Laptop

June 30, 2008

Austin-Putilov (autoblindo) - noti quantitativi

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 11:55 pm

Le autoblindo Austin-Putilov,prodotte in grandi quantitativi,utlizzavano un progetto inglese,ma furono per la maggior parte prodotte ed utilizzate in Russia.I Russi utilizzarono come base lo scafo di un autocarro e lo modificarono considerevolmente per renderlo adatto alle dure condizioni dell’ambiente russo.Alcuni esemplari furono trasformati in semicingolati,e ad alcuni fu aggiunta una maggiore corazzatura.Sia in termini di numeri che di prestazioni,Le Austin-Putilov erano le più importanti autoblinde russe della Prima guerra mondiale.Molte furono utilizzate durante la Rivoluzione russa e la Guerra civile russa.Dopo il 1918 qualcuna fu usata dall’esercito polacco,e i polacchi a loro volta ne vendettero qualcuna al Giappone.

Surplus di capitale - l’organizzazione ha

Filed under: Uncategorized — admin @ 3:40 pm

Il surplus di capitale in un’organizzazione deriva dall’attività produttiva della stessa. Durante lo svolgimento di attività collettive avviene la creazione di valore che è comune a tutti i soggetti che compongono l’organizzazione.

Parte di questo valore serve per retribuire i membri dell’organizzazione, mentre l’altra parte di questo valore generato dall’attività produttiva dell’organizzazione è il surplus vero e proprio.

In un’organizzazione, sarà il governante (secondo Grossman e Hart il governante è un individuo insostituibile all’interno dell’organizzazione, qualora dovesse venire a mancare il governatore l’organizzazione crollerebbe) a decidere che cosa fare del profitto residuale (surplus) dell’organizzazione. Se non fosse presente un governante ci sarebbero conflitti, incertezza e indeterminazione tra gli individui che partecipano all’attività produttiva collettiva. È da qui che nasce la necessità di creare un’organizzazione formale.

Pretty Cure - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 8:10 am
anche noto come PreCure o PuriKyua, è una serie anime del genere mahō shōjo (o maghette) prodotta dalla Toei Animation e dalla Asahi Broadcasting Corporation (ABC, Japan). Un episodio dura all’incirca 20  minuti.

Secondo i sondaggi delle emittenti giapponesi, lo show è seguito principalmente da ragazzine, adolescenti più grandi e da giovani maschi, che insieme costituiscono la base per il vasto merchandising legato alla serie.

Oltre al Giappone, Corea e Taiwan, la serie è trasmessa in alcuni paesi occidentali tra cui Italia, Germania e Stati Uniti. In Italia attualmente (2006) la serie è trasmessa da Rai Due all’interno del contenitore Random in fascia mattutina (8.00) mentre inizialmente era collocato in fascia pomeridiana. La prima serie è stata trasmessa in Italia dal 17 ottobre 2005 all’8 febbraio 2006. Le repliche sono iniziate da capo il 27 marzo 2006 sempre alle 8.00 del mattino e riprese dalla 27ª in giugno.

La prima serie è stata seguita dalla seconda serie Pretty Cure Max Heart (sequel della prima), poi c’e’ stata una terza serie(questa volta completamente slegata) dal titolo Pretty Cure Splash Star, nella quale non compaiono Nagisa e Honoka ma ci sono altre due combattenti: Saki e Mai che è stata trasmessa in Giappone dal 5 febbraio 2006 sempre dalla Asahi Broadcasting Corporation, infine è in programmazione la quarta serie Yes! Precure 5.


Trama

Due ragazze di seconda media (nella prima serie), Honoka Yukishiro e Misumi Nagisa, combattono le forze del Regno delle Tenebre, una dimensione di malvagi che invasero il Giardino della Luce obbligando alla fuga due dei guardiani di quelle terre, Mipple e Mepple. Sono le Pretty Cure, protettrici della Luce.

Per mimetizzarsi nel mondo reale, Mipple e Mepple assumono le sembianze di telefonini. La prima serie coinvolge Cure Black e Cure White nella ricerca delle Pietre Prismatiche. Le pietre sono protette dal Guardiano, Wisdom il Saggio, e permetteranno di riparare al danno inferto dal Regno delle Tenebre al Giardino della Luce.

Più avanti nella serie Pollun, principe del Giardino della Luce, si aggiunge alla compagnia che, a differenza di Mipple e Mepple, assume le sembianze di un laptop con mouse annesso per mimetizzarsi.

A differenza della maggior parte delle ragazze magiche le Pretty Cure impiegano ampiamente la forza fisica: lo spettacolo sconta questo fatto nella messa in onda italiana, in cui alcune scene risultano tagliate con sensibile rammarico degli appassionati.

Ad ogni modo, i danni causati dallo scontro delle due con i soldati dell’esercito delle tenebre sono magicamente riparati dopo ogni vittoria.

Nel sequel Pretty Cure Max Heart, una misteriosa ragazza, Hikari Kujou, si unisce al duo.


Critica

Pretty Cure introduce alcuni elementi di freschezza nel genere mahō shōjo, tra cui:

  • una maggiore fisicità nei combattimenti
  • presenza frequente del tema sportivo (lacrosse e calcio)
  • frequenza di storie incentrate sui personaggi secondari, ad es. gli episodi 35, 38 (Ryota), 39 (Yoshimi), 43, 45

Più in generale la sceneggiatura dimostra una maggiore attenzione alle storie dei singoli episodi e all’evoluzione dei rapporti fra i personaggi. Le maggiori forzature si avvertono negli elementi spiccatamente di genere, quali la ripetitività delle sequenze di trasformazione e di taluni combattimenti, che discendono dall’obbligo narrativo ad incontrare il cattivo di turno almeno una volta ad episodio.


Curiosità

  • Nel 10º episodio (Un compleanno movimentato) il rapinatore più alto sembrerebbe doppiato da Corrado Conforti (doppiatore di Kunio Murai in Great Teacher Onizuka).
  • Il prof. Brainstorm è l’idolo di Honoka. La foto incorniciata in camera sua notata da Nagisa in una delle prime cinque puntate lo ritrae che fa la linguaccia, come la celebre foto di compleanno Einstein. Nella 11ª puntata (Una nuova nemica) scopriamo che il professore è morto dieci anni prima non riuscendo a concludere la sua ricerca sulla «verità ultima» dell’universo, analogamente ad Einstein, che non riuscì mai a realizzare il suo sogno di arrivare ad una Teoria unificata delle leggi fisiche, e a cui si stava dedicando prima della morte.
  • Dietro l’idea di base di Pretty Cure c’è un pizzico di filosofia orientale; infatti, le due protagoniste rappresentano il Tao, l’insieme dei due princìpi opposti che si uniscono generando armonia. L’estroversa e sportiva Nagisa rappresenta lo Yang, il positivo; la più placida e riflessiva Honoka è invece lo Yin, il negativo, l’agente moderatore. Nella lotta contro il male, le due ragazze non possono fare a meno l’una dell’altra.


Incongruenze

  • Nel quarto episodio, Scontro nel museo, Mipple sostiene di essere giunta sulla Terra nel 1904 sempre camuffata da telefono cellulare. In un precedente episodio le due creature del Giardino della luce affermano però di aver assunto la forma degli oggetti più comuni del tempo. È improbabile che nel 1904 i telefonini rientrassero nella categoria.
  • Lo stesso si può dire per Il valore della speranza, dove il telefonino compare nei flashback della nonna di Honoka.
  • Nell’episodio Una nuova nemica: Poisonny le Pretty Cure per liberare le persone sotto l’influsso di Poisonny chiamano la terapia arcobaleno (riconoscibile dalla sfera arcobaleno) come il doppio vortice.


Episodi


Personaggi


Trasformazioni


Doppia Aurora Boreale

L’henshin attraverso grazie a cui Honoka e Nagisa si trasformano in Pretty Cure.

Nella trasformazione pronunciano queste parole:

[Cure Black] Sono Cure Black, la protettrice della luce!
[Cure White] Sono Cure White, la protettrice della luce!
[Cure Black & Cure White] Siamo le Pretty Cure!
[Cure White] Soldato dell’esercito delle tenebre…
[Cure Black] …tornatene subito da dove sei venuto!


Attacchi

Gran fulmine nero! Gran fulmine bianco! Doppio vortice delle Pretty Cure! 
Questo attacco scatena due fulmini, uno bianco e uno nero, che si combinano in un vortice per colpire il nemico. La sua forza dipende da quanto forte Cure Black e Cure White si tengono per mano. È usato prevalentemente contro oggetti inanimati.
Spirale nera! Spirale bianca! Terapia dell’Arcobaleno delle Pretty Cure! 
Più che un attacco è una cura usata su umani ed animali per guarirli da influenze maligne. Cure Black e Cure White formano una sfera composta da cerchi bianchi e neri che poi formano una sfera color arcobaleno che scaccia Zakenna dal corpo posseduto. È usato la prima volta nel sesto episodio e poi nel 15º.
Tempesta Arcobaleno delle Pretty Cure 
Come per il Doppio vortice, l’attacco si scatena quando le Pretty Cure congiungono le mani. L’attacco necessita dei due bracciali dell’arcobaleno lanciati da Pollun alle due. Il risultato è un potente fascio di luce color arcobaleno, utilizzato la prima volta in Il segreto di Pollun.


Mercato e trasmissioni nel mondo

La Toei ha rilasciato le licenze per la trasmissione di Pretty Cure in diversi paesi oltre al Giappone (ABC TV, TV Asahi, Animax) e l’Italia (Rai Due): in Europa Spagna (Cuatro) e Germania (RTL II); in Asia Corea (SBS (Korea)) e Taiwan YOYO TV; in America negli Stati Uniti (4Kids TV).

Di pari passo con la diffusione del programma, sono state rilasciate licenze specifiche per i prodotti legati alla serie. Dall’abbigliamento alle penne, dai giocattoli fino ai videogiochi, nel solo mercato giapponese al marzo del 2005 si contavano oltre 600 prodotti differenti per vendite attorno ai 600 milioni di dollari[1].
Il videogioco di Pretty Cure, Ariena-I! Yumenokunihadaimeikyu, pubblicato nel 2004 da Bandai, ha venduto 90.000 copie, il record annuale di vendite per un videogioco con personaggi femminili.


