono possibili connessioni con le dorsali (backbone) di varie altre reti, come Internet, ISDN (acronimo di Integrated Services Digital Network), GSM o altre reti UMTS. L’interfaccia GRAN utilizza i 3 layer di più basso livello del cosiddetto modello OSI. Il layer di rete del protocollo OSI (precisamente il layer 3) rappresenta il cosiddetto protocollo RRM (acronimo di Radio Resource Management). L’insieme di questi protocolli ha la funzione di gestire i canali portanti fra i dispositivi mobili e le reti fisse, compresa la gestione delle commutazioni (handover) fra reti diverse.


Interoperabilità e roaming globale

Un accordo fra i gestori di telefonia negli anni ‘80 ha imposto ai costruttori la standardizzazione e la non-brevettabilità dei protocolli GSM per l’invio e ricezione di chiamate SMS, rendendo con un protocollo open-source disponibile da subito una perfetta interoperabilità delle reti a livello mondiale.

L’inaspettato successo degli SMS e la crescita del relativo mercato hanno distolto i gestori dal nascente business UMTS, ed un consorzio di un numero limitato di costruttori ha avuto la possibilità di definire un migliaio di brevetti fra modelli di cellulari, opzioni e varianti del protocollo. I costruttori cinesi e indiani sono determinati a spingere su cellulari e terminali con tecnologia wi-fi per non pagare royalties al consorzio che ha brevettato l’UMTS.

La presenza di brevetti ha poi rallentato lo sviluppo di questa tecnologia: l’interoperabilità non è infatti presente non solo verso le reti GSM e GPRS, ma nemmeno fra reti UMTS di diversi gestori (non è possibile inviare MMS, foto, video o connettersi con MSN Messanger dal terminale mobile connesso ad una rete a quello di operante con gestore diverso).

Mentre con il GSM qualunque modello poteva funzionare, anche all’estero, con qualsiasi gestore, con UMTS è necessario adottare una gamma ristretta di modelli per operare con un singolo gestore: la mancata indipendenza fra costruttore e gestore introduce una distorsione del mercato che limita la concorrenza e la libertà degli acquirenti, e spiega il rialzo improvviso a 300-400 euro dei prezzi di apparecchi che hanno un’antenna UMTS, rialzo non giustificabile semplicemente con le royalties che si pagano al consorzio UMTS acquistando i cellulari.

Alla comparsa di tariffe mensili rapportate ai megabyte scaricati o flat senza limiti di tempo a costi relativamente bassi non hanno fatto riscontro analoghi progressi nella copertura della rete e nel prezzo dei cellulari sebbene telefonini con porta USB 2.0 da collegare al PC o computer portatile potrebbero rappresentare, come sostengono gli analisti di Deutsche Bank, “la soluzione al digital divide”.

In alternativa, esistono modem UMTS da connettere direttamente alla porta USB del computer, che usano per scambiare dati e per ricaricare la batteria. Tali apparecchi quindi non hanno ricaricatore portatile da collegare alla rete elettrica. Inoltre, contengono uno slot per PC Card, delle dimensioni di una scheda SIM per cellulari, ma completamente diversa e non utilizzabile per fare chiamate o inviare SMS. Il modem è disaccoppiato dalla PC Card, per cui è possibile scegliere la tariffa dell’operatore più conveniente.

A livello di interfaccia trasmissiva, l’UMTS è di per sé compatibile con il GSM. Poiché tutti i telefoni cellulari UMTS immessi sul mercato fino ad oggi (2004) sono del tipo dual-mode UMTS/GSM, essi possono inviare e ricevere chiamate attraverso l’esistente rete GSM. Quando un utente UMTS si sposta verso un’area non coperta dalla rete UMTS, un terminale UMTS commuta automaticamente al GSM (con eventuale addebito delle tariffe per il roaming). Se l’utente esce dalla zona di copertura UMTS durante una chiamata, la chiamata stessa sarà presa in carico dalla rete GSM in modo trasparente (cioè senza che l’utente se ne accorga). Al contrario i terminali GSM non possono essere usati all’interno di reti UMTS.

L’UMTS non funziona con le vecchie reti GSM, richiede reti e antenne proprie; Wind copre solo le grandi città, Tre solo i capoluoghi di provincia, TIM farà altrettanto (ma ha iniziato più tardi la copertura), Vodafone ha la rete più capillare anche nel resto d’Europa coprendo centri minori. Considerando che il 70% degli italiani vive in centri con meno di 10000 abitanti, la maggioranza del Paese rimane esclusa dalla copertura UMTS e, senza esserne informata, acquista un cellulare dal quale non può ricevere alcun servizio. I gestori Italiani raccolgono in un apposito database le richieste di copertura con antenne UMTS: il comitato per la pianificazione valuterà poi se inserire la località nell’elenco di quelle da coprire. Da notare il ruolo a volte determinante delle Amministrazioni Locali la cui attuale legislazione offre ampi poteri di veto nella posa di nuove antenne, rallentando di fatto i piani di copertura previsto dai gestori.

L’EDGE che in Italia è fornito solo da Tim garantisce velocità e servizi analoghi all’UMTS, però funziona sulla vecchia rete GSM, coprendo teoricamente tutta Italia già da ora. Dove funziona il cellulare, anche Edge non dovrebbe creare problemi. Recentemente anche la Wind sta implementando a livello sperimentale alcune stazioni radiobase della sua rete, ma al momento l’offerta commerciale EDGE non é ancora stata ufficializzata.

La Japan Telecom (ora divenuta Softbank) ha realizzato una rete 3G che utilizza la tecnologia W-CDMA ed è compatibile con l’UMTS, divenendo così il primo esempio di rete globale totalmente wireless. L’attuale standard GSM, per contro, è disponibile in tutto il mondo, tranne che in Giappone e in Corea.

Anche la rete 3G realizzata dalla NTT DoCoMo, denominata FOMA, é pienamente compatibile con i terminali UMTS europei. La NTT DoCoMo è proprietaria del 20% della 3UK e del 18% della AT&T Wireless (alla data di marzo 2004). Queste partecipazioni costituiscono un banco di prova per le future soluzioni di roaming global dell NTT stessa.

Tutti i telefoni cellulari dual-mode UMTS-GSM dovranno accettare le esistenti SIM card. Sarà possibile effettuare il roaming su reti UMTS utilizzando le SIM Card, come è già oggi possibile fare per un terminale GSM, che può effettuare il roaming verso la rete Softbank e la rete FOMA di DoCoMo in Giappone.

Negli Stati Uniti l’UMTS verrà in un primo momento introdotto (dalla AT&T Wireless) solo in banda 1900 MHz, a causa delle limitazioni imposte dalla attuale allocazione delle frequenze USA. I telefoni progettati per il mercato americano molto probabilmente non saranno utilizzabili in altri paesi, e viceversa, analogamente a quanto già accade per i telefoni e le reti GSM americane, che utilizzano frequenze diverse da quelle in uso in tutto il resto del mondo. Comunque la FCC ha già dato la propria disponibilità a consentire l’uso di un’ulteriore banda di frequenza a 2100 MHz. In effetti, quasi tutti gli operatori sembrano convinti che la possibilità di realizzare un roaming automatico in qualsiasi parte del mondo sia un requisito della massima importanza, anche se, allo stato delle cose, rimane ancora da dimostrare che ciò sia fattibile.


