Laptop

April 28, 2008

Negroponte - laptop

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Persone

  • John Negroponte - diplomatico americano
  • Nicholas Negroponte - informatico celebre per i suoi studi innovativi nel campo delle interfacce tra l’uomo e il computer e per il progetto One laptop per child


Geografia

  • Isola di Negroponte - isola greca

Resources

Type 81 Tan-SAM - hanno mostrato

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Missile giapponese, il piu noto della produzione di questo paese (o forse il meno ignoto), che comprende anche missili SAM portatili della Toshiba, missili anticarro di 2 generazioni e anche arm iantinave. MA nessuan di queste armi può essere esportata, in base ai trattati postbellici, mentre la Germania (nonosntante il divieto di esportare armi in M.O) e l’Italia hanno potuto diventare tra i primi esportatori di armi del mondo. Il Tan è preposto alla difesa di obiettivi strategici, ha batterie montate su autocarri con 4 armi, senza protezione. i missili hanno una sofisitcata guida IR , ma hanno anche un motore molto fumoso, poco adatto alla ‘discresione’ per queste armi a corto raggio. Comunque è un’arma assai moderna, paragonabile al Chaparral.

April 27, 2008

One laptop per child - WorldChanging 3

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One Laptop Per Child (la cui sigla è OLPC) è un’organizzazione non-profit creata per sovraintendere al progetto del computer da 100 dollari, $100 laptop. Entrambi, il progetto e l’organizzazione, sono stati annunciati al World Economic Forum in Davos, Svizzera il 28 gennaio 2005.

“One Laptop Per Child” è stata fondata da varie organizzazioni sponsor. Queste includono Google, Red Hat, AMD, BrightStar, News Corp e Nortel Networks. Ciascuna compagnia ha donato due millioni di dollari. Il MIT Media Lab è pure coinvolto nel progetto.

“One Laptop Per Child” ha guadagnato molta attenzione dopo che Nicholas Negroponte e Kofi Annan hanno mostrato un prototipo funzionante del “$100 laptop” al World Summit on the Information Society a Tunisi, Tunisia.

“One Laptop Per Child” è presieduto da Nicholas Negroponte, che per dedicarsi a questo incarico ha lasciato in febbraio 2006 il “MIT Media Lab”, e il suo CTO (direttore) è Mary Lou Jepsen. Altri dirigenti della Compagnia sono il precedente direttore del MIT Media Lab Walter Bender che è presidente di “OLPC Software e Content” e Jim Gettys che è vice-presidente di “Software Engineering” OLPC Principles and Staff List Visitato il 13 febbraio 2006
.

L’iniziativa è volta alla progettazione, produzione e distribuzione di laptop da 100 dollari per fornire a ogni bambino del mondo, specie a quelli nei paesi in via di sviluppo, l’accesso alla conoscenza e alle moderne forme educative.

I laptop presentati dal team di Negroponte sono basati su programmi open source e possono essere alimentati con batteria interna ricaricabile con una manovella per la ricarica, batteria auto, trasformatore di rete.

Per ridurre i costi è previsto che siano dati in grandi quantità a scuole o altre organizzazioni che li distribuiscano a basso costo.

Il 19 febbraio 2007 l’organizzazione ha confermato di aver inviato un primo ordinativo di un milione di computer a Quanta Computers. Il prezzo di un singolo sistema sarà di 130 dollari e la fornitura coprirà le richieste di Argentina, Brasile, Libia, Nigeria, Ruanda, Thailandia e Uruguay.OLPC conferma a Quanta l’ordine per 1 milione di XO

La produzione in serie dei computer è iniziata nel luglio del 2007 sebbene non siano noti quantitativi e tempi di consegna.


Note


Voci correlate

  • $100 laptop


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • OLPC Home Page
  • The $100 Laptop Moves Closer to Reality, Wall Street Journal, 14 novembre 2005
  • Making One Laptop per Child a reality, Red Hat Magazine, 14 dicembre 2005
  • One Laptop Per Child - a Preview of the Hundred Dollar Laptop, WorldChanging, 3 novembre 2005
  • Bill Gates mocks MIT’s $100 laptop project 15 marzo 2006

Resources

April 26, 2008

100 Hekate - del $100

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100 Hekate (in italiano 100 Ecate) è un piccolo asteroide della Fascia principale. È classificato come appartente alla Famiglia di asteroidi Hygiea; tuttavia, il suo albedo pari a 0,192 è troppo elevato per un tipico asteroide di classe C, perciò si tratta probabilmente di un intruso e non di un vero membro fisico della famiglia.

Hekate fu scoperto l’11 luglio 1868 da James Craig Watson al Detroit Observatory dell’università del Michigan (USA) ad Ann Arbor. Il 18 luglio fu individuato in modo indipentedente da Charles Joseph Étienne Wolf a Parigi, il quale annunciò per primo la scoperta. Venne battezzato così in onore di Ecate, la dea della stregoneria nella mitologia greca.

Un’occultazione stellare di Hekate è stata osservata il 14 luglio 2003 dalla Nuova Zelanda.

SUSE - laptop

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SUSE (pronunciato /susə/) è una delle principali distribuzioni GNU/Linux, prodotta in Germania. SUSE è anche membro fondatore del Desktop Linux Consortium. La società è proprietà della Novell.

Grazie alla sua origine europea, è molto apprezzata dal punto di vista della localizzazione e, più in generale, per non essere così legata alle impostazioni caratteristiche degli Stati Uniti d’America come la maggior parte delle concorrenti. Risulta molto semplice da utilizzare e mirato alla stessa utenza di Microsoft Windows, in quanto l’ambiente desktop è user-friendly e molto simile al sistema operativo di casa Microsoft.


Storia

Originariamente, SUSE Linux si basava sulla distribuzione Slackware; nel 1992 Peter McDonald fondò la Softlanding Linux System (SLS), che rappresentava la prima distribuzione comprensiva a contenere elementi come X e TCP/IP. La distribuzione Slackware (mantenuta da Patrick Volkerding) era largamente basata su SLS.

SUSE è stata fondata alla fine del 1992 da Hubert Mantel, Roland Dyroff, Burchard Steinbild e Thomas Fehr come gruppo di consultazione Unix, che, tra le altre cose, rilasciava regolarmente pacchetti software che includevano SLS e Slackware, e pubblicava manuali Unix e Linux. La prima versione CD di SLS/Slackware fu rilasciata nel 1994, sotto il nome di S.u.S.E. Linux 1.0. Più tardi venne integrata anche la distribuzione Jurix di Florian La Roche (anche questa basata su Slackware), per rilasciare la prima vera distrubuzione S.u.S.E. Linux 4.2 del 1996.

Il nome S.u.S.E., abbreviato poi a SuSE, era in origine l’acronimo di Software- und System-Entwicklung (dal tedesco Sviluppo di software e sistemi). Nel corso del 2004 la distribuzione ha cambiato leggermente il nome in “SUSE Linux”, con tutte le lettere maiuscole, dove “SUSE” non rappresenta più alcun acronimo.

Il 4 novembre 2003, Novell ha annunciato la sua intenzione di acquisire la SUSE Linux (Shankland, 2003). L’acquisto è stato completato nel gennaio 2004. All’annuale BrainShare di Novell nel 2004, tutti i computer avevano SUSE Linux. A quel convegno, è stato anche annunciato che il programma di amministrazione YaST2, proprietario della SUSE, sarebbe stato rilasciato sotto licenza GPL.