Edizione italiana

Nel riquadro laterale l’elenco dei professionisti impegnati nella edizione italiana mandata in onda Rai Due, così come appaiono nei titoli (minime aggiunte). Seguono alcune note sulla localizzazione. Il doppiaggio è curato da La BiBi.it, sotto la direzione del doppiaggio di Flavio Cannella.

  • Edizione italiana a cura di Annalisa Vasselli.
  • Il testo della sigla della versione italiana è di Bruno Tibaldi, cantata da Giorgia Alissandri per Rai Trade (2005).


Doppiaggio

  • Perla Liberatori: Nagisa MisumiInformazioni tratte dai titoli di coda italiani e, per i personaggi meno ricorrenti che lì non compaiono, da [2] (vedi anche Collegamenti esterni).
  • Monica Vulcano: Honoka Yukishiro
  • Maria Letizia Scifoni: Hikari Kujou/Shiny Luminous
  • Paola Majano: Mepple
  • Diego Reggente: Re Jaaku
  • Alessio Cigliano: Pisard
  • Laura Romano: Poisonny
  • Mirko Cannella: Kiriya
  • Alberto Angrisano: Ilkubo
  • Tatiana Dessi: Ryota
  • Daniela Calò: Rie
  • Paola Piccinato: Sanae
  • Sabrina Duranti: Yumiko Nakagawa
  • Federica De Bortoli: Yuka Odajima (ep. 16)
  • Laura Latini: Moko (ep. 22)
  • Monica Gravina: anticipazioni


Dialoghi e suono

  • Raffaella Caso
  • Patrizio Cigliano
  • Maurizio Fiorentini
  • Luca Intoppa
  • Paola Valentini
  • Evita Zappaddu
Suono 
NC
Mixage 
Riccardo Canino
Postproduzione video 
Pigreco audio video service


Note alla edizione italiana

  • Nagisa [na·’gi·sa], なぎさ in hiragana, nel doppiaggio italiano diventa [na·’dʒi·za], cioè la seconda sillaba si legge come si scrive in italiano, sostituendo la consonante occlusiva velare sonora (la g di /gatto/) con una affricata postalveolare sonora (la g di /giorno/). La fricativa alveolare sorda della terza sillaba diventa sonora.


Note


Seconda serie: Pretty Cure Max Heart

Il doppiaggio è stato curato da La BiBi.it e si è concluso nell’ottobre/novembre 2006. La messa in onda italiana è partita dal 4 maggio 2007 nella fascia mattutina (7:45) di Rai Due per tre volte alla settimana (lunedì, mercoledì, venerdì) alternato a Monster Allergy, e da Lunedì 11 giugno, Raidue sposta pretty cure alle ore 08.35.


Voci correlate

  • Mahō shōjo


Collegamenti esterni


Siti ufficiali


Toei Animation

  • Pretty Cure (Max Heart, Max Heart Movie, Max Heart 2 Movie Edition) Siti ufficiali delle serie.
  • Sito ufficiale della quarta serie: Pretty Cure Yes! Precure 5, programmata per la messa in onda in Giappone nel 2007.
  • Pretty Cure Official Site for Business Oppotunities Mantenuto dalla Toei, contiene l’elenco aggiornato dello stato di rilascio delle licenze per merchandising, video e trasmissione nei singoli paesi.


Emittenti

  • ABC (Japan) Pretty Cure Homepage Pagina dell’anime sul sito dell’ABC Japan
  • SBS Pretty Cure Homepage (Official Korea Version of Pretty Cure)


Schede

  • Scheda dei doppiatori di Pretty Cure su AntonioGenna.net

Selezione della città organizzatrice della XXXII Olimpiade - 2007 l’organizzazione

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 6:40 am

I XXXII Giochi Olimpici si disputeranno nel 2020.

Attualmente il Comitato Olimpico Internazionale non ha ancora iniziato le fasi preliminari per l’organizzazione di questi giochi. Si spera che le città candidate si presentino ufficialmente nel 2011. La città vincitrice sarà verosimilmente annunciata a metà del 2013 in una sessione plenaria del CIO.


Supposizioni

Non esistono al momento candidature ufficiali, ma alcune città (e nazioni) hanno dichiarato l’intenzione a partecipare alla corsa per l’organizzazione:

  • Busan, Corea del Sud
  • Città del Capo, Sudafrica
  • Minneapolis, USA
  • Messico
  • Copenaghen, Danimarca
  • Milano o Roma, Italia
  • Praga, Repubblica Ceca
  • Valencia, Spagna
  • Istanbul, Turchia Istanbul per il 2020[1]


Note


Collegamenti esterni

  • Gamesbids.com, La principale fonte sulla candidatura olimpica

June 29, 2008

Percoca giallona di Siano - che siano

Filed under: Uncategorized — Tags: , , — admin @ 6:20 pm

La “percoca giallona di Siano” è una varietà molto particolare del frutto commestibile prodotto dal pesco (Prunus persica). La regione Campania ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento per la Percoca giallona di Siano di prodotto tradizionale


Descrizione

Presenta un frutto di media pezzatura, di forma rotonda, con epidermide gialla e sovracolore rosa, polpa giallo chiaro, molto consistente e di ottimo sapore. La zona di produzione tipica è la vallata di Siano.
È consumata quasi sempre associata al vino rosso o bianco, immersa in brocche di ceramica.

June 28, 2008

Internet Protocol - rete. Per

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 6:25 pm

L’Internet Protocol (IP) è un protocollo di rete a pacchetto; secondo la classificazione ISO/OSI è di livello rete (3).

La versione correntemente usata del protocollo IP è detta anche IPv4 per distinguerla dalla più recente IPv6, nata dall’esigenza di gestire meglio il crescente numero di computer connessi ad Internet.

IP è un protocollo di interconnessione di reti (Inter-Networking Protocol), nato per interconnettere reti eterogenee per tecnologia, prestazioni, gestione.

I protocolli di trasporto utilizzati su IP sono soprattutto TCP e UDP.


Voci correlate

  • Indirizzo IP
  • IPv4
  • IPv6


Collegamenti esterni

  • RFC 791 - Internet Protocol Specification
  • RFC 1918 - Address Allocation for Private Internets

June 27, 2008

Cirene - Libia

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 9:15 pm
  • Cirene - Antica città della Libia.
  • Cirene - Figura della mitologia greca.
  • 133 Cyrene - Asteroide scoperto nel 1873.
  • Cirene - Nome femminile italiano.
  • CIRENE - Acronimo di CISE REattore a NEbbia, un reattore nucleare originale italiano abbandonato a seguito del referendum antinucleare

Ordine della Compagnia di Maria Nostra Signora - compagnia ha

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 2:25 pm

L’Ordine della Compagnia di Maria Nostra Signora è un istituto femminile cattolico di vita consacrata: le religiose di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla O.D.N. (dal latino Ordo Dominae Nostrae).


Storia

L’istituto venne fondato dalla nobildonna francese Giovanna de Lestonnac (1556-1640): vedova dal 1595, rifiutata dalle monache fogliantine di Tolosa, si ritirò a Bordeaux dedicandosi alla cura dei malati poveri; figlia spirituale dei gesuiti, progettò di creare nel capoluogo aquitano una congregazione religiosa femminile ispirata al modello della Compagnia di Gesù e dedita all’istruzione ed all’educazione cristiana delle fanciulle, specialmente quelle povere.

Con l’aiuto dei padri de Bordes e Raymond ne redasse le costituzioni, che vennero approvate il 25 marzo del 1606 dall’allora arcivescovo di Bordeaux, il cardinale François d’Escoubleau de Sourdis, e da papa Paolo V il 7 aprile del 1607.

L’ordine si diffuse rapidamente: nel 1640, alla morte della Lestonnac, contava già 30 case.


Attività e diffusione

Le suore della Compagnia di Maria Nostra Signora si dedicano ancora oggi all’educazione della gioventù.

Alla fine del 2006 la congregazione contava 209 case e 1828 religiose.


Collegamenti esterni

  • Lestonnac.org, il sito ufficiale della Compagnia di Maria Nostra Signora

Syn - l’accesso

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 3:50 am

Syn è una dea della mitologia norrena, appartenente alla stirpe degli Æsir. Di lei non sia quasi nulla. Snorri riferisce unicamente che suo è il compito di guardiana delle soglie, per impedire l’accesso a chi è interdetto. Altro suo ruolo è quello di avvocata nelle assemblee: il suo nome viene difatti invocato quando si voglia respingere un’accusa falsa. Il suo nome significa appunto “ricusa” o “negazione”.

June 25, 2008

Giusi Cataldo - ricaricabile con

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 12:45 pm

Si è formata in teatro con Vittorio Gassman e Gigi Proietti, e al cinema con Mario Monicelli, Carlo Verdone e Carlo Carlei.

Nel 1988 gira Compagni di scuola un film di Carlo Verdone.

Esordisce come regista con il testo Le voci buie, scritto a quattro mani con Caronna, con cui ha vinto il premio “Astiteatro 1993″. Il testo ha un chiaro spunto autobiografico: i genitori di Giusi sono entrambi sordomuti.

Nicholas Caglioni - Nicholas Negroponte

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 12:30 pm

Nicholas Caglioni (Nembro, 14 gennaio 1983) è un calciatore italiano che riveste il ruolo di portiere. È alto 189 cm e pesa 83 chilogrammi.


Carriera

Inizia la carriera nelle giovanili dell’Atalanta, ma la sua prima esperienza in prima squadra è del 2001/02 nel Fanfulla in Serie D.

L’anno dopo passa all’Uso Calcio, sempre in Serie D.

Nel 2003-2004 fa un salto di categoria e passa in Serie C2 nell’Aglianese. L’anno dopo torna all’Uso Calcio, dove però non trova spazio.

Nel 2005-2006 passa al Messina, in Serie A come secondo portiere. Qui colleziona 4 presenze e subisce 7 gol. Esordisce in massima divisione il 28 agosto 2005 nella partita Lazio-Messina, terminata 1-0 per i padroni di casa. Attualmente milita nel Messina.