Assegnazione delle frequenze

Complessivamente sono state assegnate 120 licenze a livello mondiale basate sulla tecnologia W-CDMA. Quando sembrava che la nuova tecnologia fosse destinata ad una rapida diffusione, le autorità politiche si sono affrettate ad indire aste per l’assegnazione delle licenze, aste che hanno fatto entrare miliardi di dollari nei bilanci di varie amministrazioni. Soltanto in Germania i licenziatari hanno pagato 50,8 miliardi di euro. Dal momento che la tecnologia è ancora immatura si prevede che i primi proventi cominceranno ad arrivare gradualmente solo a partire dalla fine del 2004.
Con tali gare le pubbliche amministrazioni si sono di fatto impegnate a proteggere i ritorni di questi investimenti da un eccesso di concorrenza che ridurrebe i margini; a svantaggio dei consumatori si è limitato a tre soli operatori il numero di competitori, che in qualunque mercato potrebbe essere tranquillamente di 8-9. La telefonia GSm era partita con molti più operatori spontaneamente ridotti dal mercato con concentrazioni successive; partire da un numero esiguo rischia di ricreare monopoli, con le concentrazioni inevitabili nella fase di maturità in cui si consolida il fatturato e la competizione si sposta sui costi.
Nonostante la risorsa scarsa “etere” lo consentirebbe, ciò porta a un rallentamento nella diffusione del wi-fi, potenziale rivale della tecnologia UMTS. Ed anche del progetto Open Spectrum. Il valore delle licenze pagate è sproporzionato alla scarsa qualità del segnale di queste frequenze sovraffollate.

La gamma di frequenze allocata dall’ITU è già utilizzata negli USA. Il range 1900 MHz è usato per le reti 2G (PCS), mentre il range 2100 MHz è destinato ad usi militari. La FCC sta cercando di liberare il range 2100 MHz per i servizi 3G, ciononostante si prevede che negli USA l’UMTS dovrà condividere alcune frequenze del range 1900 MHz con le reti 2G esistenti. Nella maggior parte degli altri paesi le reti 2G GSM utilizzano le bande di frequenza 900 MHz e 1800 MHz, e quindi in questi paesi non si porrà il problema delle sovrapposizioni con frequenze destinate alle nuove reti UMTS.

Fino a quando l’FCC non deciderà quali frequenze destinare in modo esclusivo alle reti 3G, non sarà possibile sapere a quali frequenze opererà l’UMTS negli Stati Uniti. Attualmente l’AT&T Wireless si è impegnata a rendere operativa la rete UMTS negli Stati Uniti entro la fine del 2004 usando unicamente la banda 1900 MHz già assegnata alle reti 2G PCS.


Altri standard concorrenti

Esistono altri standard 3G concorrenti dell’UMTS, come ad esempio il CDMA2000, e sistemi di tipo proprietario come iBurst della Arraycom, Flarion e WCDMA-TDD della IPWireless. Comunque si prevede che le reti 3G GSM/UMTS erediteranno la posizione dominante del sistema GSM, divenendo uno standard di fatto per le reti ed i servizi 3G. Sia la tecnologia CDMA2000 che la WCDMA sono accettati dall’ITU come parte integrante della famiglia di standard 3G IMT-2000, in aggiunta allo standard della Cina (TD-SCDMA) e allo standard EDGE.

Poiché il CDMA2000 è un’evoluzione dello standard cdmaOne, non richiede nuove assegnazioni di frequenza e può funzionare senza problemi con le frequenze dei sistemi PCS esistenti. Attualmente il pioniere dell’installazione di reti UMTS è la 3, che non aveva installato in precedenza reti GSM.

Molti operatori GSM degli USA sembrano avere l’intenzione di adottare la tecnologia EDGE come soluzione di transizione. La AT&T Wireless ha lanciato l’EDGE nel 2003, la Cingular ha lanciato lo stesso sistema in ambiti regionali, e la T-Mobile USA ha in programma l’installazione di EDGE in tutti gli USA in tempi molto rapidi. I punti di forza di EDGE sono che può utilizzare le attuali frequenze GSM e che è compatibile con i terminali GSM esistenti. EDGE, quindi, costituisce una soluzione di breve termine per gli operatori GSM e costituisce inoltre una valida alternativa al CDMA2000.


Problemi e dibattiti aperti

Alcuni dei principali problemi che gli operatori devono tuttora risolvere sono:

  • la crescente opposizione degli abitanti per quanto riguarda l’installazione di nuove antenne e verificare la possiblità che quest’ultime siano dannose per la salute;
  • ridurre il peso eccessivo dei terminali portatili, aumentare la capacità delle batterie;
  • i terminali dotati di tutte le funzionalità, compresi i servizi di Video on Demand, necessitano di una stazione radio base ogni 100 metri, cosa realizzabile a costi contenuti in aree urbane ad alta concentrazione abitativa, ma attualmente impossibile in zone urbane a bassa densità di popolazione e in zone rurali. Pur volendo limitare il carico della cella al 50% e la velocità a 128 kbit/s il raggio massimo di una cella non va oltre i 400 ÷ 500 m;
  • fronteggiare la concorrenza della tecnologia Wi-Fi nel settore broadband (accesso a banda larga);
  • ridurre i costi d’impianto che, attualmente, a parità di copertura base fornita per il servizio voce, va da 4 a 10 volte il costo della rete GSM;
  • verificare l’effettiva possibilità di ricavare ulteriori profitti dai nuovi servizi a valore aggiunto. Alcuni analisti prevedono che l’aumento della concorrenza, la maggiore diffusione della rete e la possibilità di accedere a Internet dai terminali mobili finiranno con l’assorbire anche i margini di profitto attualmente esistenti.


Voci correlate

  • Bande di frequenze UMTS
  • Cell broadcast
  • GSM (Global System for Mobile Communications - Standard di telefonia mobile 2G
  • GPRS (General Packet Radio Service) - Standard di telefonia mobile 2.5G
  • HSDPA (High Speed Dowlink Packet Access)
  • W-CDMA interfaccia di trasmissione dell’UMTS
  • Wi-Fi: tecnologia per reti locali LAN wireless, complementare all’UMTS


Collegamenti esterni

  • UMTS FAQ sul mondo UMTS in generale
  • Worldwide W-CDMA frequency allocations sul mondo UMTS in generale
  • Worldwide UMTS Deployment Forum sull’UMTS
  • UMTS TDD Alliance Alleanza Globale UMTS TDD
  • Glossario UMTS Dizionario UMTS
  • UMTS | Tecnocino notizie, anteprime, prodotti e recensioni del mondo UMTS

Resources

Musica contemporanea - laptop

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Viene comunemente definita musica contemporanea la musica di matrice “colta” composta nel XX e nel XXI secolo. Nasce come reazione alla tradizione romantica europea del XIX secolo. In Germania, nel 1919, P. Bekker coniò per la musica contemporanea la definizione di Neue Musik, cioè “nuova musica”, come titolo di una sua lezione sulle tendenze della musica del suo tempo. Fra i sinonimi di musica contemporanea possiamo annoverare musica d’avanguardia, musica d’oggi e musica sperimentale.

Il dibattito sull’uso della definizione è ancora aperto. Alcuni comprendono in questa categoria tutta la musica composta ai giorni nostri, indipendentemente dallo stile adottato, mentre altri ne focalizzano l’uso sulla musica d’avanguardia. Altra differenza consiste nell’includere nella musica contemporanea tutta la musica composta nel XX e nel XXI secolo, o solo quella composta da autori viventi.