Il 4 agosto 2005, il direttore delle relazioni pubbliche e portavoce di Novell, Bruce Lowry, ha annunciato che lo sviluppo della serie SUSE Professional diventerà in futuro più aperta e cercherà di raggiungere un maggior numero di utenti e sviluppatori tramite la community openSUSE. Il software, per definizione di open source, era già libero, ma ora il processo di sviluppo sarà più libero di prima. Come parte dei cambiamenti, l’accesso al server del YaST Online Update, il sistema di aggiornamento di SUSE, consentirà, di scaricare le distribuzioni SUSE OSS, completamente open source, e di Novell.


Caratteristiche

SUSE include un programma di installazione ed amministrazione, YaST2, che gestisce la partizione dell’hard disk, il setup del sistema, gli aggiornamenti online, la configurazione della rete e del firewall, l’amministrazione degli utenti ed oltre, in un’interfaccia user-friendly.

SUSE supporta un tool per ridimensionare le partizioni NTFS durante l’installazione che consente la co-esistenza con Windows 2000 o XP. Inoltre riesce ad identificare ed installare i drivers per molti modem windows e sistemi laptop.

Molti ambienti desktop come KDE e GNOME sono supportati. SUSE comprende software multimediale come K3b (per masterizzare CD e DVD), amaroK e XMMS (player audio), e Kaffeine (player video). Contiene inoltre OpenOffice.org ed altri programmi per la lettura e scrittura di documenti. Il totale dei pacchetti supera il migliaio.


Versioni

L’ultima release, SUSE Linux 10.3 è disponibile sia come pacchetto gratis ed open source (SUSE Linux OSS) che come box, comprensivo di manuali, in vendita. Per quanto riguarda il software le due versioni sono quasi identiche. La versione commerciale contiene software proprietario come Macromedia Flash, un manuale cartaceo, e supporto tecnico.

Altre versioni vedono edizioni dedicate a sistemi server per grandi reti di computer, e con un desktop capace di far girare programmi Microsoft grazie a WINE.

SUSE Linux Enterprise Server (SLES) è la distribuzione Linux più popolare per il server Linux più potente, il mainframe System z9 della IBM.


Voci correlate

  • Novell
  • OpenSUSE
  • KDE
  • X Window System


Bibliografia

  • Kennedy, D. (2003). Novell’s Linux buy opens road to top. December 20, 2003.
  • Ramesh, R. (2004). Novell: SUSE stays the same, for now. January 14, 2004.
  • Shankland, S. (2003). Novell to acquire SUSE Linux. December 20, 2003.


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • Il sito ufficiale di SUSE Linux

    • http://www.novell.com/brainshare/ - pagina dell’annuale brainshare
  • Il sito della community openSUSE
  • FAQ non ufficiali su SUSE
  • Forum della community SUSE Linux
  • SUSE Wiki
  • Recensione di SUSE 10.0 (Tuxmachines)
  • Comunity italiana per gli utenti SUSE

Resources

Pirofobia - includono

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 8:35 am

La pirofobia ( dal greco πυρ =,fuoco), è la paura estrema del fuoco e di tutto ciò che riguarda le alte temperature. Non è molto comune come fobia, sebbene alcune persone possano sperimentare questo tipo di fobia. I suoi sintomi (simili a quelli di tutte le altre fobie estreme) includono, attacchi di panico acuti, difficoltà a respirare, palpitazioni, vertigini, e nausea. A volte queste sensazioni possono diventare molto accentuate.

Molti individui che sono afflitti da questo timore cercano di fronteggiarlo ma molte volte la paura li vince.

La terapia consiste nel fronteggiare la propria paura fino in fondo, ma si cercano anche nuove terapie psicologiche.


Voci correlate

  • Fobia
  • Elenco di fobie

Pretty Cure - laptop per

Filed under: Uncategorized — admin @ 3:35 am
anche noto come PreCure o PuriKyua, è una serie anime del genere mahō shōjo (o maghette) prodotta dalla Toei Animation e dalla Asahi Broadcasting Corporation (ABC, Japan). Un episodio dura all’incirca 20  minuti.

Secondo i sondaggi delle emittenti giapponesi, lo show è seguito principalmente da ragazzine, adolescenti più grandi e da giovani maschi, che insieme costituiscono la base per il vasto merchandising legato alla serie.

Oltre al Giappone, Corea e Taiwan, la serie è trasmessa in alcuni paesi occidentali tra cui Italia, Germania e Stati Uniti. In Italia attualmente (2006) la serie è trasmessa da Rai Due all’interno del contenitore Random in fascia mattutina (8.00) mentre inizialmente era collocato in fascia pomeridiana. La prima serie è stata trasmessa in Italia dal 17 ottobre 2005 all’8 febbraio 2006. Le repliche sono iniziate da capo il 27 marzo 2006 sempre alle 8.00 del mattino e riprese dalla 27ª in giugno.

La prima serie è stata seguita dalla seconda serie Pretty Cure Max Heart (sequel della prima), poi c’e’ stata una terza serie(questa volta completamente slegata) dal titolo Pretty Cure Splash Star, nella quale non compaiono Nagisa e Honoka ma ci sono altre due combattenti: Saki e Mai che è stata trasmessa in Giappone dal 5 febbraio 2006 sempre dalla Asahi Broadcasting Corporation, infine è in programmazione la quarta serie Yes! Precure 5.


Trama

Due ragazze di seconda media (nella prima serie), Honoka Yukishiro e Misumi Nagisa, combattono le forze del Regno delle Tenebre, una dimensione di malvagi che invasero il Giardino della Luce obbligando alla fuga due dei guardiani di quelle terre, Mipple e Mepple. Sono le Pretty Cure, protettrici della Luce.

Per mimetizzarsi nel mondo reale, Mipple e Mepple assumono le sembianze di telefonini. La prima serie coinvolge Cure Black e Cure White nella ricerca delle Pietre Prismatiche. Le pietre sono protette dal Guardiano, Wisdom il Saggio, e permetteranno di riparare al danno inferto dal Regno delle Tenebre al Giardino della Luce.

Più avanti nella serie Pollun, principe del Giardino della Luce, si aggiunge alla compagnia che, a differenza di Mipple e Mepple, assume le sembianze di un laptop con mouse annesso per mimetizzarsi.

A differenza della maggior parte delle ragazze magiche le Pretty Cure impiegano ampiamente la forza fisica: lo spettacolo sconta questo fatto nella messa in onda italiana, in cui alcune scene risultano tagliate con sensibile rammarico degli appassionati.

Ad ogni modo, i danni causati dallo scontro delle due con i soldati dell’esercito delle tenebre sono magicamente riparati dopo ogni vittoria.

Nel sequel Pretty Cure Max Heart, una misteriosa ragazza, Hikari Kujou, si unisce al duo.


Critica

Pretty Cure introduce alcuni elementi di freschezza nel genere mahō shōjo, tra cui:

  • una maggiore fisicità nei combattimenti
  • presenza frequente del tema sportivo (lacrosse e calcio)
  • frequenza di storie incentrate sui personaggi secondari, ad es. gli episodi 35, 38 (Ryota), 39 (Yoshimi), 43, 45

Più in generale la sceneggiatura dimostra una maggiore attenzione alle storie dei singoli episodi e all’evoluzione dei rapporti fra i personaggi. Le maggiori forzature si avvertono negli elementi spiccatamente di genere, quali la ripetitività delle sequenze di trasformazione e di taluni combattimenti, che discendono dall’obbligo narrativo ad incontrare il cattivo di turno almeno una volta ad episodio.