Nel marzo 2007 è stato sospeso dalla corte disciplinare per essere risultato positivo alla cocaina in un controllo antidoping effettuato dopo la partita contro il Catania dell’11 febbraio.

June 24, 2008

Sioux Falls Arena - sebbene

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 1:30 am

La Sioux Falls Arena è un palazzetto polifunzionale in grado di ospitare 8000 posti a sedere, sebbene ne contenga 4800 durante le partite di hockey. La struttura si trova a Sioux Falls, nel Dakota del Sud.

In questo palazzo dello sport hanno sede, la squadra di pallacanestro Sioux Falls Skyforce, quella di arena football Sioux Falls Storm e i Sioux Falls Stampede, la locale squadra di hockey su ghiaccio.


Collegamenti esterni

  • Sito ufficiale

Great Zeppelin: A Tribute to Led Zeppelin - Home Page

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 1:25 am

Great Zeppelin: A Tribute to Led Zeppelin è il nono album in studio dei Great White, pubblicato il 16 marzo 1999 per l’etichetta discografica Cleopatra Records.

Si tratta di un album tributo ai Led Zeppelin completamente composto da cover di questi.


Tracce

  1. In the Light (Jones, Page, Plant) 6:06
  2. Living Loving Maid (She’s Just a Woman) (Page, Plant) 3:30
  3. Ramble On (Page, Plant) 5:11
  4. Since I’ve Been Loving You (Jones, Page, Plant) 6:44
  5. No Quarter (Jones, Page, Plant) 8:03
  6. Tangerine (Page) 3:05
  7. Going to California (Page, Plant)4:11
  8. Thank You (Page, Plant) 4:37
  9. D’Yer Mak’er (Bonham, Jones, Page, Plant) 4:44
  10. All My Love (Jones, Plant) 6:12
  11. Immigrant Song (Page, Plant) 2:21
  12. When the Levee Breaks (Bonham, Jones, Memphis Minnie, Page, Plant) 6:51
  13. The Rover (Page, Plant) 6:00
  14. Stairway to Heaven (Page, Plant) 8:35


Formazione

  • Jack Russell - Voce
  • Mark Kendall - Chitarra
  • Michael Lardie - Chitarra, Tastiere
  • Sean McNabb - Basso
  • Audie Desbrow - Batteria

Logografia (storia) - volta

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 12:25 am

La logografia nasce in Ionia, l’ambiente più evoluto del mondo greco. Deriva dal termine “lògos”, parola,ciò sta ad indicare che questo genere è scritto in prosa e non più in versi. Il termine “logografo” fu usato per la prima volta da Tucidide per indicare i suoi predecessori che si sono dedicati alla trattazione di eventi storici, con fine più edonistico che didattico, essendo le opere logografiche destinate alla lettura pubblica.

I logografi cercarono per la prima volta di razionalizzare il patrimonio mitico precedente e di introdurre la concezione lineare della storia.

Il primo logografo fu Ecateo di Mileto che scrisse quattro libri di Genealogie.

June 23, 2008

Lingua nazionale - scuole o

Filed under: Uncategorized — admin @ 10:20 am

Una lingua nazionale è una lingua considerata propria da una nazione o da uno Stato, con gradi di riconoscimento ufficiale che variano da uno Stato all’altro. Talvolta l’espressione “lingua nazionale” viene considerata come un sinonimo di “lingua ufficiale” di uno Stato, ma non vi è una perfetta identità tra i due termini.

Molti paesi, infatti, prevedono nella loro costituzione, riconoscimenti diversi per la lingua ufficiale (o le lingue ufficiali), il cui uso viene richiesto in tutto il territorio dello Stato e una o più altre lingue “nazionali”, spesso di estensione territoriale limitata, che possono avere riconoscimenti ufficiali (ad esempio l’insegnamento nelle scuole), ma solo in ambiti territoriali limitati.

Per esempio, il Niger riconosce il francese come lingua ufficiale, insegnata in tutte le scuole e utilizzata dovunque nell’amministrazione, ma accorda anche a tutte le lingue parlate nel paese (una ventina) lo statuto di “lingua nazionale”, con vari gradi di riconoscimento e di tutela.

June 21, 2008

Badge of Honour UEFA - guadagnato

Filed under: Uncategorized — Tags: , , — admin @ 12:25 pm

Il Badge of Honour (Stemma onorifico) è un riconoscimento istituito nella stagione 2000/01 dall’UEFA, il massimo organismo calcistico europeo, e assegnato ai club che si siano laureati tre volte consecutive campioni d’Europa, oppure lo siano stati almeno cinque volte anche non consecutive. Ai fini dell’assegnazione di tale titolo onorifico vengono computate sia le eventuali vittorie nella Coppa dei Campioni (fino alla stagione 1991/92) che quelle nella Champions’ League (dalla stagione 1992/93 a oggi).

Tale stemma, prodotto in numero limitato di esemplari e distribuito a ogni inizio di stagione in via diretta ed esclusiva dall’UEFA ai club partecipanti alla Champions League che ne abbiano titolo, consiste in un ovale blu riproducente il logo della competizione (un pallone da calcio formato da stelle) e il numero di Coppe vinte. Lo stemma può essere usato solo durante le partite della Champions’ League stessa.

Attualmente le squadre che hanno titolo a indossare il Badge of Honour sulle proprie maglie sono:

  • Real Madrid (9 titoli, di cui 6 Coppe dei Campioni (5 consecutive) e 3 Champions’ League);
  • Milan (7 titoli, di cui 4 Coppe dei Campioni e 3 Champions’ League);
  • Liverpool (5 titoli, di cui 4 Coppe dei Campioni e 1 Champions’ League);
  • Ajax (4 titoli, di cui 3 Coppe dei Campioni consecutive dal 1971 al 1973, e 1 Champions’ League);
  • Bayern Monaco (4 titoli, di cui 3 Coppe dei Campioni consecutive dal 1974 al 1976, e 1 Champions’ League).

I club insigniti del Badge of Honour, inoltre, acquisiscono il diritto di mantenere in via permanente la Coppa vinta. Le squadre vincitrici che ancora non abbiano guadagnato tale diritto possono mantenere esposta nella propria sala dei trofei una riproduzione della Coppa della scala massima dell’80% rispetto alle dimensioni di quella originale.


Voci correlate

  • UEFA Champions League

June 20, 2008

Project 1950 - project 15

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 2:35 pm

Project 1950 è il quarto album della nuova incarnazione del gruppo horror punk The Misfits, pubblicato nel 2003 da Rykodisc. Si tratta di un album di cover di canzoni Rock & Roll anni cinquanta. Alcune delle cover include Monster Mash and Great Balls of Fire.L’album segna l’esordio del bassista Jerry Only come prima voce. Ad eccezione di Only, nessun membro del gruppo dell’album precedente è tornato per Project 1950.


Tracce

  1. This Magic Moment (Pomus/Shuman) - 2:35
  2. Dream Lover (Darin) - 2:27
  3. Diana (Anka) - 2:09
  4. Donna (Valens) - 2:33
  5. Great Balls of Fire (Blackwell/Hammer) - 1:50
  6. Latest Flame (Pomus/Shuman) - 2:16
  7. Monster Mash (Capizzi/Pickett) - 2:37
  8. Only Make Believe (Nance/Twitty) - 2:15
  9. Runaway (Crook/Shannon) - 2:24
  10. You Belong to Me (King/Price/Stewart) - 3:10


Bonus DVD

  1. “This Magic Moment”
  2. “Dream Lover”
  3. “Diana”
  4. “Donna”
  5. “Runaway”
  • Le tracce 1-4 sono registrate dal vivo al Phillips US Open Snowboarding Championships
  • La traccia 5 è registrata live al The World di New York

Materiale Bonus

  • Day the Earth Caught Fire: Live in NYC- Misfits with Balzac
  • The Haunting/Don’t Open ‘Till Doomsday: Live in Japan- Balzac with Misfits
  • Day the Earth Caught Fire: Live in Japan- Balzac with Misfits
  • The Haunting/Don’t Open ‘Till Doomsday- Balzac
  • Out of the Blue- Balzac


Formazione

  • Jerry Only - basso, voce
  • Marky Ramone - batteria, percussioni
  • Dez Cadena - chitarra
  • John Cafiero - Seconda voce su Dream Lover, Monster Mash e Runaway
  • Ronnie Spector - Seconda voce su This Magic Moment e You Belong to Me
  • Jimmy Destri - Tastiere su Runaway e Great Balls of Fire
  • Ed Manion - Sassofono su Diana e Runaway


Collegamenti esterni

  • Scheda su Amazon

June 19, 2008

Enter Shikari - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 6:35 pm

Gli Enter Shikari sono un gruppo Nu Metal/Dance metal/Emotional Metalcore britannico proveniente da St. Albans, una località vicino Londra. Hanno debuttato nel 2007 con l’uscita del loro disco Take to the Skies.
La band mescola il metalcore, con il post-rock, la techno e l’elettronica, tanto da crearsi un genere tutto loro: infatti la musica della band è a metà strada tra il metal dei Sepultura, la techno dei Prodigy.


Biografia

La band si trasferisce a Londra nel 2003: pubblica due ep (Sorry You’re Not the Winner, Nodding Acquitance) che rilasciano prima facendo da spalla nei tour ad altre band, ma poi a dei loro concerti. Nell’agosto del 2006 la band rilascia un singolo su iTunes(Mothership), divulgando così la fama tramite il web. Nel gennaio 2007, la band incide un ep contenente i singoli presenti successivamente nel loro disco d’esordio, aggiudicandosi due titoli di premiazione da NME come “miglior band metal del 2007″ e da Kerrang! come “miglior band britannica del 2007″. Nel maggio del 2007 esce Take to the Skies, il loro primo album d’esordio, che consacra il successo della band.