Alla musica contemporanea sono dedicati numerosi festival specializzati, ad esempio il Festival di Musica Contemporanea di Donaueschingen, la stagione concertistica dell’Ensemble Intercontemporain, il Festival di Aix-en-Provence, il Festival di Lucerna, Wien Modern, il Festival Ultima di Oslo, il Festival di Musica Contemporanea di Huddersfield, il Festival Musicale di Aspen, il Festival di Musica Contemporanea della Sydney Symphony, il Festival dell’International Society for Contemporary Music (ISCM), la Biennale Musica di Venezia, Milano Musica ed il “Festival Pontino” di Latina.

Alcuni compositori di musica contemporanea hanno prodotto anche musiche per il cinema, per il teatro e per la danza.


I precursori

Le radici della musica contemporanea affondano nella seconda metà del XIX secolo, con la complessità armonica delle opere tarde di Richard Wagner, la ricchezza formale di Johannes Brahms, e le nuove concezioni armoniche, melodiche e ritmiche di Claude Debussy.

Continuatori del discorso di Wagner e Brahms sono Gustav Mahler e Richard Strauss. Il loro tramite permette di tracciare una linea di continuità fra il Romanticismo Tedesco e la cosiddetta Seconda scuola di Vienna, i cui esponenti di maggior spicco sono Arnold Schönberg e i suoi allievi Alban Berg e Anton (von) Webern. Alla Seconda scuola di Vienna sono dovuti l’introduzione di importanti elementi stilistici e formali, quali l’atonalità e la dodecafonia.

L’intuizione del giovane Schönberg, così come ci viene raccontata nel suo Manuale di Armonia, è che il sistema tonale ha raggiunto i suoi limiti con Wagner. È necessario introdurre i concetti di tonalità allargata ed emancipazione della dissonanza, che consentono di sistematizzare in modo diverso l’uso di consonanza e dissonanza (considerata nel sistema di Schönberg una consonanza lontana).

Questa riflessione lo condurrà, negli anni Venti, a teorizzare un sistema di organizzazione formale definito Metodo di composizione con le dodici note, o dodecafonia, in cui non contano più le regole dell’armonia tonale, sostituite dai rapporti intervallari fra le singole note del totale cromatico.

Parallelamente alla riflessione in atto nel mondo di lingua tedesca, si hanno le esperienze dei futuristi italiani (bruitisme, Luigi Russolo), del franco-americano Edgard Varèse (che opera l’emancipazione del rumore e sottolinea l’importanza del timbro e del ritmo), dell’americano Charles Ives (che enfatizza gli aspetti scenici della musica ed adopera elementi compositivi simili al collage), e del francese Olivier Messiaen, precursore della futura scuola seriale del secondo dopoguerra ed ispiratore dei compositori spettrali degli anni Settanta.

Fondamentale sarà l’influenza di Igor Stravinsky e Béla Bartók sulle nuove generazioni, sia per le concezioni rivoluzionarie del ritmo esibite nella Sagra della Primavera del primo, sia per l’acquisizione del patrimonio musicale popolare alla musica colta nell’intera produzione del secondo.

Altri concetti importanti presenti nella musica all’inizio del XX secolo sono i seguenti:

  • Musica popolare, come fonte d’ispirazione per il compositore (vedi Béla Bartók e Zoltán Kodály).
  • Atonalità al di là della Seconda scuola di Vienna (vedi Alexander Skrjabin, Nikolai Rolslavets).
  • Futurismo (vedi Luigi Russolo, George Antheil)
  • Neoclassicismo (vedi Igor Stravinsky, Sergei Prokofiev, Francis Poulenc, Alfredo Casella).
  • Fusione di musica colta e musica popolare (vedi George Gershwin, Kurt Weill).
  • Sperimentalismo radicale (vedi Charles Ives).
  • Esperimenti con microintervalli (vedi Alois Hába, Ivan Wyschnegradsky)
  • Bruitisme (vedi Edgar Varèse).
  • Cosiddetto “modernismo moderato” (vedi Ernst Toch, Maurice Ravel).


Tra le due guerre

Durante il nazismo, molte delle forme della musica contemporanea (per esempio il Jazz) vennero considerate “arte degenerata” e vietate. La mostra Musica Degenerata, tenutasi a Düsseldorf nel 1938, in occasione delle Reichsmusiktage (”giornate musicali del Reich”) comprendeva, tra le altre, opere di Paul Hindemith, Arnold Schönberg, Alban Berg e Kurt Weill, costringendo molti degli artisti all’emigrazione o all’esilio. Allo stesso tempo, la politica culturale del regime promuoveva la produzione e l’ascolto di musica inoffensiva, ad esempio la musica popolare, la musica d’uso (o “Gebrauchsmusik”), le Operette, la musica da ballo e le marce militari che favorivano la propaganda. Molti compositori vennero perseguitati e uccisi per la loro origine ebraica.

Dopo la Rivoluzione, in Unione Sovietica si tentarono numerosi esperimenti in ogni campo della cultura e delle arti, compresa la musica. Con l’avvento dello Stalinismo, ebbe inizio una nuova direzione, a partire dal 1932, chiamata “Realismo Socialista”, tendente ad assoggettare le arti alla dottrina di partito. La breve parentesi di liberalismo che si ebbe dopo il 1956 non fu tuttavia sufficiente a sviluppare una corrente di avanguardia, come accadde invece nelle altre nazioni europee.

Se nella Germania nazista e nelle nazioni ad essa assoggettate si ebbe un taglio netto con il passato recente, sia a causa della censura che dello sterminio o dell’esilio a cui furono costretti i migliori compositori, in altre nazioni si ebbe invece una maggiore continuità nell’evoluzione del linguaggio musicale. Ad esempio, in Inghilterra un compositore come Benjamin Britten, in Italia compositori come Alfredo Casella, Ottorino Respighi e Gian Francesco Malipiero, in Svizzera Arthur Honegger, e in Francia Francis Poulenc e Darius Milhaud, furono allo stesso tempo tradizionalisti e innovatori.


Il secondo dopoguerra

Il secondo dopoguerra vide la nascita dei Corsi estivi di composizione per la Nuova Musica, che si tenevano ogni due anni presso l’Istituto Internazionale per la Musica della cittadina tedesca di Darmstadt, e che rivoluzionarono il linguaggio musicale del XX secolo. A dominare i corsi furono le tecniche di composizione seriale, sotto il segno del nume tutelare Anton Webern. Uno degli insegnanti più influenti nei primi anni a Darmstadt fu il francese Olivier Messiaen, che nelle sue opere accoglieva anche tecniche musicali prese a prestito da culture musicali extraeuropee, le quali venivano a fare parte del suo personale linguaggio compositivo.
Fra gli allievi di Messiaen si possono annoverare alcuni tra i maggiori compositori della seconda metà del XX secolo, tra cui i seguenti:

  • Pierre Boulez (attivo anche come direttore d’orchestra dedito all’interpretazione della musica contemporanea)
  • Karlheinz Stockhausen (vedi anche musica elettronica)
  • Luciano Berio
  • Luigi Nono
  • Mauricio Kagel (interessato soprattutto al teatro musicale sperimentale)
  • Iannis Xenakis

Va segnalato che l’archivio dell’Istituto di Darmstadt conserva molto materiale importante, tra cui un’importante documentazioe fotografica dei primi incontri. Le fotografie sono disponibili, a partire dal 1986, in forma digitale.