Curiosità

  • Nel 10º episodio (Un compleanno movimentato) il rapinatore più alto sembrerebbe doppiato da Corrado Conforti (doppiatore di Kunio Murai in Great Teacher Onizuka).
  • Il prof. Brainstorm è l’idolo di Honoka. La foto incorniciata in camera sua notata da Nagisa in una delle prime cinque puntate lo ritrae che fa la linguaccia, come la celebre foto di compleanno Einstein. Nella 11ª puntata (Una nuova nemica) scopriamo che il professore è morto dieci anni prima non riuscendo a concludere la sua ricerca sulla «verità ultima» dell’universo, analogamente ad Einstein, che non riuscì mai a realizzare il suo sogno di arrivare ad una Teoria unificata delle leggi fisiche, e a cui si stava dedicando prima della morte.
  • Dietro l’idea di base di Pretty Cure c’è un pizzico di filosofia orientale; infatti, le due protagoniste rappresentano il Tao, l’insieme dei due princìpi opposti che si uniscono generando armonia. L’estroversa e sportiva Nagisa rappresenta lo Yang, il positivo; la più placida e riflessiva Honoka è invece lo Yin, il negativo, l’agente moderatore. Nella lotta contro il male, le due ragazze non possono fare a meno l’una dell’altra.


Incongruenze

  • Nel quarto episodio, Scontro nel museo, Mipple sostiene di essere giunta sulla Terra nel 1904 sempre camuffata da telefono cellulare. In un precedente episodio le due creature del Giardino della luce affermano però di aver assunto la forma degli oggetti più comuni del tempo. È improbabile che nel 1904 i telefonini rientrassero nella categoria.
  • Lo stesso si può dire per Il valore della speranza, dove il telefonino compare nei flashback della nonna di Honoka.
  • Nell’episodio Una nuova nemica: Poisonny le Pretty Cure per liberare le persone sotto l’influsso di Poisonny chiamano la terapia arcobaleno (riconoscibile dalla sfera arcobaleno) come il doppio vortice.


Episodi


Personaggi


Trasformazioni


Doppia Aurora Boreale

L’henshin attraverso grazie a cui Honoka e Nagisa si trasformano in Pretty Cure.

Nella trasformazione pronunciano queste parole:

[Cure Black] Sono Cure Black, la protettrice della luce!
[Cure White] Sono Cure White, la protettrice della luce!
[Cure Black & Cure White] Siamo le Pretty Cure!
[Cure White] Soldato dell’esercito delle tenebre…
[Cure Black] …tornatene subito da dove sei venuto!


Attacchi

Gran fulmine nero! Gran fulmine bianco! Doppio vortice delle Pretty Cure! 
Questo attacco scatena due fulmini, uno bianco e uno nero, che si combinano in un vortice per colpire il nemico. La sua forza dipende da quanto forte Cure Black e Cure White si tengono per mano. È usato prevalentemente contro oggetti inanimati.
Spirale nera! Spirale bianca! Terapia dell’Arcobaleno delle Pretty Cure! 
Più che un attacco è una cura usata su umani ed animali per guarirli da influenze maligne. Cure Black e Cure White formano una sfera composta da cerchi bianchi e neri che poi formano una sfera color arcobaleno che scaccia Zakenna dal corpo posseduto. È usato la prima volta nel sesto episodio e poi nel 15º.
Tempesta Arcobaleno delle Pretty Cure 
Come per il Doppio vortice, l’attacco si scatena quando le Pretty Cure congiungono le mani. L’attacco necessita dei due bracciali dell’arcobaleno lanciati da Pollun alle due. Il risultato è un potente fascio di luce color arcobaleno, utilizzato la prima volta in Il segreto di Pollun.


Mercato e trasmissioni nel mondo

La Toei ha rilasciato le licenze per la trasmissione di Pretty Cure in diversi paesi oltre al Giappone (ABC TV, TV Asahi, Animax) e l’Italia (Rai Due): in Europa Spagna (Cuatro) e Germania (RTL II); in Asia Corea (SBS (Korea)) e Taiwan YOYO TV; in America negli Stati Uniti (4Kids TV).

Di pari passo con la diffusione del programma, sono state rilasciate licenze specifiche per i prodotti legati alla serie. Dall’abbigliamento alle penne, dai giocattoli fino ai videogiochi, nel solo mercato giapponese al marzo del 2005 si contavano oltre 600 prodotti differenti per vendite attorno ai 600 milioni di dollari[1].
Il videogioco di Pretty Cure, Ariena-I! Yumenokunihadaimeikyu, pubblicato nel 2004 da Bandai, ha venduto 90.000 copie, il record annuale di vendite per un videogioco con personaggi femminili.


Edizione italiana

Nel riquadro laterale l’elenco dei professionisti impegnati nella edizione italiana mandata in onda Rai Due, così come appaiono nei titoli (minime aggiunte). Seguono alcune note sulla localizzazione. Il doppiaggio è curato da La BiBi.it, sotto la direzione del doppiaggio di Flavio Cannella.

  • Edizione italiana a cura di Annalisa Vasselli.
  • Il testo della sigla della versione italiana è di Bruno Tibaldi, cantata da Giorgia Alissandri per Rai Trade (2005).


Doppiaggio

  • Perla Liberatori: Nagisa MisumiInformazioni tratte dai titoli di coda italiani e, per i personaggi meno ricorrenti che lì non compaiono, da [2] (vedi anche Collegamenti esterni).
  • Monica Vulcano: Honoka Yukishiro
  • Maria Letizia Scifoni: Hikari Kujou/Shiny Luminous
  • Paola Majano: Mepple
  • Diego Reggente: Re Jaaku
  • Alessio Cigliano: Pisard
  • Laura Romano: Poisonny
  • Mirko Cannella: Kiriya
  • Alberto Angrisano: Ilkubo
  • Tatiana Dessi: Ryota
  • Daniela Calò: Rie
  • Paola Piccinato: Sanae
  • Sabrina Duranti: Yumiko Nakagawa
  • Federica De Bortoli: Yuka Odajima (ep. 16)
  • Laura Latini: Moko (ep. 22)
  • Monica Gravina: anticipazioni


Dialoghi e suono

  • Raffaella Caso
  • Patrizio Cigliano
  • Maurizio Fiorentini
  • Luca Intoppa
  • Paola Valentini
  • Evita Zappaddu
Suono 
NC
Mixage 
Riccardo Canino
Postproduzione video 
Pigreco audio video service


Note alla edizione italiana

  • Nagisa [na·’gi·sa], なぎさ in hiragana, nel doppiaggio italiano diventa [na·’dʒi·za], cioè la seconda sillaba si legge come si scrive in italiano, sostituendo la consonante occlusiva velare sonora (la g di /gatto/) con una affricata postalveolare sonora (la g di /giorno/). La fricativa alveolare sorda della terza sillaba diventa sonora.


Note


Seconda serie: Pretty Cure Max Heart

Il doppiaggio è stato curato da La BiBi.it e si è concluso nell’ottobre/novembre 2006. La messa in onda italiana è partita dal 4 maggio 2007 nella fascia mattutina (7:45) di Rai Due per tre volte alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì) alternato a Monster Allergy, e da Lunedì 11 giugno, Raidue sposta pretty cure alle ore 08.35.