Membri

  • Roughton «Rou» Reynolds - voce, sintetizzatori
  • Liam «Rory» Gerard Clewlow - chitarra, sintetizzatori, laptop
  • Chris Batten - basso, tastiere
  • Rob Rolfe - batteria


Discografia


Album

  • Take to the Skies (2007)


Ep

  • Nodding Acquaintance (2003)
  • Sorry You’re Not a Winner (2003)
  • Anything Can Happen in the Next Half Hour (2004)


Singoli

  • Mothership (2006)
  • Sorry You’re Not a Winner / OK, Time for Plan B (2006)
  • Anything Can Happen in the Next Half Hour (2007)
  • Jonny Sniper (2007)

Cabina telefonica - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 1:10 am

Con cabina telefonica si intende un punto telefonico pubblico, costituito da un box prefabbricato con all’interno un apparecchio a gettoni o a schede telefoniche.

La cabina telefonica è in origine una struttura dotata di una porta per garantire un minimo di privacy a chi la sta usando, e di una finestra, o di una serie di vetrate, per mostrare quando la cabina è in uso. Nella cabina è in alcuni casi possibile, in passato anche in Italia, trovare un elenco telefonico locale, e in alcuni spazi di grande formalità, per esempio negli alberghi, anche di carta, penna e un appoggio per sedersi.

Una cabina telefonica pubblica, sita all’aperto, è generalmente costruita di poche parti estremamente resistenti, come l’acciaio e la plastica, per resistere alle intemperie e all’uso; al contrario, una cabina posta all’interno di un edificio, (conosciute anche come silence cabinet nel mondo anglosassone, per la presenza di porte e pareti insonorizzate) è generalmente costruita con più cura. In Italia, le cabine telefoniche sono normalmente dei box prefabbricati in materiale metallico, con ante e pareti in vetro trasparente. Spesso, soprattutto in locali chiusi quali stazioni ed aeroporti, si trovano cabine aperte in plexiglass.

Le cabine telefoniche si diffusero in tutti i Paesi industrializzati a partire dagli anni ‘10 del XX secolo. A partire dagli anni ‘70 i telefoni pubblici furono gradualmente sostituiti in tutto il mondo dai chioschi aperti dotati di telefono, per garantire un accesso più facile ai portatori di handicap e per scoraggiare, con la relativa mancanza di privacy, chiamate troppo lunghe in aree dove le cabine sono sottoposte a un regime di altissima fruizione – come aeroporti, stazioni ferroviarie, o luoghi di grande interesse turistico.

Soprattutto negli aeroporti, è possibile trovare alcune dotazioni speciali installate all’interno delle cabine, come una presa di rete RJ-45 per connettere un computer portatile a Internet, un telefono dotato di telefax o tastiera per inviare SMS, o un dispositivo per persone affette da sordità.

La gran parte delle cabine telefoniche in tutto il mondo sono dotate del logo della Compagnia telefonica cui appartiene la struttura.


Funzionamento

La cabina telefonica normalmente ospita al suo interno una apparecchio telefonico, connesso alla rete telefonica. L’utente può effettuare la telefonata inserendo monete, tessere prepagate o carte di credito. Prima dell’avvento dell’Euro, vi erano in circolazione anche degli appositi gettoni telefonici del valore di uno scatto (200 lire), concepiti appositamente per essere usati con le cabine telefoniche.
Una volta inserita la scheda o le monete, è possibile effettuare la chiamata, che non potrà protrarsi per un tempo superiore a quello concesso dal credito a disposizione; un display sull’apparecchio avvisa comunque costantemente del credito disponibile in modo da poter inserire altre monete o cambiare la scheda telefonica per non perdere la comunicazione.

A differenza della maggior parte delle linee di telefonia fissa, la maggior parte delle cabine telefoniche in Italia, pur avendo un numero telefonico, non sono abilitate alla ricezione e pertanto, a differenza di altri Paesi del mondo, non offrono la possibilità di ricevere chiamate. Ultimamente è possibile ricevere chiamate su cabina solo da alcuni gestori convenzionati con Telecom.


Curiosità

  • Le schede telefoniche delle cabine sono oggetto di collezionismo diffusissimo.
  • In linea con l’assassino è un film del 2002 con Colin Farrell girato quasi esclusivamente inquadrando un uomo all’interno di una cabina telefonica.


Altri progetti

June 18, 2008

Port forwarding - dei computer

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 4:15 am

Nelle reti informatiche il port forwarding, a volte chiamato anche tunneling, è l’operazione che permette il trasferimento dei dati (forwarding) da un computer ad un altro tramite una specifica porta di comunicazione.
Questa tecnica può essere usata per permettere ad un utente esterno di raggiungere la porta di un computer con indirizzo IP privato, all’interno di una rete locale (LAN). Per compiere questa operazione si ha bisogno di un router in grado di eseguire una traduzione automatica degli indirizzi di rete, detta NAT.

Questo permette a computer esterni di connettersi a uno specifico computer della rete locale, a seconda della porta usata per la connessione. Ad esempio:

  • il forwarding della porta 8000 dal router a un computer interno, permette a quel computer di usare il sistema Shoutcast.
  • il forwarding delle porte dalla 6881 alla 6889 dal router a un computer interno, permette a quel computer di usare il sistema di condivisione file BitTorrent.

Nei sistemi Linux, il port forwarding può essere realizzato tramite il sistema netfilter/iptables. Per tale sistema sarà necessario modificare la tabella nat aggiungendo l’obiettivo DNAT alla catena PREROUTING, e l’obiettivo SNAT alla catena POSTROUTING.

Enter Shikari - laptop

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Gli Enter Shikari sono un gruppo Nu Metal/Dance metal/Emotional Metalcore britannico proveniente da St. Albans, una località vicino Londra. Hanno debuttato nel 2007 con l’uscita del loro disco Take to the Skies.
La band mescola il metalcore, con il post-rock, la techno e l’elettronica, tanto da crearsi un genere tutto loro: infatti la musica della band è a metà strada tra il metal dei Sepultura, la techno dei Prodigy.


Biografia

La band si trasferisce a Londra nel 2003: pubblica due ep (Sorry You’re Not the Winner, Nodding Acquitance) che rilasciano prima facendo da spalla nei tour ad altre band, ma poi a dei loro concerti. Nell’agosto del 2006 la band rilascia un singolo su iTunes(Mothership), divulgando così la fama tramite il web. Nel gennaio 2007, la band incide un ep contenente i singoli presenti successivamente nel loro disco d’esordio, aggiudicandosi due titoli di premiazione da NME come “miglior band metal del 2007″ e da Kerrang! come “miglior band britannica del 2007″. Nel maggio del 2007 esce Take to the Skies, il loro primo album d’esordio, che consacra il successo della band.


Membri

  • Roughton «Rou» Reynolds - voce, sintetizzatori
  • Liam «Rory» Gerard Clewlow - chitarra, sintetizzatori, laptop
  • Chris Batten - basso, tastiere
  • Rob Rolfe - batteria


Discografia


Album

  • Take to the Skies (2007)


Ep

  • Nodding Acquaintance (2003)
  • Sorry You’re Not a Winner (2003)
  • Anything Can Happen in the Next Half Hour (2004)


Singoli

  • Mothership (2006)
  • Sorry You’re Not a Winner / OK, Time for Plan B (2006)
  • Anything Can Happen in the Next Half Hour (2007)
  • Jonny Sniper (2007)

June 15, 2008

Lodron - sovraintendere al

Filed under: Uncategorized — Tags: — admin @ 4:10 pm

Lodron, a volte riportato come Lodrone, è il cognome di una famiglia nobile trentina, originaria della piana di Storo. I primi documenti che ne attestano la storia risalgono alla fine del 1100, anche se leggende del passato parlavano di un Silvestro di Lodron partecipante alla prima crociata. Dalla piana di Storo, si estendono a Pieve di Bono con Castel Romano (nella valle del Chiese), in Valvestino a Magasa e in Val Rendena, poi in Vallagarina nel Bresciano e Veronese; successivamente spostano i centri dei propri interessi in terra austriaca, dove nel 1600 un Paride Lodron diventa vescovo di Salisburgo. Dalla fine del Settecento abitano sempre più a Gmünd.


La dinastia dei conti Lodron nel secondo millennio

Il 24 agosto 1189 il vescovo di Trento Corrado II di Beseno, il predecessore di Federico Vanga, affidò in feudo il castello di Lodrone a tredici uomini de “Setauro” (Storo). L’infeudazione era stata preceduta, il 4 giugno, da un accordo giurato nella chiesa di San Floriano di Storo: erano presenti 14 viri illustres del paese, rappresentanti di sette famiglie che si obbligarono ad aiutarsi vicendevolmente per entrare in possesso a titolo di feudo di tutti i beni dati a Calapino di Lodrone, primo personaggio storico di questa casa, piché di lui ne parlava un documento del 27 agosto 1185 col quale il conte Enrico di Appiano rinunciava, a favore del vescovo di Trento, a tutti i suoi possedimenti in Giudicarie facendo eccezione di pochi vassalli tra cui appunto il Lodrone. Non è storicamente documentata la presenza di Silvestro Lodron a fianco di Goffredo di Buglione nella Prima Crociata del 1095 - 1099, come vorrebbe la tradizione popolare dei secoli scorsi.
La famiglia ha origine in Valle del Chiese a nord del lago d’Idro nel Trentino sud occidentale dove ci sono ancora i ruderi del castello ora chiamato di san Giovanni a Bondone di Santa Barbara a Lodrone e Castel Romano a Pieve di Bono. I Lodron seppero approfittare della posizione di confine delle loro terre e delle lotte del Principe vescovo di Trento, di cui furono vassalli, con i conti del Tirolo, i Visconti di Milano, gli Scaligeri di Verona e la Repubblica di Venezia per acquistare poteri, diritti e terre in Giudicarie, in Val Rendena, Val Lagarina, a Trento e in Tirolo, in Piemonte, in Carinzia a Salisburgo e in Baviera.