Gli anni attorno al 1950 costituiscono un altro punto di discontinuità nella storia della musica. Il critico Karl Schumann ricorda che la Wirtschaftswunder condusse ad un autentico miracolo culturale. A partire dagli anni ‘50, la musica imbocca numerose strade alternative, tra cui ricordiamo le seguenti:

  • Musica Aleatoria: John Cage, Bruno Maderna, Sylvano Bussotti
  • Neodadaismo (attorno al 1968)
  • Musica concreta: tra gli altri, Pierre Schaeffer, Luc Ferrari
  • Ampliamento delle tradizionali tecniche esecutive: George Crumb e il primo Krzysztof Penderecki
  • Applicazione alla musica di concetti mutuati dalla matematica e dalla fisica: Iannis Xenakis
  • Micropolifonia: György Ligeti
  • Minimalismo in America: tra gli altri, Terry Riley, Steve Reich, Philip Glass, John Adams. In Europa, Arvo Pärt porta il minimalismo nella musica religiosa.
  • In Germania: Nuova Semplicità, o “Neue Einfachheit”. Tra i rappresentati principali: Hans-Jürgen von Bose, Wolfgang Rihm
  • Nuova complessità: tendenza tipicamente europea, sorta a partire dagli anni Settanta con autori quali Brian Ferneyhough, Michael Finnissy e Helmut Lachenmann
  • Musica spettrale, soprattutto in Francia: i parametri compositivi (l’armonia, il ritmo e la melodia) derivano da ricerche acustiche sul suono: Hugues Dufourt, Gérard Grisey, Tristan Murail.


Gli anni Sessanta

Gli anni Sessanta ampliano enormemente il vocabolario musicale a disposizione dei compositori. La forma di ogni opera è nuova, nata spesso insieme all’opera stessa. Le tecniche strumentali vengono portate agli estremi, e si può parlare a ragion veduta di musica sperimentale.

Grazie alla ventata di novità portata in Europa da John Cage, l’alea e l’indeterminazione entrano a far parte dei materiali utilizzabili in fase di composizione e di interpretazione. La Trosième sonate pour piano di Boulez, il Mobile di Henri Pousseur, Quadrivium e Aura di Bruno Maderna sono “opere aperte” (secondo la felice definizione di Umberto Eco), parzialmente ricomponibili dall’interprete.

Se Cage fa derivare dal misticismo dell’Estremo Oriente la sua poetica dell’indeterminazione e dell’ascolto, alla filosofia indiana del tempo attingono Terry Riley e LaMonte Young, padri del minimalismo, le cui opere, spesso priva di un evidente punto di inizio e di fine, sconvolgono la concezione tradizionale di ritmo e durata.

Questa decostruzione della forma tradizionale raggiunge forse il culmine, come osservavano alcuni critici al momento della prima, con Atmosphères di György Ligeti, un brano attraversato da una micropolifonia così fitta da risultare in una fascia sonora brulicante e luccicante (questo modo di comporre sarà da alcuni definito musica atmosferica, proprio in conseguenza del titolo di quest’opera). Ligeti impiega la micropolifonia anche in altre opere, come Lux Aeterna e Lontano.

Il nuovo modo di comporre richiede anche il ricorso a tecniche strumentali inedite, come modi di emissione particolari dei fiati e degli archi, arco sul ponticello, armonici, multifonici, eccetera. Un campionario esemplare di nuovi suoni è contenuto nelle opere del periodo di Krzysztof Penderecki, in particolare in lavori quali De natura sonoris, Anaklasis, Utrenja. Nella Trenodia per le vittime di Hiroshima, la parte dei 52 strumenti ad arco non è più scritta in notazione tradizionale, ma in fasce, in cui spesso è data solo un’indicazione di massima dell’altezza.

In Italia ha il via quella che Mario Bortolotto definisce in un suo famoso scritto la “Fase seconda” della Nuova Musica, con autori quali Luigi Nono, Luciano Berio, Bruno Maderna, Sylvano Bussotti, Aldo Clementi, Franco Donatoni, Niccolò Castiglioni, Franco Evangelisti
. Spesso formati a Darmstadt, affascinati dai lunghi soggiorni dei musicisti americani a Roma, gli autori italiani tornano protagonisti della scena mondiale.


Gli anni Settanta

A partire dagli anni Settanta, prende il via una spiccata tendenza all’individualismo, che permette ai compositori di differenziare gli stili e di muoversi liberamente tra generi e materiali eterogenei, in un’inedita riflessione sul mondo e le culture. Si può quindi parlare di un’epoca dominata da una pluralità di stili, niente affatto monolitica, in cui è forte l’impegno sociale e intellettuale dei compositori.

Ad esempio, György Ligeti inizia a fondere influenze tratte dalla musica di culture ed epoche diverse, in un pastiche stilistico non privo di ironia. Mauricio Kagel porta la teatralità in una musica spesso estremamente godibile. Salvatore Sciarrino adotta un linguaggio rarefatto, come imbastito di silenzi, in contrasto con il linguaggio, normalmente fittissimo, dell’avanguardia. Franco Donatoni, conclusa la fase di dedizione all’Alea (o indeterminazione) si avvia verso la riscoperta dell’invenzione attraverso l’uso di codici combinatori e di permutazione. Luciano Berio, infine, riprende il discorso di Bartók, arricchendolo con le riflessioni di Claude Lévi-Strauss e James Joyce, e fa confluire elementi provenienti da svariate culture (inclusa quella popolare) in un linguaggio musicale estremamente nuovo e complesso.

Negli Stati Uniti, il gruppo dei minimalisti (Steve Reich, Terry Riley, Philip Glass, LaMonte Young) percorre una strada nuova, del tutto originale, in cui la musica è basata sulla ripetizione di brevi frasi, che tendono a raggelare il tempo (come nel caso di Glass, che collabora spesso con il regista teatrale Robert Wilson e il regista cinematografico Godfrey Reggio) o a sottolineare l’idea di una trasformazione continua, mettendo così in primo piano il processo musicale (come nelle opere di Reich).

Nel minimalismo americano si ritrovano sia le influenze dell’India e dell’Estremo Oriente, con le loro concezioni del tempo così diverse da quelle dell’Occidente, che un certo meccanicismo modernistico tipico delle avanguardie della prima metà del secolo (Mossolov, Prokof’ev, Honegger, un certo Bartók…).

Nelle sue continue sperimentazioni, anche György Ligeti arriva a risultati simili nelle sue opere del periodo, in particolare nel Kammerkonzert, e nel Secondo Quartetto per Archi. Episodi di ripetitività si trovano anche nelle opere di Harrison Birtwistle e Luciano Berio (Points on the curve to find, Coro).


Gli anni Ottanta

Il decennio che vede la fine del sistema politico dell’Europa Orientale e l’apertura dell’Occidente ad altre culture, segna l’avvio di un periodo di crisi generale, che indebolisce le idee e le ideologie nate nel secondo dopoguerra. I protagonisti della Neue Musik (nati a metà degli anni Venti) sono ormai anziani, e consolidano il loro linguaggio senza più fornire nuovi stimoli. Allo stesso tempo, non sembra però verificarsi un ricambio generazionale capace di porre fine alla crisi e dare alla musica quel forte impulso di rinnovamento che sembra essere ormai necessario.