Voci correlate

  • Mahō shōjo


Collegamenti esterni


Siti ufficiali


Toei Animation

  • Pretty Cure (Max Heart, Max Heart Movie, Max Heart 2 Movie Edition) Siti ufficiali delle serie.
  • Sito ufficiale della quarta serie: Pretty Cure Yes! Precure 5, programmata per la messa in onda in Giappone nel 2007.
  • Pretty Cure Official Site for Business Oppotunities Mantenuto dalla Toei, contiene l’elenco aggiornato dello stato di rilascio delle licenze per merchandising, video e trasmissione nei singoli paesi.


Emittenti

  • ABC (Japan) Pretty Cure Homepage Pagina dell’anime sul sito dell’ABC Japan
  • SBS Pretty Cure Homepage (Official Korea Version of Pretty Cure)


Schede

  • Scheda dei doppiatori di Pretty Cure su AntonioGenna.net

Resources

April 25, 2008

Il matrimonio di Zio Paperone - Quanta

Filed under: Uncategorized — admin @ 8:45 pm

Il matrimonio di Zio Paperone è una storia creata nel 1984 da Elisa Penna e Massimo De Vita.


Trama

La storia è imperniata sulla costruzione di un centro commerciale De’ Paperoni. </br>
Purtroppo, nella zona dove devono essere costruite le centrali elettriche che devono alimentare il Supermercato, c’è un minuscolo appezzamento di Brigitta Mc Bridge che ostacola la costruzione.</br> Paperone ricorre allora a vari stratagemmi pur di impossessarsi del terreno, finché, ormai disperato, accetta di sposare Brigitta in cambio del terreno.
In seguito, peró, emerge una nuova possibilità: Paperone puó ricorrere all’usucapione per prendersi il terreno: durante una partita di golf disputatasi decenni prima una vespa aveva punto il vecchio zio, mandando la pallina nel fazzoletto di terra di Brigitta. Il tempo necessario a far scattare l’usucapione scadrà nel giorno fissato per il matrimonio, ragion per cui Paperone decide di guadagnare più tempo possibile.
Intanto, Filo Sganga, inviato da Brigitta a pedinare Paperone, nota lo strano comportamento del papero più ricco del mondo.</br> Dopo accurate ricerche, Sganga scopre ciò che Paperone ha intenzione di fare e cerca di dirlo a Brigitta, ma purtroppo, per una serie di incidenti, non arriverà in tempo.</br>
Il matrimonio è alle porte e nel giorno più importante di Brigitta, diversi contrattempi causati ad arte da Paperino e nipoti ritardano la cerimonia.</br> Arrivati in chiesa, Paperone, dopo aver preso tempo («quanta fretta… lasciatemi pensare un attimino» è una delle sue risposte al celebrante che gli chiedeva se volesse sposarsi) rifiuta di sposarsi perché il tempo dell’usucapione è ormai trascorso: il terreno è ormai suo.</br> Una volta costruito il megamercato, Paperone assegna a Brigitta un posto da direttrice nel reparto vestiti. Ma Brigitta spera ancora in una seconda occasione per cercare di avere lui, il vecchio papero.


Curiosità

Naturalmente non è così facile usucapire un terreno, perché non basta certo averci lasciato una pallina da golf per qualche decennio per dire di averlo posseduto. Ma nel mondo dei Paperi questo è senz’altro tollerato, e così ovviamente da far felici anche i lettori, che raramente possono incontrare in un fumetto istituti giuridici così complessi.


Voci correlate

  • Brigitta Mc Bridge
  • Paperone
  • Filo Sganga


Voci correlate

  • Indice dei Classici Disney

Resources

April 24, 2008

Crapware - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 5:35 pm

Per crapware si intende, in gergo informatico un software di scarso valore fornito come bundle con un PC, una scheda video o comunque il software fornito con componenti elettronici, spesso installato nello stesso sistema operativo con possibile malware incluso.

A causa della installazione e a causa del fatto che vengono caricati ad ogni boot del PC, questo tipo di applicazioni possono produrre rallentamenti (talvolta considerevoli) nell’avvio del sistema operativo.

Spesso questo tipo di software è costituito da demo del produttore del computer, trial di programmi o videogiochi in versione di prova.


Voci correlate

  • Abandonware
  • Spyware
  • Malware


Collegamenti esterni

  • Spiegazione divertente di crapware
  • Utility per togliere qualsiasi applicazione dal CD di installazione di Windows

Resources

Motorola 68LC040 - ridurre

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 8:35 am

Il 68LC040 è una versione low cost (basso costo) del microprocessore Motorola 68040 senza FPU e senza MMU. L’eliminazione della FPU consentiva di ridurre i costi e la potenza assorbita dalla CPU. Sebbene il processore ora sembra essere più simile a un 68020 che a un 68040 il processore continua a possedere la pipeline a 6 stadi e le due cache separate e queste caratteristiche lo rendono significativamente più veloce del 68020.

Nota:
Oltre che con la dominazione ufficiale il 68LC040 viene spesso indicato come “LC40″

Resources

April 23, 2008

Oldsmobile - un prototipo

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 9:15 pm

La Oldsmobile è una storica casa automobilistica statunitense attiva dal 1897 al 2004 e che ha fatto parte per quasi l’interezza della sua esistenza del Gruppo General Motors. Durante la sua esistenza ha prodotto all’incirca 35 milioni di vetture.


Storia

Venne fondata il 21 agosto 1897 a Lansing nel Michigan da Ransom Eli Olds, Frank Clark e altri soci, con il nome di Olds Motor Vehicle Company, assumendo il titolo di più antica casa automobilistica statunitense e di terza al mondo dopo la tedesca Daimler-Motoren-Gesellschaft e la francese Peugeot.

Dotata di un capitale iniziale di 50.000 dollari e sotto la direzione generale di R. E. Olds, nei primi anni di vita l’azienda costruisce tricicli e quadricicli elettrici e, contemporaneamente, cerca di sviluppare il prototipo che Olds e Clark avevano realizzato nel 1895.

Le vendite non sono numerose ed alla fine del 1898 l’azienda si trova con 80.000 dollari di deficit, ma anche con un nuovo prototipo costruibile in serie, che procurerà nuovi finanziatori. La società viene rifondata, nel 1899, con l’intervento di E.W.Russel, H. Russel e S.L. Smith, con un capitale di 350.000 dollari.

Il nuovo stabilimento viene costruito a Detroit (primo insediamento produttivo automobilistico di quella che diventerà la capitale mondiale dell’automobile) e l’azienda viene presieduta da Smith, mentre Olds assume la carica di amministratore delegato.

É in quell’anno che inizia la progettazione della vettura leggera ed economica che Olds intende produrre e, dopo venti mesi di lavoro, ne viene approntato il prototipo. Purtroppo, nel 1901, un incendio distrugge completamente lo stabilimento della Oldsmobile; si salverà solo il prototipo che verrà smontato ed utilizzato come modello in scala 1:1 per riprodurre tutti i disegni tecnici andati distrutti.

Restò indipendente fino al 1908, anno in cui venne assorbita da General Motors.