Paride il Grande era un comandante delle truppe di Venezia nella guerra contro il ducato di Milano. I figli Giorgio e Pietro ricevettero da Venezia il castello di Cimbergo in Val Camonica con la contea e Bagolino. Erano presenti a Roma fra i soldati in armi che facevano onore all’incoronazione di Federico III. Il 6 aprile 1452 Federico III concesse a Giorgio e Pietro e ai loro legittimi eredi il titolo e la dignità di conti dell’Impero. Questi nel 1456 furono incaricati dal principe vescovo di Trento Giorgio II Hack di Themeswald (1446 – 1465) di conquistare le roccaforti di Castelnuovo, Castellano, Nomi e Castelcorno che i Castelbarco non intendevano riconoscere come feudi di Trento e i conti Lodron tennero poi per sé Castelnuovo e Castellano ove si trasferì il conte Pietro Lodron dando origine al ramo vallagarino della dinastia. Nella seconda metà del cinquecento i Lodron estesero la loro influenza nel bresciano a Salò ove ebbero un collegio e un seminario per i chierici del contado e a Concesio dove eressero un palazzo ora noto come palazzo Montini (ove nacque Giovanni Battista Montini divenuto poi Papa Paolo VI.

Cattiva fama si fecero fra i Lodron Marco da Caderzone e la contessa Dina. Il primo fu un figlio illegittimo del ramo insediatosi in Rendena: Marco da Caderzone uno spregiudicato e prepotente bandito che spadroneggiava in valle, autore di un fallito assalto a Castelcorno (1474) e congiurato contro il potere vescovile. Venne decapitato coram populo in piazza Duomo a Trento il 26 maggio 1490. La contessa Dina era sposasta a Ettore un Lodron del ramo di Val Lagarina, che possedeva anche Castel Romano. La leggenda vuole che la contessa, forse non bella e forse non più giovane, fosse divenuta gelosa delle piacenti fanciulle della valle e attirava al castello i più bei giovani del suo dominio per divertirsi con loro (interpretando a modo suo l’jus primae noctis) fino all’alba quando li faceva precipitare in una fossa sul cui fondo si rizzavano lance appuntite.

Un Lodovico Lodron cadde nel 1537 combattendo contro i Turchi, nella battaglia di Osijek. Un altro Lodovico Lodron, che aveva fatto costruire a Trento il palazzo ora sede del TRGA (Tribunale Regionale di Giustizia amministrativa) fu capitano nella Battaglia di Lepanto (1571). Paride di Castel Lodrone nel 1545 era tra i nobili trentini all’apertura del Concilio di Trento, sua figlia Lucrezia guidò per alcuni anni la Compagnia si Sant’Orsola di Angela Merici di Brescia.
Nel 1554 durante una vendetta popolare i bagolinesi assaltarono il palazzo dei Lodron e uccisero i conti Ottone e Achille e condussero Ippolito in ostaggio a Bagolino e lo rilasciarono solo dopo che che tutti i bagolinesi che si trovavano a lavorare in Tirolo tornarono a casa senza essere danneggiati passando per le terre dei Lodron. L’anno dopo un incendio distrusse Bagolino.
Ancora un Paride Lodron fu principe vescovo di Salisburgo dal 1619 al 1653. Altri due Lodron furono vescovi dal 1630 al 1652 della diocesi di Gurk in Carinzia. Un altro Lodron Karl Franz von Lodron fu vescovo di Bressanone dal 16 agosto 1791 al 10 agosto 1828.

Nel secolo XVIII un ramo dei conti Lodron viveva stabilmente a Salisburgo in un edificio che si affacciava sulla stessa piazza ove si affacciava anche l’edificio in cui abitava Mozart, il quale diede lezioni di pianoforte alle contessine Luigia e Giuseppina e nel 1776 - 1777 compose per la contessa Antonia le due Lodronische Nachmusichen KV 242 e KV 287.


Paride Lodron, promesso sposo di Giulietta Capuleti

In Studi trentini di Scienze storiche, anno 1942, pp 103 – 113 in figure trentine nei novellieri italiani, (ripubblicato alle pagine 293 - 310 del libro citato in calce) Giuseppe Papaleoni pubblica l’articolo: Il promesso sposo di Giulietta Cappelletti ove dice che nella notissima novella “Historia novellamente ritrovata di due nobili amanti” del vicentino Luigi Da Porto

L’autore sostiene che qualunque sia l’origine della novella, e ormai nessuno dubita che il motivo del racconto sia tolto da una novella del Masuccio Salernitano e adattato all’ambiente veronese, è certo che il nome del futuro sposo di Giulietta fu scelto dal Da Porto. E come egli per dare i cognomi ai due infelici amanti li trasse dal noto verso dantesco ritenendo che Montecchi e Cappelletti fossero due nobili famiglie veronesi ferocemente tra loro avverse, così nel cercare il personaggio del nuovo sposo di Giulietta e nell’assegnarlo ai conti di Lodrone, pensò a un giovane allora famoso per nobiltà, per potenza e anche per bellezza e di condizione non inferiore anzi superiore a qualunque altro delle grandi famiglie di quelle città. Ora i Lodroni ai tempi presunti di Giulietta e Romeo, cioè durante la signoria di Bartolomeo della Scala (1301 – 1304) era una forte famiglia nei monti tra il Bresciano e il Trentino, ma non aveva raggiunto il prestigio lontano dai propri domini fino a Verona tanto da esser preposta al altri signori di quella città. Ben diversa era la condizione dei Lodron all’inizio del Cinquecento. Essi divenuti conti dell’Impero avevano la signoria di Castelnuovo e di Castellano in Vallagarina a non molta distanza da Verona. Si erano fatto un gran nome nelle guerre del XV secolo stando con Venezia e possedevano domini in Lombardia e case a Verona imparentandosi con grandi famiglie. Il Papaleoni si chiede se il Da Porto avesse conoscenza diretta dei Lodron e attraverso una minuziosa ricostruzione storica egli ritiene che effettivamente il Da Porto avrebbe conosciuto un Lodron ma non già un Paride ma suo figlio Giorgio.
La novella del Da Porto, spiega il Papaleoni, ebbe nelle sue derivazioni una straordinaria fortuna. Dal Da Porto discende un poemetto di Gabriele Giolito de Ferrari del 1553 intitolato L’infelice amore dei due fedelissimi amanti Giulia e Romeo, scritto in ottava rima da Clita nobile veronese ad Ardeo suo
Qui al Lodron è dato il nome di Francesco, usato da quella famiglia solo dalla fine del sec XV. Un Francesco capo della linea Val Lagarina visse fino a pochi anni prima della novella originaria e fu molto conosciuto a Verona.

Matteo Bandello rimaneggiò a modo suo l’opera del Da Porto. Papaleoni a pagina 308 del libro citato scrive
Papaleoni prosegue poi sostenendo che:

Il Papaleoni termina lo studio ricordando che la storia di Giulietta e Romeo diede argomento ad altre composizioni novellistiche citandone oltre una decina e accenna a un complesso di melodrammi ove in parecchi di questi il conte Lodron trovò un rivale in Teobaldo e termina ricordando che il conte Lodron è tornato per così dire alle origini attraverso le melodie di Riccardo Zandonai.


I Lodrone giudici nella controversia fra la Valle di Vestino e Darzo del 1743-1766 per le spese belliche

Una determinante controversia fra la Valvestino e Darzo nella Valle del Chiese fu essa causata dalla guerra di successione polacca (1733-1738), che ebbe come protagonisti da una parte gli eserciti austro-russi e, dall’altra, quelli francesi, spagnoli e sardi; terminò con il trattato di Vienna del 1738 con vari assestamenti territoriali specie in Italia: il re di Sardegna Carlo Emanuele III non ottenne la promessa Lombardia e dovette accontentarsi dei distretti di Novara e Tortona. Scrisse in merito Padre Cipriano Gnesotti in “Memorie delle Giudicarie”:

Nell’autunno (1733) s’incominciò la guerra, e tosto s’intimarono Proclami nelle Pievi, acciò niun uomo partisse dal proprio paese sotto pena di confiscazione de’ beni, e di delitto di lesa Maestà. Veramente erano partiti moltissimi in Ottobre prima del divieto, che in Storo fu proclamato solo dopo il principio di Novembre; onde molti fino alla Primavera dell’anno seguente 1734 poterono in Italia travagliare nelle loro arti senza che vi fossero processi d’inquisizione sopra la loro assenza (…). All’aprirsi della stagione nel 1734, calò per Trento grosso esercito sotto la direzione del Maresciallo “Mercì”, venendo i Giudicariesi obbligati a concorrere co’ carri per condurre il Bagaglio fino a Mantova, ed al Po (…). Il Re Sardo di consenso col Generale Francese per assicurarsi da altra calata de’ Tedeschi nel 1735, provedendo meglio a’ casi suoi avanzò l’esercito suo sopra il Dominio Veneto, chiudendo le Valli alla discesa degli Alemanni. Si avanzarono alcuni per Val Sabbia, posero il campo in vicinanza di Sabbio, arrivando co’ Picchetti alla Noza, e guardie avanzate sul tenere di Vestone. Altri entrarono nella Riviera del Garda, altri per Monte Baldo, ed altri pel Vicentino munendo da per tutto i Confini. Comparve pure nella Rocca d’Anfo una compagnia di soldati Levantini di S. Marco in difesa (…). Ingrossavano però anco nelle Pievi le Truppe Tedesche, massime in Lodrone, e Rio Perone, arrivando parte sino in Val Vestino. Si fecero leve de’ soldati urbani nelle Giudicarie (…). Si dovette fare la seconda leva da mandare in Raita (…). Questa seconda leva fu ordinata per timore che i Gallosardi s’inoltrassero per di là nel Tirolo, e si preparava guerra per ottenere avvantagiosa pace, come di fatto nell’autunno 1735 si fece tregua, e poi conchiusa la pace, senza mandare li nostri in Raita”.

Ebbe termine la guerra, si concluse la pace, ma rimasero le pesanti spese belliche sostenute dalle varie comunità delle zone giudicariesi per gli acquartieramenti ed approvvigionamenti delle truppe imperiali ed urbane. Per quanto riguarda questo argomento possiamo ben dedurre che la comunità di Darzo ne sostenne in rilevante quantità per sé ed anche per la Valvestino. Non è stato possibile accertare le somme complessive: sta il fatto che Darzo pretese che le sue spese fossero unite con quelle della Valvestino; questa non accettò ed ebbe inizio una controversia che si prolungò per circa trent’anni!