Fin dai tardi anni Settanta, Boulez è fortemente impegnato nella gestione dell’IRCAM, il centro di ricerche sulla musica e l’acustica fondato a Parigi insieme a Luciano Berio (già impegnato presso lo studo di Fonologia della Rai di Milano) e Andrew Gerszo. Le sue opere nate dalla collaborazione con l’istituto, Répons e Dialogue de l’ombre double, vedono il ritorno dello spazio tra i parametri della musica, come ideale prosecuzione delle ricerche operate dai Veneziani nel tardo Rinascimento. In Répons il dialogo tra strumenti reali e computer assume una forma modernamente “responsoriale”.

Il collegamento ideale con un passato, rimeditato insieme al filosofo e librettista Massimo Cacciari, è tanto più forte nell’opera elettroacustica del veneziano Luigi Nono, in particolar modo in Prometeo - La tragedia dell’ascolto. In quest’opera, in cui interpreti e pubblico sono racchiusi in una struttura lignea progettata da Renzo Piano, che funge da ambiente di ascolto “virtuale”, il suono viene emesso da vari punti, e si propaga attraverso percorsi preordinati nell’aria e nei solidi, mediante i movimento costante degli interpreti, e i sistemi elettroacustici elaborati dal CSC (Centro di sonologia computazionale) di Padova.

Al contrario, il pioniere dell’elettronica Karlheinz Stockhausen, sfuggito dalle gabbie di un freddo razionalismo fin dai primi anni Settanta, continua ad approfondire i suoi rapporti con il misticismo e le religioni, dando il via alla composizione del gigantesco ciclo di teatro musicale Licht, quasi una sorta di novello Ring wagneriano.

Analogo ripiegamento in un mondo interiore, seppur meno appariscente di quello messo in opera da Stockhausen, avviene negli italiani Franco Donatoni (1927) ed Aldo Clementi (1925). Se il primo si richiude in un discorso alchemico-matematico, in cui complesse formule costruttive e scrittura automatica si fondono in una musica dal sapore allo stesso tempo criptico e beffardo, il secondo prosegue la sua titanica ricerca sul canone, producendo opere dalla polifonia intricatissima e di durata molto estesa.


La ricerca di una “nuova chiarezza”

La crisi degli anni Ottanta porta alcuni autori ad un tentativo di ritorno al passato, invocando il fallimento delle esperienze dell’avanguardia. Negli Stati Uniti fin dai primi anni Settanta era nato il movimento Neoromantico, parallelamente alla Nuova Semplicità (Neue Einfacheit) tedesca, di cui Wolfgang Rihm è il rappresentante di punta. Interprete assai originale di questa riscoperta dell’espressività è il franco-canadese Claude Vivier, già allievo di Stockhausen e autore di musiche di particolare lirismo.

Una strada particolare percorre George Benjamin, che riporta nella musica seriale il concetto di intelleggibilità armonica. Nel suo At first lights, due accordi e una nota “polare” danno la forma all’intera opera, creando un percorso armonico trasparente e chiaramente comprensibile.

In Francia, fin dai tardi anni Settanta Hugues Dufourt, Gérard Grisey, Michaël Lévinas e Tristan Murail, in opposizione alla scuola seriale guidata da Pierre Boulez, fondano il movimento spettrale, basando il loro linguaggio sull’analisi dei fenomeni fisici del suono piuttosto che su rapporti numerici astratti. Anche in questo caso viene riabilitata l’intelleggibilità delle verticalità (ovvero degli agglomerati armonici).

In Italia, Salvatore Sciarrino recupera alla musica una sua fisicità, una materialità del suono che la sottrae al rischio dell’astrattezza.


Gli anni Novanta

A caratterizzare il decennio è sicuramente l’acquisizione di nuove tecniche e tecnologie, grazie alla diffusione del computer. Il software musicale esce dai grandi centri di ricerca (quali i CCRMA o l’Ircam, il GRM o il CSC), e permette ad ogni compositore di realizzare nel proprio studio opere di musica elettronica. La stessa modalità compositiva ne viene influenzata, con un largo impiego dell’improvvisazione.

Molte tecniche della computer music “colta” passano a giovani musicisti di estrazione “pop”, non di rado disk jokey con il gusto della sperimentazione, che si esibiscono con un computer portatile in serate di laptop music, in cui vengono fusi diversi generi musicali.

Parallelamente, proprio nel decennio in cui muore uno dei suoi padri, Gérard Grisey, si diffonde la musique spéctrale (corrente nata in Francia in cui gli autori si servono del computer per l’analisi dei timbri, che è alla base delle opere) fino al punto di diventare oggetto di un nuovo accademismo, con annessi e connessi. I nuovi autori fondono diverse esperienze per creare una musica nuova, come Marc-André Dalbavie, partito dalla musica spettrale e passato attraverso il minimalismo e la serialità, o Kaija Saariaho, che sembra riscoprire il gusto timbrico degli impressionisti in special modo nella sua produzione operistica.


Ventunesimo secolo

Alcuni interpreti del minimalismo contemporaneo in Italia: Ludovico Einaudi, Ivan Fedele, Stefano Ianne.


Didattica musicale

La musica contemporanea nasce con una forte vocazione didattica, partendo dalle esperienze di Schönberg, passando per Darmstadt, per arrivare alle forti esperienze formative dell’Ircam, del centro Acanthes ad Avignone, dell’Accademia Musicale Chigiana (Siena), della Julliard School a New York, di Aspen e Tanglewood.

In Italia si rivela particolarmente attivo Franco Donatoni, in particolare nella cornice dell’Accademia Musicale Chigiana, che forma una schiera di giovani autori dal solido mestiere, quali Pascal Dusapin, Armando Gentilucci, Stefano Gervasoni, Sandro Gorli, Magnus Lindberg, Giuseppe Sinopoli, Alessandro Solbiati.

Donatoni segue le tracce del suo maestro Goffredo Petrassi, per le cui mani passano lo stesso Solbiati, Claudio Ambrosini, Ivan Fedele, Ada Gentile, Alessandro Sbordoni, e i più anziani Aldo Clementi, Robert W. Mann e Ennio Morricone.

A New York, Luciano Berio ha fra i suoi allievi alla Julliard School Steve Reich, Luca Francesconi e Ludovico Einaudi.


Altri compositori di rilevante importanza

  • Thomas Adès
  • Louis Andriessen
  • Jean Barraqué
  • Luciano Berio
  • Leonard Bernstein
  • Bruno Bettinelli
  • Corenelius Cardew
  • Elliott Carter
  • Azio Corghi
  • Luigi Dallapiccola
  • Luis De Pablo
  • Franco Donatoni
  • Henri Dutilleux
  • Peter Eötvös
  • Morton Feldman
  • Luc Ferrari
  • Beat Furrer
  • Alberto Ginastera
  • Vinko Globokar
  • Heiner Goebbels
  • Henryk Górecki
  • Hans Werner Henze
  • Oliver Knussen
  • György Kurtag
  • Magnus Lindberg
  • Bruno Maderna
  • Giacomo Manzoni
  • Peter Maxwell Davies
  • Luigi Nono
  • Francesco Pennisi
  • Harry Partch
  • Giacinto Scelsi
  • Salvatore Sciarrino
  • Franz Schreker
  • Marco Stroppa
  • Toru Takemitsu
  • Michael Tippett
  • Camillo Togni
  • Fabio Vacchi


Collegamenti esterni

  • Archivi della Musica Italiana Contemporanea
  • Homepage dell’International Society for Contemporary Music (ISCM)
  • Bit Byte Beat

Resources

Geordie - per child

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 12:51 pm

Geordie è un’antica ballata britannica nata intorno al XVI secolo, numero 209 delle Child Ballads, ed esiste in molte varianti.