Modelli

  • Oldsmobile Curved Dash Runabout (1899)
  • Oldsmobile 6C (1903)
  • Oldsmobile F 29 (1929)
  • Oldsmobile 98
  • Oldsmobile 88
  • Oldsmobile Cutlass (1961)
  • Oldsmobile Super 88 (1963)
  • Oldsmobile 442 (1964)
  • Oldsmobile Toronado (1966)
  • Oldsmobile Vista Cruiser (1966)
  • Oldsmobile Custom Cruiser
  • Hurst/Olds (1969)
  • Oldsmobile Starfire (1975)
  • Oldsmobile Omega (1976)
  • Oldsmobile (Cutlass) Ciera (1981)
  • Oldsmobile Firenza (1982)
  • Oldsmobile Calais (1984)
  • Oldsmobile Silhouette (1989)
  • Oldsmobile Bravada (1991)
  • Oldsmobile Achieva (1991)
  • Oldsmobile Aurora (1995)
  • Oldsmobile Regency (1996)
  • Oldsmobile Intrigue (1997)
  • Oldsmobile Cutlass (1997 - 1999)
  • Oldsmobile Alero (1999)


Altri progetti

Resources

XO-1 - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 5:30 am

XO-1 (precedentemente $100 laptop) è un progetto per un laptop computer a basso costo a scopo di dare a ogni bambino nel mondo l’accesso alla conoscenza e alle moderne forme di educazione.

Il computer, semplice, basato su Linux, è così efficiente nell’uso dell’energia da poter essere alimentato da un generatore azionato per mezzo di una manovella.

La tecnologia Wireless può essere utilizzata per permettere a molte macchine di accedere a internet da una singola connessione.


Intenzioni dei promotori

L’obiettivo del prezzo è di partire da 100 dollari e poi scendere, anche se Nicholas Negroponte ha affermato che forse il prezzo iniziale sarà superiore per poi arrivare a 100$ nel 2008. Secondo il direttore del progetto il prezzo delle macchine potrebbero scendere nel 2009 fino a 50$.

Il laptop verrà venduto ai governi e dato ai ragazzi delle scuole sulla base di un laptop per ragazzo.

Il laptop viene sviluppato dalla organizzazione One laptop per child (OLPC). OLPC è un’organizzazione non-profit con sede nel Delaware, creata da membri della facoltà del MIT Media Lab per disegnare, fabbricare e distribuire il laptop. OLPC fu annunciato nel gennaio 2005 al World Economic Forum a Davos, Svizzera, da Nicholas Negroponte, presidente e co-fondatore dei Media Lab.

Il laptop è talvolta chiamato la Green Machine.


Caratteristiche tecniche

I dettagli tecnici previsti possono variare assai rapidamente, per il momento sono:

  • Titolo: $100 laptop
  • Fabbricante: Quanta Computers
  • Tipo: Laptop
  • Connessione: 802.11 interna per collegamento di rete
  • Previsioni uscita: gennaio 2007
  • Memoria: 256 MB DRAM
  • Memoria di massa: Flash memory da 1024 MB
  • Sistema operativo: Red Hat * Fedora Core-Based Linux
  • Telecamera: plug-in USB opzionale
  • Ingressi: tastiera / Touchpad / 3 porte USB
  • Alimentazione: Batteria / Manovella a mano / Batteria auto da 12V / Trasformatore CA
  • Processore: AMD Geode GX500@1.0W + 5536
  • Schermo: dual mode diagonale 7 pollici (18 cm) TFT LCD (leggibilità alla luce solare 200 dpi)
  • Tastiera: estesa, per permettere di imparare a scrivere


Software

Tutti i programmi forniti con il computer saranno open source. A novembre del 2005 fu annunciato che il computer avrebbe incluso:

  • Un sistema operativo basato sulla distribuzione Red Hat
  • Un browser web
  • Un word processor
  • Un programma di posta elettronica
  • Strumenti di sviluppo, incluso il linguaggio Squeak

Steve Jobs aveva offerto gratuitamente il Mac OS X come sistema operativo della macchina ma secondo le dichiarazioni di Seymour Papert, professore emerito del MIT e uno dei fondatori dell’iniziativa, l’offerta è stata rifiutata dato che il sistema operativo non è open source. Difatti venne scelto Linux.

Negroponte inoltre ha affermato che Wikipedia verrà inclusa nel laptop. Jimmy Wales, uno dei fondatori di Wikipedia, ha dichiarato che Wikipedia è una delle killer application per progetti come il laptop da 100$. Il 4 agosto 2006 la Wikimedia Foundation ha annunciato che una selezione statica delle voci verrà inclusa nel computer. Il computer dispone di 512 megabyte di memoria statica mentre il progetto Wikipedia è molto più grande, quindi una selezione è inevitabile. Wales ha affermato “gli obiettivi dell’OLPC vanno a braccetto con l’obiettivo di distribuire sapere enciclopedico in modo gratuito a ogni persona del mondo. Non tutti al mondo sono dotati di connessione internet”.

Molti libri open source devono essere scritti per il progetto, i libri mireranno a soddisfare obiettivi educativi. In alternativa gli editori potrebbero eliminare o ridurre il costo delle licenze dei loro libri a basso costo in modo da poterli includere nel progetto.

Il computer utilizzerà il sistema X Window System per rappresentare la grafica del sistema.


Sviluppo in Thailandia

I programmi utilizzati dal laptop sono sviluppati in Thailandia, uno dei primi stati che ha partecipato al progetto. I programmi sviluppati includono l’ambiente grafico GNOME, il programma di videoscrittura Abiword, i web browser Mozilla Firefox e Epiphany. Pidgin verrà utilizzato per la messaggistica istantanea mentre Totem verrà utilizzato per riprodurre i contributi multimediali. La lista completa dei programmi è disponibile qui.


Prima consegna

Il primo computer, tipo 2B1, è stato consegnato da Nicholas Negroponte al presidente del Brasile, Ignacio Lula, il 24 novembre 2006, a San Paolo.


Galleria Fotografica


Primo prototipo


Secondo prototipo


Terzo prototipo


Voci correlate

  • One laptop per child


Altri progetti


Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale

Resources

April 22, 2008

Jack Sherman - reality Red

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 9:10 pm

Jack Sherman è un chitarrista statunitense, noto per aver collaborato con i Red Hot Chili Peppers dal 1984 al 1985.

Lavorò con il gruppo per il loro primo album, mentre Hillel Slovak tornò insieme al batterista Jack Irons nei What Is This?. Ha anche collaborato con Bob Dylan, Barry Goldberg, George Clinton, Charlie Sexton, Peter Case, John Hiatt, Gerry Goffin e Tonio K. Attualmente milita nel gruppo In From the Cold.


Discografia parziale

  • The Red Hot Chili Peppers Red Hot Chili Peppers 1984
  • Knocked Out Loaded Bob Dylan 1986
  • R&B Skeletons In the Closet George Clinton 1986
  • Notes From The Lost Civilization Tonio K 1988
  • Blue Guitar Peter Case 1989
  • Backroom Blood Gerry Goffin 1996
  • Dangleberry Rd George Roseblatt 1996
  • Ole Tonio K 1997
  • In From the Cold In From the Cold 2000

Resources

Auto elettrica - laptop

Filed under: Uncategorized — admin @ 7:05 pm

L’auto elettrica è un veicolo con Motore elettrico che utilizza l’energia chimica che viene immagazzinata in un “serbatoio” energetico costituito da una o più batterie ricaricabili. I veicoli elettrici utilizzano motori elettrici in sostituzione, o in aggiunta al motore a combustione interna.