Dal Registro dei Consigli Generali della Valle di Vestino si rileva, per la prima volta, che già nel novembre 1743 era vertente da tempo il dissidio fra le due comunità e che il conte Lodovico Saverio Lodron aveva consigliato l’unione delle spese e da ottenersi con “(…) un compromesso de jure, et facto”. I Valvestinesi scelsero la mediazione dei Conti di Lodrone aventi giurisdizione su entrambi i contendenti e si sovraccaricarono di spese ben maggiori di quanto verrà concordato alla fine.
Nel Consiglio Generale di Valle in Turano il lunedì 30 novembre 1744 si deliberò: “(…) Dovere questa Valle di Vestino fare una distinta delle spese sostenute da cadauna Comunità e Villa della Valle e ricavarne una Generale Polizza da presentare avanti la Prelodata Eccellenza Signor Conte Padrone Arbitro eletto per questa sopraccitata Causa come anco fare estrazione di tutti li Ordini, Comandi, et Lettere dati et Spedite a questa Valle concernente l’interessi di guardie, ed ogni altra cosa appartenente alla Milizia, tanto di que Ordini e Comandi dati dall’Eccellentissima Padronanza di Lodrone, et dal Carissimo Signor Commissario, o suo Delegato di Lodrone stesso, quanto dall’Eccellentissima Generalità Cesarea toccanti l’interesse di Guerra (…)”.

Per questo lavoro venne incaricato Giovanni Pietro Marzadri di Turano, notaio e cancelliere del Consiglio, con l’assistenza di don Antonio Zeni, cappellano della cappellania Cozzati di Armo e di Federico Venturini di Magasa. Nel Consiglio Generale di domenica 3 gennaio 1745 si scelsero “(…) due Homini per andare in Valle Lagarina per estendere in forma propria da Dottori di Legge le regioni, ed Istanze di questa Valle di Vestino sopra la causa vertente tra quest’Università di valle da una parte, et la Comunità di Darzo Contado di Lodrone dall’altra sopra l’unione e scomparto di spese fatte nella prossima decorsa guerra come è notorio intentato da parte Darzese et poi presentarle all’Illustrissimo Signor Dottor Madernini Vicario di Sue Eccellenze Signori Conti Padroni di Lodrone in Nogaredo (…)”.

L’incarico fu affidato a Federico Venturini di Giovanni di Magasa ed a Giovanni Pietro Marzadri di Turano, notaio di Valle, con l’assegnazione ad ognuno di troni cinque per giornata oltre la spesa per la cavalcatura occorrente tanto per l’uno come per l’altro e si anticiparono troni 150 al Marzadri come acconto per il viaggio .
Si liquidarono le prime spese:

  • “1) Per un vitello condotto a Lodrone dato in regallo a Sua Eccellenza Signor Conte Giuseppe Nicolò Reggente in occasione s’è il medesimo portato a Lodrone nel prossimo decorso autunno, come speso con condotta tt. 40 : –* 2) Per uno Zecchino dato al signor Dottor Madernini per aver il medesimo avocato a favore della Valle appresso a sua Eccellenza tt. 22 : –;
  • 3) Per giornate d’Homini andati a Lodrone dal Conte per la causa contro Darzo, in tutto n. 13 a troni 7 cadauno tt. 91 :–
  • 4) Per cavalcatura a Venturini Federico tt. 4 :–
  • 5) Altre spese al notaio tt. 35 : 10; n totale tt. 193 :–“.

Il 24 gennaio 1745 nuovo Consiglio Generale di Valle. All’esperto e infaticabile notaio di Valle Giovanni Pietro Marzadri di Turano si anticiparono ancora troni 150 e al rinunciante Federico Venturini venne sostituito Bartolomeo di Domenico Pace consigliere giurato della comunità di Persone con la mercede giornaliera di troni tre e cinque soldi. Fu incaricato di completare la pratica in Villa Lagarina. E il 14 febbraio 1745 seguirà il resoconto dell’operato al Consiglio Generale di Valle presieduto da Stefano Viani: “(…) Per le cose operate in detto viaggio per mezzo dei Dottori Legali per la nostra causa Darzenese, d’indi presentate all’Illustrissimo Signor Dottor Madernini Vicario di Villa assieme col Compromesso fatto per questa Valle, ed altre cose concernenti l’interessi della medesima per questa Valle (…)”.

Seguono le spese:

  • “ 1) Per pagato al signor Dottore Felice Chiusole per l’Istanze con Memoriale fatteci in propria e legale forma sopra la causa vertente con Darzensi, per spedire come sopra tra lui, e suo Figlio in tutto tt. 48 :10;
  • 2) Per Bona Mancia fatta a quella Persona ci ha inquinati all’istesso Signor Dottore, mezzo Ducato specie, che sono tt. 4 :-1;
  • 3) Per dati all’Illustrissimo Signor Vicario Madernini in regallo per averli raccomandati li interessi della Valle in questa Causa due Zecchini veneti in specie, che sono tt. 44 :10;
  • 4) Per bona mancia fatta all’Hoste di Villa per averci il Comando di Serviciere più giorni, troni uno, dico tt. 1 :–;
  • 5) Per giornate numero undici pagate a Bortolo Pace di Persone mio compagno eletto consumate in dito viaaggio a troni 3 : -5 tt. 35 :15;
  • 6) Per giornate da Me nodaro consumate nel medesimo viaggio numero undici a troni 5 tt. 55 :–
  • Spese per il viaggio (dal 24 gennaro) tt. 188 :16”.

Assai onesto il notaio Giovanni Pietro Marzadri di Turano! Restituì troni 111:4 sui 300 avuti in acconto! La vertenza proseguirà ancora per vent’anni e seguiranno altre spese per vari viaggi specie a Villa Lagarina per un totale di troni 301 :10. Ma anche in questo caso il tempo fu ottimo medico: superati reciproci sentimenti e sfiducie, finalmente, nel 1765, le due comunità si accordarono per ricorrere all’arbitrato del conte Massimiliano Lodron; il compromesso fu rogato dal dottor Giovanni Gasparo Oradini, commissario generale del contado di Lodrone e Valle di Vestino, il 28 settembre 1765. Il 26 gennaio 1766 “(…) la scrittura di Compromicione (…)” fu accettata ed applaudita in tutte le sue parti dal Consiglio Generale di Valle. Fu anche questa una salomonica decisione per cui la Valle di Vestino versò troni 300 “(…) alla fabbrica della Nuova Chiesa dell’Onoranda Comunità di Darzo (…)”. E si erano già spesi complessivamente troni 683 :-6!

Rimase la suddivisione della somma fra le sei responsabili Ville della Valle; si provvide in breve tempo. “In giorno di domenica li 4 del mese di Maggio 1766. In Turano Valle di Vestino, e nella solita stanza della Canonica Rettorale per la radunanza del Consiglio Generale di questa Vestina Valle. Radunato e ivi convocato il Consiglio Generale di questa Valle di Vestino ordinato dallo Spettabile Signor Vicario di Valle Bartolomeo Greccini d’Armo per questo giorno, e luogo ad effetto specialmente di fare, evadere lo scomparto della Summa di troni tre cento dico tt. 300 :– da pagarsi alla Fabbrica della Nuova Chiesa dell’Onoranda Comunità di Darzo per la Comunità di questa Valle in corpo a tenore dell’Amichevole Composizione benignamente fatta da sua Eccellenza Monsignor Conte Canonico Massimiliano Lodron Padrone Nostro Graziosissimo per altro reggente di questa Giurisdizione del Contado di Lodrone, e Valle di Vestino sopra le Diferenze e Controversie per altro vertenti fra detta Comunità di Darzo, e questa Vestina Valle per cause di spese di Guerra come è noto e come di tale composizione ne costa da pubblica scrittura rogata dal Carissimo Signor Dottor Gio: Gasparo Oradini sotto li 28 settembre 1765: e sottoscritta da sua Eccellenza Lodata, come in quella perciò tra le Comunità stesse di questa Valle secondo fu praticato costume di scomparto delle spese comuni di Valle della somma sudetta di troni 300 come sopra dovuta in comune fatta” e fanno lo scomparto seguente:

  • Armo tt. 60 :–
  • Bollone tt. 63 : -6 +
  • Magasa tt. 66 :13 +
  • Moerna tt. 50 :–
  • Persone tt. 30 :–
  • Turano tt. 30 :–
  • Totale tt. 300:–”

Firmarono: Bartolomeo Greccini Vicario di Valle; Giovanni di Andrea Gottardi giurato di Magasa; Antonio di Domenico Persiali consigliere di Armo; Giovanni Antonio Ferrari di Angelo consigliere di Moerna; Giovanni Pietro Marzadri notaio e consigliere di Turano. Assente il rappresentante di Bollone. Notaio: Giovanni Pietro Marzadri cancelliere per comando.


L’eterna questione del Dazio tra i Lodron e le comunità di Val Vestino

I Conti, tramite gabellieri e un daziere, raccoglievano nel palazzo del Caffaro e della Muta di Lodrone, oggi palazzo Bavaria, il dazio sulle merci in transito, sia in entrata che in uscita, tra la Contea e la confinante Repubblica di Venezia.
Nel documento riguardante la locazione (affitto) del Dazio di Lodrone del 1739 al medico chirurgo di Storo, Giovanni Antonio Berti, notiamo che tra le varie disposizioni riguardanti i doveri del “daziere” vi era quello di far recapitare eventuali messaggi, ordini o quant’altro dei Conti alle comunità Valvestinesi:

1739 aprile 2, Lodrone di Storo. “Nel nome di Cristo. Amen. Nell’ anno del Signore 1739, giovedì 2 aprile, nel paese e Contado di Lodrone, diocesi di Trento, nel palazzo sede del giudizio, alla presenza del reverendo signor don Domenico Domeneghetti di Bondone nel Contado di Lodrone, attuale cappellano nel Palazzo al Caffaro dei Signori Conti Lodron, del signor Giacomo Pandimiglio, forestiero residente in Lodrone, e dei signori Antonio Fornasini e Giovanni Casarotta, abitanti di Lodrone, quali testimoni noti e richiesti.