Trama

Il protagonista della canzone, “Geordie” appunto, è stato accusato di un crimine e condannato all’impiccagione; il crimine può essere ribellione, omicidio, furto di cavalli o cervi, a seconda della versione. La moglie (o fidanzata) implora per la vita di Geordie; spesso la ragazza ha già dei figli, dei quali uno ancora in grembo. In molte versioni c’è il lieto fine: è fissata una cauzione che lei, grazie all’aiuto dei popolani impietositi, riesce a pagare.

Nelle versioni inglesi dal XVIII secolo in poi, delle quali la versioni moderne sono figlie, Geordie è un bracconiere ed il lieto fine è eliminato. Il bracconaggio nell’Inghilterra del periodo era punito in modo estremamente duro, in particolare nelle tenute e nelle riserve reali. Al giovane Geordie, evidentemente per le sue origini aristocratiche, viene riservato il “privilegio” di essere impiccato con una corda (o una catena) d’oro. La giovane fidanzata cavalca fino a Londra per chiedere di risparmiare la vita dell’amato, ma invano.


Fondamento storico

La vicenda di Geordie sembra avere un fondamento storico: si tratta, secondo un ipotesi, della storia di George Gordon, conte di Huntly, che fu condannato a morte come traditore nel 1589 per essersi ribellato contro Giacomo VI, re di Scozia. Per intercessione della famiglia fu liberato previa consegna di un riscatto; è probabile che Giacomo VI attraverso tale concessione abbia voluto evitare lo scontro con la famiglia di George, da sempre potente alleata della Corona.


Adattamenti

  • La prima versione incisa della ballata è probabilmente quella live del 1962 della “regina del folk” Joan Baez, alla quale comunque si deve il merito della popolarità internazionale della canzone.
  • Nel 1966 il cantautore italiano Fabrizio De André incise “Geordie” con un adattamento originale italiano; lo stesso brano fu poi remixato da Gabry Ponte nel 2002, i cui proventi furono devolti interamente alla famiglia di Fabrizio De Andrè.
  • Il gruppo folk-rock britannico Trees la incluse nell’album On the Shore del 1970
  • Nel 2001 uscì il signolo di Geordie inciso dai Mercanti di Liquore.


Voci correlate

  • Child Ballads


Collegamenti esterni

  • Sito sulle ballate popolari inglesi, di Riccardo Venturi
  • bielle.org - ipotesi sull’identità di Geordie
  • Geordie
  • Geordie performed by Oak Ash & Thorn

Resources

  • The Wii Laptop! - Engadget It's the Wii laptop! We spent the last few weeks (including much time spent over the holidays evading relatives) slaving over this bad boy and finally it's
  • Ottieni il massimo dal tuo laptop I laptop stanno sostituendo rapidamente i PC desktop per una serie di ragioni, tra cui la convenienza dei prezzi el'aumento di velocit

Dollaro del Brunei - Dollar Laptop

Filed under: Uncategorized — admin @ 9:27 am

Il Dollaro del Brunei (codice ISO 4217: BND) è la valuta del Brunei; è agganciato al dollaro di Singapore con un cambio alla pari. Singapore è il maggior partner commerciale del Brunei. È anche localmente conosciuto come ringgit in lingua Malay.


Monete e banconote

Monete in circolazione [1]

  • 1 cent
  • 5 cent
  • 10 cent
  • 20 cent
  • 50 cent

Banconote in circolazione [2]

  • 1 dollaro (polimero)
  • 5 dollari (polimero)
  • 10 dollari (polimero)
  • 25 dollari
  • 50 dollari (polimero)¹
  • 100 dollari (polimero)¹
  • 500 dollari
  • 1,000 dollari
  • 10,000 dollari

¹ - Le ultime banconote in polimeri ad essere state introdotte (2004) per contrastare i numerosi casi di falsificazione e contraffazione.

Resources

Clube de Regatas do Flamengo/Pallavolo - Brasile Libia

Filed under: Uncategorized — admin @ 8:08 am


Maschile


Palmarès


Nazionale

  • Campionato brasiliano: 1
2003
  • Troféu dos Campeões Brasileiros (Supercoppa): 1
1952
  • Copa Sudeste: 1
1993
  • Campionato interregionale: 1
1995


Statale

  • Campionato carioca: 17
1949, 1951, 1953, 1955, 1959, 1960, 1961, 1977, 1987, 1988, 1989, 1991, 1992, 1993, 1994, 1995, 1996, 2005
  • Campionato carioca - Série B: 2
1940, 1953
  • Segundos Quadros do RJ: 5
1953, 1956, 1959, 1960, 1961


Locale

  • Campionato municipale: 3
1992, 1993, 1996


Giocatori celebri

  • Bernard
  • Bernardinho
  • Carlão
  • Marcus Vinicius
  • Talmo
  • Tande


Femminile


Palmarès


Internazionale

  • Campionato Sudamericano: 1
1981


Nazionale

  • Campionato brasiliano: 8
1948, 1949, 1950, 1951, 1952, 1978, 1980, 2001
  • Torneo di Rio de Janeiro: 1
1950
  • Torneo Início: 1
1961


Statale

  • Campionato carioca: 11
1938, 1951, 1952, 1954, 1955, 1978, 1979, 1981, 1984, 1999, 2000
  • Campionato carioca - Série B: 1
1953
  • Segundos Quadros do RJ: 4
1952, 1956, 1957, 1960


Locale

  • Campionato municipale: 1
1996


Giocatrici celebri

  • Ida
  • Isabel
  • Jackie Silva
  • Leila
  • Tara Cross-Battle
  • Valesquinha
  • Virna


Allenatrici celebri

  • Isabel


Vedi anche

  • Clube de Regatas do Flamengo

*

Resources

Bonobo (informatica) - Software e

Filed under: Uncategorized — admin @ 2:39 am

Bonobo è un modello a componenti per documenti composti utilizzato in GNOME. È ispirato alla tecnologia della Microsoft, Object Linking and Embedding (basato sul Component Object Model). I componenti Bonobo sono analoghi ai KPart del KDE. Bonobo utilizza l’architettura CORBA.


Collegamenti esterni

  • Bonobo Document Model

Resources

Negroponte - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 1:53 am


Persone

  • John Negroponte - diplomatico americano
  • Nicholas Negroponte - informatico celebre per i suoi studi innovativi nel campo delle interfacce tra l’uomo e il computer e per il progetto One laptop per child


Geografia

  • Isola di Negroponte - isola greca

Resources

XO-1 - OLPC

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 1:28 am

thumb|250px|right|Immagine del prototipo (terza versione)
thumb|250px
XO-1 (precedentemente $100 laptop) è un progetto per un laptop computer a basso costo a scopo di dare a ogni bambino nel mondo l’accesso alla conoscenza e alle moderne forme di educazione.

Il computer, semplice, basato su Linux, è così efficiente nell’uso dell’energia da poter essere alimentato da un generatore azionato per mezzo di una manovella.

La tecnologia Wireless può essere utilizzata per permettere a molte macchine di accedere a internet da una singola connessione.


Intenzioni dei promotori

L’obiettivo del prezzo è di partire da 100 dollari e poi scendere, anche se Nicholas Negroponte ha affermato che forse il prezzo iniziale sarà superiore per poi arrivare a 100$ nel 2008. Secondo il direttore del progetto il prezzo delle macchine potrebbero scendere nel 2009 fino a 50$.