Veicoli elettrici puri ed “auto ibride”

I veicoli che utilizzano sia motori elettrici che motori a combustione interna (ICE: Internal combustion engine) sono noti come ibridi
.
In tali veicoli, gli accumulatori vengono ricaricati da un motore a combustione interna.

I veicoli elettrici più diffusi sono automobili, piccoli
autocarri, biciclette motorizzate, scooter elettrici, veicoli per campi da golf, carrelli elevatori e veicoli simili, perché di solito gli accumulatori sono poco adatti per applicazioni che abbisognano di un più vasto raggio d’azione oppure di una grande potenza e capacità di carico.

I veicoli elettrici hanno complessivamente una maggiore efficienza energetica rispetto a quasi tutti i motori a combustione interna. Un motore a benzina ha una efficienza energetica del 25%, un diesel si avvicina al 40%, mentre un motore elettrico a induzione in corrente alternata ha un efficienza del 95%. Non producono fumi di scarico ne’ vapor d’acqua) e, complessivamente, producono un inquinamento minimo se riforniti con energia prodotta da fonti rinnovabili.

Grazie alla elevata coppia prodotta dai motori elettrici, i veiocoli elettrici hanno buone prestazioni in accelerazione, tali da superare i veicoli convenzionali alimentati a benzina.
I nuovi modelli possono viaggiare per centinaia di chilometri con una sola carica, anche dopo 160.000 km di impiego delle stesse batterie. I veicoli elettrici, riducendo la dipendenza dal petrolio, potrebbero rallentare il riscaldamento globale (attenuando l’effetto serra), sono più silenziosi rispetto ai motori a combustione interna e non producono fumi nocivi.
Come svantaggi si ha una limitata autonomia tra le ricariche, il tempo di ricarica, e la scarsa durata delle carica delle batterie, anche se nuovi tipi di batteria ricaricabile e nuove tecnologie di carica (e di scarica) ne hanno incrementato l’autonomia e la vita utile, riducendone contemporaneamente il tempo di carica.

Anche se alcuni modelli vengono ancora prodotti in quantità limitate, alcuni BEV (Battery electric vehicle) che si sono rivelati adatti alle strade (e molto popolari come il GM EV1) sono stati ritirati dal mercato e sono stati rottamati dai loro costruttori.

Un piccolo numero di modelli di futura produzione sono stati annunciati, anche se molti altri sono stati costruiti come prototipi. Negli Stati Uniti, molti tra i più pratici BEV sono un fai-da-te di veicoli con motore a combustione interna, eseguiti da hobbisti, dal momento che una produzione industriale è praticamente inesistente.
I maggiori costruttori di automobili USA sono stati accusati di aver deliberatamente sabotato i loro sforzi per la produzione di veicoli elettrici.

Le compagnie petrolifere hanno registrato ed acquistato i brevetti di molti tipi di batteria, ed hanno utilizzato la “patent protection” per impedire che la più moderna tecnologia delle batterie ricaricabili venisse utilizzata nelle auto elettriche (vedi più sotto).


Storia dell’auto elettrica


Confronto con i veicoli a combustione interna

Nel corso del XX secolo le vetture con motore elettrico sono diventate molto più rare rispetto ai veicoli con motore a combustione interna.
È utile mettere a confronto vetture elettriche e veicoli a combustione interna per alcuni aspetti.


Costi operativi ed assicurativi

I veicoli elettrici (negli USA) hanno dei costi operativi che variano tra 1 e 2 centesimi di euro per chilometro, mentre (sempre negli USA, dove la benzina è poco tassata) i veicoli tradizionali a benzina hanno costi operativi maggiori da circa 4 a 6 volte tanto Idaho National Laboratory (2005) “Comparing Energy Costs per Mile for Electric and Gasoline-Fueled Vehicles” Advanced Vehicle Testing Activity report at avt.inel.gov accessed 11 July 2006..

Il costo principale del possesso dei BEV moderni dipende principalmente dal costo delle batterie, il tipo e la capacità di esse è fondamentale nel determinare molti fattori come l’autonomia di viaggio, la velocità massima, il tempo di vita utile della batteria ed il tempo di ricarica; esistono alcuni svantaggi e vantaggi dei vari tipi, probabilmente non esiste un tipo ideale per chiunque, ma alcuni sono più adatti per alcuni utilizzi.

Secondo alcuni, i veicoli elettrici a batteria hanno un vantaggio nel riciclaggio di parti dell’auto dopo gravi incidenti stradali. A differenza dei componenti dei motori a benzina, che tendono ad incendiarsi (specie quando i tubi rotti dell’iniezione soffiano benzina sulla marmitta catalitica o sul turbocompressore rovente), i componenti delle celle a batteria tendono a mantenersi integri e funzionanti per poter essere recuperati e riutilizzati. Dal momento che (eccetto l’accumulatore di tipo litio-ione) non hanno materiali infiammabili, possono essere considerati veicoli molto più sicuri in caso di incidente, ed anche con molte parti riciclabili.

Con il costo delle batterie che va dal 80 % del totale (di 50.000 euro per veicoli potenti, a lungo raggio con costose batterie NiMH) fino al 50% (di 16.000 euro per veicoli di uso cittadino con batterie nichel-cadmio, zinco-aria o al magnesio, ed autonomie inferiori ai 160 km) questo comporta minori costi percentuali di riparazione post-collisione, dal momento che sono per buona parte riciclabili.

Per quanto riguarda le assicurazioni, il costo assicurativo delle vetture elettriche è paragonabile a quello delle “supercar” sportive, con spese di copertura assicurativa pari a centinaia di dollari al mese.


Efficienza energetica ed emissioni di anidride carbonica

Le vetture elettriche di serie o convertite tipicamente consumano da 0,11 a 0,23 kWh/km (dati sul veicolo GM EV1 : 0,179 kWh/km e 0,373 con basso rendimento di carica) Idaho National Laboratory (2006) “Full Size Electric Vehicles” Advanced Vehicle Testing Activity reports at avt.inel.gov, visto il 5 luglio 2006 Idaho National Laboratory (2006) “1999 General Motors EV1 with NiMH: Performance Statistics” Electric Transportation Applications info sheets at inel.gov visto il 5 liglio 2006.

Considerando un consumo di 5 litri di benzina per 100 km, una vettura a combustione interna consuma circa 0,51 kWh/km. Si tenga poi presente che circa la metà del consumo della vettura elettrica è dovuto a dispersioni ed al basso rendimento nella ricarica delle batterie, e quindi non è impensabile un consumo chilometrico inferiore a 0,1 kWh in un futuro molto prossimo, consumo neppure ipotizzabile nelle vetture a combustione interna.

Se si considera il sistema globale, includendo l’efficienza energetica del processo di produzione e della distribuzione al punto di rifornimento, il calcolo risulta complesso a causa della grande diversità delle fonti prime.
Considerando un generatore elettrico a ciclo combinato ed ipotizzando un rendimento pari a 0,6 nella generazione e 0,75 nella distribuzione, il consumo chilometrico totale di una vettura elettrica passa a 0,33 kWh/km (riferito al valore medio tra quelli sopra detti), mentre si può ritenere accettabile un rendimento pari a 0,75 alla produzione e 0,75 alla distribuzione per gli idrocarburi, che comporta un consumo di 0,91 kWh/km per vetture a combustione interna, valore 2,75 volte superiore, fattore che potrebbe divenire in un futuro assai prossimo superiore a 3.