Qui presente di persona, il signor Giovanni Pietro Ropele, dottore in diritto civile e canonico, commissario generale nella giurisdizione del Contado di Lodrone e Val Vestino, procuratore speciale del Signor Conte Lodovico Saverio senior di Lodrone e Castel Romano, signore dei castelli di San Giovanni, Santa Barbara, Castellano e Castelnuovo, esattore dei pegni in Rattemberg, consigliere intimo della sacra cesarea e cattolica Maestà in Vienna e chiliarca dell’attuale arcano consiglio di Innsbruck per le milizie del Tirolo nel distretto dell’Inn, nonchè‚ prefetto delle valli di Non e di Sole, attuale reggente della giurisdizione del Contado di Lodrone e Val Vestino, non solo a nome proprio ma anche dei Signori Conti condomini di Lodrone, dei quali ha avuto il consenso il 22 marzo scorso, a titolo di locazione temporanea per il prossimo quinquennio, a partire dal primo giorno del corrente mese di aprile sino a tutto il mese di marzo dell’anno 1744, concede in affitto al nobile signor Giovanni Antonio fu Stefano Berti, medico chirurgo del borgo di Storo, il Dazio o Muta di Lodrone, ossia il diritto di riscuotere dai conduttori di merci il dazio secondo l’antica consuetudine e la tariffa descritta nel Registro Magno.

Primo il suddetto daziere signor Berti sia tenuto a conservare, mantenere e difendere i diritti di detto Dazio ed a restituire, al termine del suo incarico, tutto ciò che gli è stato consegnato ieri in inventario e trascritto nel Registro del Dazio, e sia tenuto a corrispondere ai Signori Conti un affitto annuo di 4.360 troni suddivisi come segue:
in primo luogo al conte Lodovico Saverio ed ai figli del defunto Signor Conte Girolamo Giuseppe Lodron 1.453 troni, 6 marchetti e 2 quattrini;

ai Signori Conti del “colonnello” (linea di proprietà) di Filippo di Gratz altri 1.453 troni, 6 marchetti e 2 quattrini;
ai Signori Conti Lodron abitanti in Baviera 726 troni, 3 marchetti ed 1 quattrino;
ai Signori Conti Lodron abitanti in Trento altri 726 troni, 3 marchetti ed 1 quattrino;
che in totale raggiungono appunto la suddetta somma di 4.360 troni, da pagarsi ogni anno in due rate semestrali.

Inoltre il suddetto daziere dottor Giovanni Antonio Berti pagherà ai sottoelencati il seguente salario:
al Molto Reverendo Signor Curato di Lodrone 31 troni e 9 marchetti al mese come suo solito salario, che fanno 377 troni e 8 marchetti all’anno;
inoltre al “castellaro” di Santa Barbara 30 troni al mese, che fanno 360 troni all’anno;
inoltre a ciascuno dei due campari [guardie campestri e boschive] 3 troni e 10 marchetti al mese, che fanno 84 troni all’anno;

inoltre al monego o campanaro della Chiesa Curata di Lodrone come compenso per registrare le ore 3 troni al mese, che fanno 36 troni all’anno;
inoltre ai soldati dei tre paesi di Lodrone, Darzo e Bondone, perché‚ stiano al “tavolazzo” [posto di guardia] di ciascun paese, 6 troni al mese, che fanno 72 troni all’anno;

inoltre ai due fanti che svolgeranno il solito servizio 21 troni al mese ciascuno, ossia 42 troni al mese, per un totale di 504 troni all’anno, ossia 1.433 troni e 8 marchetti fra tutti gli stipendiati. Questa cifra, sommata ai suddetti 4.360 troni, dà un totale di 5.793 troni ed 8 marchetti. Siccome al momento si corrispondono 35 troni mensili al cavaliere e 30 all’altro fante, la quota eccedente la suddetta somma mensile di 42 troni dovrà essere corrisposta dai Signori Conti condomini.
Similmente verranno bonificate al suddetto daziere anche tutte le spese necessarie al mantenimento della chiesa curata di Lodrone.

Inoltre nei casi di contrabbando il signor daziere, defalcato un quinto della tassa, che verrà dato ai fanti, ne percepirà la metà, mentre l’altra metà spetterà ai Signori Conti locatori. In caso di contrabbando di merci proibite comprese nella tariffa, il daziere avrà con i fanti e gli accusatori un quinto della tassa.
Prima di liberare un contrabbandiere, il daziere dovrà denunciarlo al Signor Commissario del Contado di Lodrone, il quale emanerà la relativa sanzione a scanso di ulteriori danni e spese per il Dazio.

Inoltre il signor daziere dovrà tenere un’esatta contabilità del ricavato del Dazio, registrando però alla sera in un’unica annotazione le minuzie, e dovrà avere cura di tutti i diritti, scritture e beni dei Signori Conti.

Inoltre il signor daziere sarà tenuto a riscuotere le multe sanzionate dal commissario al termine dei processi ed avrà diritto al 4% di dette riscossioni, consegnando ai Signori Conti o ai loro agenti una nota specifica ogni sei mesi.
Inoltre il signor daziere dovrà difendere i diritti dei Signori Conti e del loro fisco sia in sede giudiziaria che fuori, tanto di tutti e tre i “colonnelli” della famiglia quanto di uno solo.

In caso di misfatti o malefici che venissero commessi nel paese di Lodrone o sue pertinenze, non appena ne avrà avuto notizia il signor daziere dovrà immediatamente suonare la campanella del Palazzo della Muta per chiamare i soldati e gli ufficiali del paese. Ciò fatto con la massima celerità possibile, in assenza dei ministri dei Lodron, cioè del commissario e del cancelliere, il daziere dovrà subito personalmente impartire al caporale ed ai soldati le necessarie disposizioni affinché‚ con tutta celerità provvedano ad arrestare i malfattori e delinquenti.

Nel caso in cui al daziere venissero recapitati ordini dei Signori Conti e dei loro ministri da insinuare ai caporali, soldati ed ufficiali, il signor daziere dovrà con ogni prontezza, esattezza e prudenza farli eseguire, e dovrà anche fare spedire qualsiasi lettera o commissione dei Signori Conti, così come del loro ufficio, sia nei paesi del Contado di Lodrone, sia in Valle di Vestino. Tale spedizione sarà a carico degli ufficiali, se diretta ai vari paesi del Contado, e in mancanza di questi se ne dovranno fare carico i consoli e rappresentanti dei paesi più vicini. Quanto alle disposizioni dirette in Val Vestino, vi dovranno essere recapitate dai consoli diBondone.

Il signor daziere riceverà presso il Palazzo della Muta (Palazzo Bavaria) tutte le denunce recapitate dai rappresentanti dei diversi paesi del Contado o dai privati cittadini e dovrà trascriverle nel Registro dei Malefici con ogni particolare per chiarire circostanze di tempo, luogo, persone presenti e come siano successi i fatti, affinché‚ sia più facile scoprire i delinquenti. Il signor daziere dovrà anche consegnare le suddette denunce ai ministri della giustizia alla loro prima venuta a Lodrone, ma nei casi di somma urgenza spedirà subito messi per avvertirli.
Il suddetto signor daziere avrà anche il compito di assumere i fanti o ufficiali sia per l’ufficio di Lodrone che per il Dazio del Palazzo della Muta, con il consenso però del commissario pro tempore, e non gli sarà lecito tenere o licenziare alcun fante o sbirro a suo piacere.

Il suddetto signor daziere dovrà sovraintendere a qualsiasi affare economico della giurisdizione dei Lodron, stabilire il prezzo del calmiere per i tavernieri di Lodrone e di Darzo secondo il consueto ed assumere le opportune informazioni affinché‚ questo sia ragionevole e, all’ occorrenza, far controllare le misure ed i pesi di questa giurisdizione dai periti affinché‚ nessuno venga truffato. Così pure dovrà occuparsi della manutenzione degli edifici pubblici dei Lodron, cioè del Castello, della Chiesa Curata, del Palazzo della Muta e della Casa dei Fanti, dei ponti, degli argini dei fiumi, della pulizia dei fossati e dei cippi di confine del Contado, facendo fare dai massari le consuete opere comuni per la protezione della campagna. Insomma, farà tutte quelle cose che erano soliti fare tutti i dazieri precedenti, anche se non espressamente specificate in questo documento, per il buon servizio dei Signori Conti.

Il suddetto signor daziere non dovrà assentarsi per più di tre giorni dal Contado di Lodrone senza espressa licenza del Signor Conte reggente pro tempore.
In caso di peste o di guerra (che Dio ce ne guardi!), quando venissero bloccati i commerci, venendo cosi a cessare la rendita del Dazio, il signor daziere dovrà avvisare i Signori Conti reggenti entro il termine di 15 giorni e rendere conto del ricavato per essere saldato delle sue prestazioni.

Sarà riservata a ciascuno dei Signori Conti la rispettiva quota ad essi spettante derivante dalle somme di indennizzo delle spese affrontate nell’inventariazione dei danni causati dalla fluitazione di legname sul fiume Chiese durante i periodi di piena.
E infine il più volte nominato signor daziere, su richiesta del signor commissario Ropele, procuratore speciale incaricato dal Signor Conte reggente, al tocco del sacro petto di un crocifisso giura di osservare le cose premesse, vincolando rispettivamente il suddetto daziere i suoi beni presenti e futuri, ed il suddetto signor commissario quelli dei Signori Conti locatori. Quindi il signor daziere Giovanni Antonio Berti presenta come suo garante il reverendo signor don Francesco Grassi fu Simone di Storo.

(L.S.) Io, Francesco Antonio Parisini del borgo di Storo, notaio e cancelliere della giurisdizione di Lodrone, fui presente alle cose premesse mentre così si svolgevano e su richiesta le ho scritte e pubblicate, in fede delle quali ho apposto la mia firma autentica” .