Il laptop verrà venduto ai governi e dato ai ragazzi delle scuole sulla base di un laptop per ragazzo.

Il laptop viene sviluppato dalla organizzazione One laptop per child (OLPC). OLPC è un’organizzazione non-profit con sede nel Delaware, creata da membri della facoltà del MIT Media Lab per disegnare, fabbricare e distribuire il laptop. OLPC fu annunciato nel gennaio 2005 al World Economic Forum a Davos, Svizzera, da Nicholas Negroponte, presidente e co-fondatore dei Media Lab.

Il laptop è talvolta chiamato la Green Machine.


Caratteristiche tecniche

I dettagli tecnici previsti possono variare assai rapidamente, per il momento sono:

  • Titolo: $100 laptop
  • Fabbricante: Quanta Computers
  • Tipo: Laptop
  • Connessione: 802.11 interna per collegamento di rete
  • Previsioni uscita: gennaio 2007
  • Memoria: 256 MB DRAM
  • Memoria di massa: Flash memory da 1024 MB
  • Sistema operativo: Red Hat * Fedora Core-Based Linux
  • Telecamera: plug-in USB opzionale
  • Ingressi: tastiera / Touchpad / 3 porte USB
  • Alimentazione: Batteria / Manovella a mano / Batteria auto da 12V / Trasformatore CA
  • Processore: AMD Geode GX500@1.0W + 5536
  • Schermo: dual mode diagonale 7 pollici (18 cm) TFT LCD (leggibilità alla luce solare 200 dpi)
  • Tastiera: estesa, per permettere di imparare a scrivere


Software

Tutti i programmi forniti con il computer saranno open source. A novembre del 2005 fu annunciato che il computer avrebbe incluso:

  • Un sistema operativo basato sulla distribuzione Red Hat
  • Un browser web
  • Un word processor
  • Un programma di posta elettronica
  • Strumenti di sviluppo, incluso il linguaggio Squeak

Steve Jobs aveva offerto gratuitamente il Mac OS X come sistema operativo della macchina ma secondo le dichiarazioni di Seymour Papert, professore emerito del MIT e uno dei fondatori dell’iniziativa, l’offerta è stata rifiutata dato che il sistema operativo non è open source. Difatti venne scelto Linux.

Negroponte inoltre ha affermato che Wikipedia verrà inclusa nel laptop. Jimmy Wales, uno dei fondatori di Wikipedia, ha dichiarato che Wikipedia è una delle killer application per progetti come il laptop da 100$. Il 4 agosto 2006 la Wikimedia Foundation ha annunciato che una selezione statica delle voci verrà inclusa nel computer. Il computer dispone di 512 megabyte di memoria statica mentre il progetto Wikipedia è molto più grande, quindi una selezione è inevitabile. Wales ha affermato “gli obiettivi dell’OLPC vanno a braccetto con l’obiettivo di distribuire sapere enciclopedico in modo gratuito a ogni persona del mondo. Non tutti al mondo sono dotati di connessione internet”.

Molti libri open source devono essere scritti per il progetto, i libri mireranno a soddisfare obiettivi educativi. In alternativa gli editori potrebbero eliminare o ridurre il costo delle licenze dei loro libri a basso costo in modo da poterli includere nel progetto.

Il computer utilizzerà il sistema X Window System per rappresentare la grafica del sistema.


Sviluppo in Thailandia

I programmi utilizzati dal laptop sono sviluppati in Thailandia, uno dei primi stati che ha partecipato al progetto. I programmi sviluppati includono l’ambiente grafico GNOME, il programma di videoscrittura Abiword, i web browser Mozilla Firefox e Epiphany. Pidgin verrà utilizzato per la messaggistica istantanea mentre Totem verrà utilizzato per riprodurre i contributi multimediali. La lista completa dei programmi è disponibile qui.


Prima consegna

Il primo computer, tipo 2B1, è stato consegnato da Nicholas Negroponte al presidente del Brasile, Ignacio Lula, il 24 novembre 2006, a San Paolo.


Galleria Fotografica


Primo prototipo


Secondo prototipo


Terzo prototipo


Voci correlate

  • One laptop per child


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale

Resources

January 29, 2008

Lost Highway (album) - per child

Filed under: Uncategorized — Tags: , , — admin @ 6:47 pm

Lost Highway è un album in studio della band hard rock Bon Jovi, pubblicato nel 2007.

È il primo disco della band ad andare direttamente alla posizione #1 della Billboard 200, dopo Slippery When Wet del 1986.


Tracce

  1. “Lost Highway” (Jon Bon Jovi, Richie Sambora, John Shanks) - 4:14
  2. “Summertime” (Bon Jovi, Sambora, Shanks) - 3:18
  3. “(You Want to) Make a Memory” (Bon Jovi, Sambora, Desmond Child) - 4:37
  4. “Whole Lot of Leavin’” (Bon Jovi, Shanks) - 4:17
  5. “We Got It Going On” With Big & Rich (Bon Jovi, Sambora, Big & Rich) - 4:13
  6. “Any Other Day” (Bon Jovi, Sambora, Gordie Sampson) - 4:03
  7. “Seat Next to You” (Bon Jovi, Sambora, Hillary Lindsey) - 4:23
  8. “Everybody’s Broken” (Bon Jovi, Billy Falcon) - 4:13
  9. “Till We Ain’t Strangers Anymore” featuring LeAnn Rimes (Bon Jovi, Sambora, Brett James) - 4:44
  10. “The Last Night” (Bon Jovi, Sambora, Shanks) - 3:33
  11. “One Step Closer” (Bon Jovi, Sambora, Shanks) - 3:37
  12. “I Love This Town” (Bon Jovi, Sambora, Falcon) - 4:38
  13. “Lonely” (Bon Jovi, Child, Daryl Brown) - 3:55 (Bonus Track: UK[1]/Japan[2]/Australia[3]) / “Walk Like a Man” - 4:29 (Bonus Track: USA, only available on albums bought from Target stores)
  14. “Put the Boy Back in Cowboy” (Bon Jovi) - 3:59 (Bonus Track: Japan


Formazione

  • Jon Bon Jovi: voce e chitarra
  • Richie Sambora: chitarra solista e voce
  • David Bryan: tastiere
  • Tico Torres: batteria


Note

Resources

Crapware - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 5:41 pm

Per crapware si intende, in gergo informatico un software di scarso valore fornito come bundle con un PC, una scheda video o comunque il software fornito con componenti elettronici, spesso installato nello stesso sistema operativo con possibile malware incluso.

A causa della installazione e a causa del fatto che vengono caricati ad ogni boot del PC, questo tipo di applicazioni possono produrre rallentamenti (talvolta considerevoli) nell’avvio del sistema operativo.

Spesso questo tipo di software è costituito da demo del produttore del computer, trial di programmi o videogiochi in versione di prova.


Voci correlate

  • Abandonware
  • Spyware
  • Malware


Collegamenti esterni

  • Spiegazione divertente di crapware
  • Utility per togliere qualsiasi applicazione dal CD di installazione di Windows

Resources

Lingua More - volta

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 7:57 am

La lingua More (anche Mòoré, Mooré, Moré, Moshi, Mossi, Moore o More) è un linguaggio parlato principalmente nel Burkina Faso da i Mossi(Moaaga al singolare)
É parlata approssimativamente da 5 milioni di persone nel paese e da altre 50.000 nel Benin, nella Costa d’Avorio, Ghana, Mali e Togo.
I dialetti della lingua more sono: Saremdé, Taolendé, Yaadré, Ouagadougou, Yaande, Zaore e Yana.
É classificata così: Niger-Congo, Congo Atlantico, Volta-Congo, Nord, Gur, Centrale, Oti-Volta, Occidentale,Nordoccidentale.