Altri sistemi di generazione di energia elettrica possono dare risultati ancora più eclatanti: accumulatori ricaricati da celle fotovoltaiche, generatori eolici o simili fonti hanno un consumo primario pari a zero, e l’energia elettrica di origine nucleare potrebbe essere considerata anch’essa a costo primario nullo (anche se andrebbe analizzato il costo del materiale fissile, in quanto non rinnovabile).

Le emissioni di anidride carbonica (CO2) sono utili per confrontare i consumi rispettivi della via elettrica e di quella a combustione interna US Department of Energy e Environmental Protection Agency (anno 2007) “Search for cars that don’t need gasoline” Fuel Economy Guide database at fueleconomy.gov visto il 5 luglio 2006. Questi confronti includono la produzione di energia, la distribuzione, la ricarica delle batterie, ed i vari tipi di perdite generate dai veicoli (attrito, termica, ecc.). Le emissioni di CO2 migliorano nei BEV alimentati da fonti sostenibili di produzione elettrica, ma rimangono quasi fisse per i veicoli a benzina. (Sfortunatamente non sono disponibili dati così aggregati relativi ai veicoli elettrici in commercio).

Model t CO2
(Produzione di energia
da fonti convenzionali,
per lo più elettricità
da carburante fossile
t CO2
(Produzione di energia
elettrica sostenibile,
ad.es., da pannello solare
o energia eolica)
2002 Toyota RAV4-EV (BEV puro) 3,45 0,0
2000 Toyota RAV4 2wd (benzina) 6,53 6,53
Altri veicoli elettrici a batteria
2000 Nissan Altra EV 3,17 0,0
Veicolo ibrido
2001 Honda Insight 2,81 2,81
2005 Toyota Prius 3,17 3,17
2005 Ford Escape H 2x 5,26 5,26
2005 Ford Escape H 4x 5,62 5,62
Veicoli con motore a combustione interna
2005 Dodge Neon 2.0L 5,44 5,44
2005 Ford Escape 4x 7,26 7,26
2005 GMC Envoy XUV 4x 10,61 10,61

Si tenga presente che i modelli citati, di produzione statunitense (anche quelli di marche giapponesi) mostrano valori a volte assai diversi da quelli dei comuni veicoli europei.

La resistenza aerodinamica (Cx) ha una grande importanza nel determinare l’efficienza enegetica, particolarmente alle alte velocità.


Impatto ambientale complessivo

Molti fattori devono essere considerati quando si compara l’impatto totale sull’ambiente. Il tipo di confronto più esauriente è quello dell’analisi dalla “catena-di-montaggio-alla-discarica” oppure l’analisi di tutto il tempo di vita. Questa analisi è così esaurientemente complessiva che considera ogni tipo di consumo energetico, includendo i consumi (ed emissioni) implicati dalla produzione originale (ed anche della componentistica) e le fonti di carburante e tutti i consumi (e le emissioni) durante la vita utile del veicolo includendo l’inquinamento durante la produzione delle batterie (ad esempio l’estrazione del cadmio comporta un elevato inquinamento da metalli pesanti) e la sua deposizione in discarica. I vari tipi e l’entità dell’inquinamento varia enormemente tra i vari tipi di batteria, cosa che rende ancora più difficile fare dei confronti.

Ad esempio, è difficile stabilire se siano peggiori gli effetti ambientali dell’inquinamento da nichel e da cadmio prodotti dall’estrazione mineraria, dalla fabbricazione della batteria, dalla discarica con successiva ossidazione, rottura, infiltrazione e dilavamento di una batteria NiCd malamente scaricata; oppure se siano peggiori e meno duraturi i danni all’ambiente causati dall’emissione di idrocarburi e dalla raffinazione del petrolio.
Sono necessarie accurate statistiche su ogni tipo di combustibile fossile e di accumulatore in modo di poter giudicare gli apporti e le fuoriuscite di inquinanti per giudicare equamente l’impatto ambientale totale.

Una grande differenza tra i veicoli BEV ed ICE rispetto al tempo di vita consiste nel fatto che i primi utilizzano la elettricità al posto di combustibili liquidi. Qualora l’elettricità fosse generata a partire da fonte rinnovabile o da nucleare ciò presenterebbe un consistente vantaggio in termini di inquinamento atmosferico.
In ogni caso, se la elettricità fosse prodotta da combustibili fossili (come è nella gran parte dei casi) Il vantaggio relativo dei veicoli elettrici è sostanzialmente ridotto Tahara, K. et al. (2001) “Comparison of CO2 Emissions from Alternative and Conventional Vehicles.” World Resources Review 13:52-60 summary at ilea.org accessed 5 July 2006. Ne deriva che lo sviluppo di sorgenti di energia che non emettano CO2 è necessaria ridurre la emissione totale netta dei veicoli elettrici. In ogni caso, l’impatto ambientale della produzione di energia elettrica (emissioni indirette) dipende dal mix della produzione ed è normalmente più ridotto della emissione diretta prodotta dai veicoli ICE Van Mierlo, J., et al. (2003) “Environmental Damage Rating Analysis Tool as a Policy Instrument” 20th International Electric Vehicle Symposium and Exposition (Long Beach, California) conference paper at etecmc10.vub.ac.be accessed 14 July 2006

Rispetto al tempo di vita, un’altra importante differenza tra i veicoli elettrici e quelli a combustione interna consiste nell’ utilizzo di consistenti batterie di accumulatori. I moderni accumulatori hanno dimostrato di poter superare in durata gli stessi veicoli elettrici su cui sono installate. Ad esempio gli accumulatori provati da Toyota hanno mostrato solo un minimo calo di risultati dopo aver percorso 240.000 chilometri. Certamente nell’utilizzo reale i dati mostrano risultati peggiori, tipicamente gli elementi al litio perdono di efficienza per circa 20-40 percento all’anno; così se si fanno 240.000 chilometri su una pista di test si possono confermare i dati rilevati da Toyota ma se, in un utilizzo reale, si percorrono all’ anno 10.000 chilometri, la batteria di accumulatori andrà sostituita dopo 30.000 chilometri con una spesa di circa 20.000 Euro con un costo pari a 0,67 €/km.

I veicoli BEV, non essendo dotati di motore che brucia combustibile liquido e dei conseguenti apparati necessari al suo funzionamento, sono spesso più affidabili e richiedono minore manutenzione. Sebbene i veicoli BEV siano poco diffusi, essi possono trarre vantaggio dagli avanzamenti tecnologici che si stanno realizzando in altri mercati come quello dei telefoni cellulari, dei laptops, dei carrelli elevatori e dei veicoli elettrici ibridi. Le innovazioni nella tecnologia delle batterie elettriche che si sviluppa negli altri mercati possono essere utilizzate al fine di rendere i veicoli BEV sempre più utilizzabili e diffusi.


Prestazioni di accelerazione

Molte delle vetture elettriche di oggi sono capaci prestazioni in accelerazione che eccedono quelle di veicoli a benzina della stessa potenza. I veicoli elettrici possono utilizzare una configurazione diretta motore-ruota che aumenta l’efficienza nell’erogazione della potenza. Il fatto che possono avere molteplici motori collegati direttamente alle ruote permette a ciascuna ruota di essere sia propulsiva che frenante, cosa che aumenta la trazione.

In alcuni casi, il motore può essere alloggiato direttamente nella ruota, come nel disegno noto come “Whispering Wheel“, che abassa il centro di gravità complessivo del veicolo e riduce il numero di parti in movimento. Quando non sono dotate di un asse, di un differenziale, oppure della trasmissione, i veicoli elettrici godono di una minore inerzia rotazionale del treno direzionale. Un sistema senza ingranaggi, o con un solo ingranaggio in alcuni BEV elimina la necessità di un cambio a marce, dando all’auto un accelerazione e frenata più dolce. Si consideri inoltre che i motori elettrici, con i moderni sistemi di alimentazione, possono lavorare a potenza o a coppia costanti; i motori a combustione interna hanno una propria curva caratteristica, seguendo la quale i regimi di coppia e potenza massime si hanno in zone molto limitate della velocità di rotazione, in genere verso i 2/3 della velocità massima per la coppia e 4/5 per la potenza.

Alcune vetture elettriche da corsa (”simil dragster”) hanno motori elettrici, con cambi e trasmissioni a due marce per incrementare la velocità massima fino a 160 km/h Hedlund, R. (2006) “The 100 Mile Per Hour Club” National Electric Drag Racing Association list at nedra.com
accessed 5 July 2006 Hedlund, R. (2006) “The 125 Mile Per Hour Club” National Electric Drag Racing Association list at nedra.com accessed 5 July 2006.


Batterie

Le Batterie ricaricabili utilizzate nei veicoli elettrici includono la pila zinco-aria, l’ accumulatore piombo-acido (”innondate” e VRLA), il NiCd, il tipo a NiMH, le litio-ione, le Li-ion polimero.

Le batterie sono tipicamente il componente più costoso dei BEV. Sebbene il costo di fabbricazione della batteria sia elevato, l’ aumento della loro produzione può portare ad un abbassamento dei costi nel momento in cui la produzione dei BEV avesse le stesse dimensioni della attuale produzione dei veicoli a combustione interna. Le nuove tecnologie di produzione delle batterie, competitive in termine di costo con i motori a combustione interna, consentiranno un importante abbassamento dei costi nel momento in cui decadranno i relativi brevetti

A partire dalla fine degli anni 90, lo sviluppo di nuove tecnologie per le batterie è stato pilotato dalla impetuosa crescita della domanda di computer portatili e di telefoni cellulari, con la richiesta da parte dei consumatori di schermi più larghi e più luminosi e di batterie di durata più lunga; ciò ha pilotato la ricerca e lo sviluppo in quel settore. Il mercato dei BEV ha utilizzato i progressi ottenuti in quel settore. Se il mercato dei BEV dovesse crescere esso contribuirà alla ricerca e allo sviluppo di nuove tecnologie relative alle batterie.


Carica

Le batterie delle vetture elettriche devono essere ricaricate periodicamente (vedi anche Sostituzione delle batterie, più sotto). Le VE solitamente vengono caricate dalla rete elettrica. In questo caso l’energia è generata da una varietà di risorse come il carbone, l’energia idroelettrica, l’olio combustibile o il gas naturale o infine, fuori d’Italia l’energia nucleare.

Le batterie possono essere ricaricate mentre il veicolo viene guidato grazie al freno rigenerativo. Sono sono state sperimentate alcune fonti di energia ausiliarie, come la cella fotovoltaica.

Nell’ auto ibrida l’elettricità può essere prodotta da un generatore mosso da un motore a combustione interna. Anche se non si tratta in senso stretto di una BEV, la concept car Ford Reflex dispone di celle fotovoltaiche all’esterno per aiutare ad alimentare il suo sistema di potenza ibrido.

Il tempo di ricarica viene determinato principalmente dalla corrente trasmissibile da parte della connessione alla rete elettrica. La potenza normalmente disponibile in una presa di corrente domestica va da 1.5 kW (negli USA, Canada, Giappone, e paesi con tensione 110 V) fino a 3-6 kW (in paesi con corrente a 240 V). In Italia è abbastanza comune il contratto 6kW di connessione alla rete, ma si potrebbe evidentemente utilizzare correnti più alte. Si pensi che i carrelli elevatori, la cui maggioranza è azionata da un motore elettrico, ricaricano batterie da 6-700 Ah in pochissime ore con connessioni a prese dell’ordine di 10 - 12 kW]].

Al livello di 10 Kw, anche ricaricare una piccola batteria di 250 Ah (20,4– 50 Km), richiederebbe circa un ora. Questo è davvero poco rispetto alla velocità nel fornire potenza di una normale pompa di benzina, che può fornire 5.000 kilowatt. Anche se la potenza somministrata fosse maggiore, molte batterie non accettano la carica a velocità maggiori rispetto al loro tasso di ricarica (”C1″). (Questo implica che se oggi fate la coda per rifornire la vostra auto di benzina, per ricaricare la batteria del vostro BEV la coda sarà da 50 a 500 volte più lunga !)


Sistemi per la ricarica veloce

Nel 1995, alcune stazioni di carica, ricaricavano le VE in un ora. Nel novembre del 1997, la Ford acquistò un sistema di ricarica-veloce prodotto dalla AeroVironment chiamato “PosiCharge” per sperimentarlo nella sue flotte sperimentali di VE Ranger, che riuscivano a caricare i loro accumulatori piombo-acido in tempi tra i sei e quindici minuti. Nel febbraio del 1998, la General Motors annuncia una versione del suo sistema “Magne Charge” che poteva ricare le batterie NiMH in circa dieci minuti, fornendo un autonomia da 96 a 160 km Anderson, C.D. and Anderson, J. (2005) “New Charging Systems” Electric and Hybrid Cars: a History (North Carolina: McFarland & Co., Inc.) ISBN 0-7864-1872-9, p. 121..

Nel 2005, la Toshiba aveva costruito un dispositivo portatile che dichiarava come capace di ricevere un ricarica del 80% circa 60 secondi Toshiba Corporation (2005) “Toshiba’s New Rechargeable Lithium-Ion Battery Recharges in Only One Minute” dichiarazione alla stampa in toshiba.co.jp (5 luglio 2006) . Aumentando queste caratteristiche di potenza alla scala della batteria da 65 Ah si avrebbe bisogno di un picco di potenza di circa 340 kW. Non è molto chiaro se questo tipo di batterie sarebbero ricaricate direttamente nei BEV, dal momento che la generazione di calore le renderebbe poco sicure.

A molte persone non serve una ricarica veloce perché ad una certa ora della giornata dispongono di sufficiente tempo (da 6 a 8 ore), di giorno nel parcheggio del luogo di lavoro, oppure di notte nel parcheggio di casa. Dal momento che durante la ricarica l’auto non deve essere vigilata, ci vuole meno di 1/2 minuto per attaccare alla presa oppure staccare il proprio veicolo. Molti guidatori di BEV preferirebbero rifornirsi a casa, evitando la congestione ed il vaiggio alla stazione di servizio. In alcune ditte “ecology-minded” alcuni parcheggi hanno delle prese di corrente per veicoli elettrici, provviste di sistemi di ricarica automatizzati.


Alimentazione dell’auto elettrica dalla colonnina (per conduzione o induzione)

La connessione dell’auto alla colonnina erogatrice può avvenire fondamentalmente in due modi:

  • Per mezzo di un collegamento galvanico (accoppiamento conduttivo), costituito semplicemente da un cavo flessibile che termina in un connettore a tenuta. In questo caso verrebbe erogata corrente continua a bassa tensione, prodotta da un adeguato carica-batte