Resources

  • ITIS "A. Volta" Istituto Tecnico Industriale Alessandro Volta. Il sito presenta la formazione, la didattica e comprende un forum e una mediateca.
  • LA CHIAVE DI VOLTA Merchant Accounts · Bed and Breakfast featured on EuropeandRelax.com. QUESTO BED & BREAKFAST E' GEMELLATO CON. rentaGO - europe accommodation.
  • Traduzioni, interpreti, guide turistiche per il Veneto - Chiave di Traduzioni, interpreti, guide turistiche per giapponese, inglese, tedesco, spagnolo, francese. Servizi guida e consulenze turistiche per il Veneto.
  • Liceo scientifico A. Volta Informazioni ufficiali dalla sede scolastica.
  • Volta Wil je gebruik maken van de studio in Volta? Neem dan contact op met Geert voor een intakegesprek. Tel.nr.: 682 64 29 (di. t/m do. na 15.00 uur).
  • Marialuisa Volta marialuisa volta. Dipartimento di Elettronica per l'Automazione Facolta' di Ingegneria Universit

January 28, 2008

Campionato svizzero di hockey su ghiaccio 2005-2006 - in Davos

Filed under: Uncategorized — admin @ 8:54 pm

La stagione 2005-2006 del campionato svizzero di hockey su ghiaccio ha visto campione l’Hockey Club Lugano.


Classifica Regular Season

Classifica G V N P GF GS Dif Pt
1 Berna <center>44 <center>28 <center>2 <center>14 <center>142 <center>106 <center>+36 <center>58
<center>2 Lugano <center>44 <center>24 <center>8 <center>12 <center>160 <center>116 <center>+44 <center>56
<center>3 Davos <center>44 <center>23 <center>5 <center>16 <center>136 <center>110 <center>+26 <center>51
<center>4 Rapperswil <center>44 <center>20 <center>7 <center>17 <center>129 <center>124 <center>+5 <center>47
<center>5 Zugo <center>44 <center>20 <center>5 <center>19 <center>142 <center>146 <center>-4 <center>45
<center>6 Basilea <center>44 <center>18 <center>9 <center>17 <center>107 <center>126 <center>-19 <center>45
<center>7 Ambrì Piotta <center>44 <center>20 <center>2 <center>22 <center>137 <center>130 <center>+7 <center>42
<center>8 Kloten <center>44 <center>16 <center>8 <center>20 <center>122 <center>128 <center>-6 <center>40
<center>9 Friborgo <center>44 <center>17 <center>6 <center>21 <center>136 <center>154 <center>-18 <center>40
<center>10 ZSC Lions <center>44 <center>18 <center>3 <center>23 <center>131 <center>143 <center>-12 <center>39
<center>11 Servette <center>44 <center>16 <center>7 <center>21 <center>133 <center>145 <center>-12 <center>39
<center>12 Lagnau <center>44 <center>10 <center>6 <center>28 <center>101 <center>148 <center>-47 <center>26


Playoff


Quarti di finale

  • Berna - Kloten 2-4
  • Lugano - Ambrì Piotta 4-3
  • Davos - Basilea 4-1
  • Rapperswil - Zugo 4-3


Semifinali

  • Lugano - Kloten 4-1
  • Davos - Rapperswil 4-1


Finale

  • Lugano - Davos 4-1


Playout


Spareggio (LNA-LNB)

Resources

Electro funk - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 3:24 pm

Electro funk (conosciuta anche come robot hip hop) è un sottogenere in stile elettronica della musica hip hop direttamente influenzata dai Kraftwerk e dai dischi funk.

I lavori di questo genere normalmente hanno un suono totalmente elettronico e le voci sono spesso rielaborate da vocoder o distorte in altre maniere tipiche della musica elettronica.

L’electro ha iniziato ad incrementare la propria popolarità alla fine degli anni 1990 con artisti come DMX Krew, Mr Velcro Fastener e Japanese Telecom.


Caratteristiche

Con poche eccezioni, la definizione di suono elettronico comprende l’uso di drum machine come base della traccia. Una di queste attrezzature, oramai conosciutissima ed ancora utilizzata oggi, è il Roland TR-808. La strumentazione per realizzare tali suoni è di norma totalmente elettronica, con una linea di basso sintetico in stile funk. Massiccio è anche l’uso di effetti di riverbero ed eco, assieme a tastiere elettroniche per creare un suono ricco ma freddo, che enfatizza i temi comuni al genere quali la fantascienza.

Non tutta l’electro contiene rap; processi vocali tramite vocoder sono elementi comuni e tracce strumentali sono maggiormente prominenti in generi correlati all’elettronica ed all’hip hop. Negli ultimi anni è diventato comune per gli artisti electro il lavoro tramite computer laptop, per enfatizzare i temi tecnologici della loro musica.

I Concept album sono comuni nella electro già dal lavoro dei Kraftwerk, pionieri nella realizzazione di album su temi tecnologici e futuristici come robot, computer e ricerca atomica. Diversi artisti hanno infine dedicato l’intero loro lavoro a soggetti di tipo fantascientifico.


Storia

Il termine electro-funk è stato coniato in Inghilterra all’inizio degli anni ‘80, per definire un suono proveniente dagli USA (principalmente da New York), che racchiudeva Hip-Hop, Dance, Disco, Electric Boogie and Freestyle attraverso etichette discografiche come: West End, Prelude, Sugarhill, Emergency, Profile, Tommy Boy, Streetwise, Becket, ed altre.
Il disco di Afrika Bambaataa Planet Rock (1982) è uno dei primi che si può definire come electro-funk, utilizzando elementi dell’album dei Kraftwerk Trans-Europe Express e Numbers (dall’album Computer World). Bambaataa ed artisti quali Cybotron, Planet Patrol, Jonzun Crew e Newcleus hanno poi influenzato generi come detroit techno, ghettotech, Drum’n'Bass ed electroclash.


Sottogeneri

Egyptian Lover ed Arabian Prince di Los Angeles hanno dato vita all’electro hop, meno funky, e più vicino al West Coast hip hop con le sue forti linee di basso, dove si nota una certa somiglianza al suono della 2 Live Crew ed alla scena del Miami Bass. Altri artisti di questo genere sono Chris “The Glove” Taylor e World Class Wreckin’ Cru.

Detroit ha inoltre un suo stile unico, denominato Techno Bass che fonde la Detroit Techno con il sottogenere Miami Bass. Sulla East Coast e specialmente a Miami, l’electro ha dato vita a quello che viene detto Latin freestyle, una variante di fusione con la musica latina.

Per il versante electro-boogie da ricordare: D Train con “you’re the one for me”; Electrik Funk con “on a journey”; Strikers con “body music”; Stone con “time”; Raw Silk con “do it to the music”; Sinnamon ” thanks to you” e tanti altri.


Principali artisti

  • 4ORCE
  • Absynthesis
  • aDt
  • ADULT.
  • Afrika Bambaataa
  • Anthony Rother
  • Arpanet
  • Aux88
  • Bass Junkie
  • Bass Kittens
  • Boris Divider
  • Blitz and the Sheets
  • BSOD
  • Chromeo
  • Computor Rockers
  • Cyberian Knights
  • Cybrid
  • Cybotron
  • Dark Vek