I rapporti dei valligiani con i “dazieri” e con le disposizioni che con il passare del tempo venivano continuamente aggiornate secondo le nuove esigenze, non furono proprio idilliaci. Nella domenica del 15 settembre del 1743 il “Consiglio Generale” di Valle deliberò un ricorso al conte Gerolamo Massimo Antonio, arciprete di Villa Lagarina e presentaneo reggente del Contado di Lodrone per “essere liberati dalle molestie recateci dal Presentaneo Signor Daciale di Lodrone che pretende che tutti gli convicini di Valle di Vestino vadino a Lodrone in su la Mutta a consegnare le robbe, merci, et animali solite, et soliti consegnarsi mentre secondo e conforme l’antico uso, si consegnava alli Baitoni di Bondone, o pur in Bondone, o meno in castello S. Giovanni giusta l’antica consuetudine, et Regola” .

La supplica non portò gli effetti desiderati e quindici anni più tardi, il 27 agosto del 1758, in seguito al proclama emanato il 5 agosto dal conte reggente Giuseppe Nicolò, nel quale nuovamente si ribadiva la consegna e il pagamento del dazio presso il palazzo della Muta a Lodrone, il notaio Giovanni Pietro Marzadri, a nome dei rappresentanti civici, presentava l’ennesimo ricorso chiedendo “che secondo l’antico costume ci venga destinata da farsi o in Castel Santo Giovanni, o alli Baitoni, o pur in Bondone, e di potersi servire (attesa l’indispensabile necessità) della strada delli Baitoni per condurre, e ricondurre merci, robbe, ed animali, quantunque ora vietata, ed insomma fare ogni cosa possibile per ottenere sapere ciò un favorevole Rescritto a beneficio, e vantaggio de Sudditi di questa Valle, secondo l’uso antico, e sin qui praticato” .

Questo ricorso costò 43 troni alle comunità, di cui 30 troni per le sole spese sostenute dal notaio Marzadri in cinque giorni di viaggio a Villa Lagarina.
Se le comunità Valvestinesi si compiangevano in continuazione con i feudatari per il trattamento fiscale, altrettanto questi facevano, a loro volta, nei confronti degli imperatori d’Austria. Nel 1769 la famiglia Lodron con un esposto all’imperatrice Maria Teresa protestava per l’instaurazione del Dazio austriaco a Lodrone dichiarando che: “Sin dall’anno 1088 gli Antenati della nostra famiglia Lodronia in premio delle loro benemerenze furono dalli Eccellentissimi e Reverendissimi Vescovi di Trento investiti a titolo di Feudo maschile della giurisdizione, e di tutto il territorio di Lodrone, e con specialità di quel Castello, e del Dazio nell’istesso villaggio di Lodrone sin da quel tempo eretto, a tale Investitura fu a suoi dovuti tempi sempre rinnovata come colle solite formalità ed compressioni seguì nell’anno 1766sotto gli auspici del presentaneo Censissimo e Reverendissimo Principe Vescovo Cristoforo Sizzo. In virtù di questa investitura gli nostri Antenati hanno goduto pacificamente l’entrata di detto Dazio, come sin al presente l’abbiamo goduto noi umilissimi oratori e con quella fu sempre supplicato alle non poche spese dell’amministrazione della giustizia, dell’intiero provvedimento d’ogni Bisognevole della Chiesa curata di Lodrone, come non meno al mantenimento del reverendo curato per l’assistenza spirituale, che prestare deve alle anime di quei poveri sudditi”.

Qualche decennio più avanti, altra lamentela coi Lodrone. Il notaio Antonio Stefani di Magasa ne stilava il documento: “Turano lì 19 febbraro 1775. In sala rettorale Consiglio. Radunato in quest’oggi il Generale Consiglio della Valle di Vestino, si sono trovati presenti lo spettabile signor Bortolo q. Domenico Gamba sindaco attuale di Magasa, deputato lo spettabile Bortolo Iseppi consigliere di Armo, lo spettabile Pietro Porta consigliere di Moerna, lo spettabile Battista Tonoli consigliere di Bollone, lo spettabile Gioan Maria Viani consigliere di Turano, e dopo avere discorso a lungo per l’affare del Dazio, e di far nuovo ricorso all’eccellentissima Padronanza per essere al meglio sollevati ed alleggeriti del peso della consegna, e della bolletta. Al caso che si possa esser in qualche modo al meglio commiserati nelle presenti circostanze secondo che al caso si riferirà più opportuno, e confacente. Fatto chiamare a questo effetto anco il signor Antonio Pace attuale impresario del Dazio per intender l’animo suo; e veder se è a portata di usare buon ufficio a questa nostra Val di Vestino senza suo pregiudizio

Alla fine la nobile famiglia, forse stanca delle continue rimostranze, accondiscendeva in parte alle richieste dei sudditi, ed il 3 marzo del 1792 in Villa Lagarina, Giovan Battista, notaio pubblico per autorità imperiale, stipulava l’atto di rinnovazione della locazione temporale del Dazio ai giurati delle comunità con sede nel paese di Turano, probabilmente nella già citata casa Marzadri . Erano presenti come testimoni Gasparo de Delaitis direttore del coro della chiesa di Villa Lagarina e Pietro Zamboni di Trento domestico della nobile famiglia; i procuratori Giovanni Andrea Venturini di Magasa e Martino Corsetti di Turano; il conte Domenico Antonio (1728-1806), colonnello di Sua Maestà Imperiale e Cavaliere dell’Ordine Militare di Maria Teresa, agente pure a nome del conte Gasparo, generale e ciambellano di sua Maestà Imperiale, monsignor conte Massimiliano Lodron (1727-1796), canonico della cattedrale di Bressanone, Salisburgo e arciprete di Villa Lagarina, e per quei Conti di Lodrone abitanti a Innsbruck e Graz. Si stabilivano le seguenti condizioni:

  • a) la locazione avrà la durata di quarant’anni a partire dal 21 aprile e alla scadenza naturale, tacitamente, potrà essere prolungata ogni cinque anni;
  • b) l’affitto annuo sarà di 110 fiorini da pagarsi ai feudatari a mano nel mese di agosto per mezzo del daziale di Lodrone;
  • c) le imposte del Dazio dovranno corrispondere a quelle praticate presso il palazzo della Muta di Lodrone e per conoscenza verrà consegnata una copia del tariffario;
  • d) il ricavato delle eventuali condanne inflitte ai contrabbandieri sarà così ripartito: un terzo alla Casata dei Lodrone e gli altri due terzi alle comunità;
  • e) le merci transitanti per Lodrone e Baitoni dirette in Val Vestino pagheranno il Dazio, come da consuetudine, a Lodrone;
  • f) la Casata dei Lodrone fornirà tutti i proclami emanati in passato riguardanti la proibizione del contrabbando che verranno successivamente pubblicati a spese delle comunità;
  • g) la locazione avrà effetto legale solo quando sarà controfirmata dal conte Giuseppe abitante a Trento.

Il Dazio lodroneo fu definitivamente soppresso nel 1805 dal Governo Bavarese che incamerava quello di Lodrone e Turano. Nel 1809 venivano assegnati al conte Paride e consorti Lodron come indennizzo Lire 1530 all’anno. Ma nel 1814, Vincenzo de Villas, procuratore della nobile famiglia, chiedeva al Governo austriaco il rimborso delle annualità arretrate!

A riguardo del sopraccitato “Consiglio Generale” di Valle ricordiamo che quest’antica assemblea era composta da sei consiglieri rappresentanti le rispettive comunità. Tra questi, a turno, vi doveva essere sempre uno dei tre “Vicari” che veniva poi nominato alla prima seduta dagli stessi componenti come loro presidente ed assumeva il titolo di “Vicario Generale”. Il “Consiglio” durava in carica un anno e si riuniva, da tempo immemorabile, a Turano nella canonica della chiesa rettorale di San Giovanni Battista, normalmente di domenica dopo la santa messa, per deliberare sugli affari ordinari, straordinari e religiosi che riguardavano tutti i Comuni. Ogni consigliere era obbligato a parteciparvi quando veniva convocato altrimenti doveva pagare una sostanziosa sanzione. Quando gli argomenti trattati riguardavano l’ordine pubblico o la difesa militare, l’assemblea poteva contare sulla consulenza ed il supporto del comandante delle milizie locali: il “capomaggiore” o “capitanio”. Un notaio assisteva il “Vicario Generale” in tutte le sue funzioni e, solamente dal 1742, cominciò pure a redigere i verbali delle adunanze.

Infatti nella pagina iniziale di questo importante manoscritto si legge il seguente appunto stilato dal notaio Giovanni Pietro Marzadri: “Il giorno di domenica, li 16 del mese di settembre 1742: Nella Villa di Turano, Valle di Vestino, et nella solita stanza della Canonica Rettorale, ove si tiene pubblico Consiglio generale di Valle […] Perciò bramando tutte le comodità di Cadauna Villa di questa medesima Valle venghino, di tempo in tempo saranno radunati Consigli generali, annotato, et tenuto registro delle deliberacioni, et conclusioni de negotii, che in essi saranno fatti, per potersene, in ogni occorrenza di bisogno, servire a pubblico comodo; stante che fin hora la maggior parte di tale deliberacioni sono seguite solamente in voce, et se pure qualche fiata ne sij stata fatta qualche semplice memoria in scritto, ancor questa è stata fatta in carta volante e tal che in breve tempo s’è il tutto smarito; per il che ne son insorte non poche confusioni in grave danno si del Publico, che del privato”.

Con l’istituzione nel primo decennio dell’Ottocento da parte del Governo austriaco dei moderni comuni questo organismo perse ogni suo potere; pur tuttavia presieduto dal rettore, rimase attivo fino circa la metà di quel secolo. Innumerevoli sono le lagnanze dei Valvestinesi ai Conti registrate nei verbali. Tra queste spiccano quelle del “Vicario Generale” Giovanni Domenico Bonomi di Armo del 30 agosto 1763: “Stabilito a pieni voti del Consiglio stesso di far anche ricorso a sua Eccellenza signor conte Giuseppe Padrone residente in Insprugh Reggente Presentaneo del Contado di Lodrone e di questa Valle medesima con memoriale, cioè la causa ch’hanno di dolersi contro l’Officio di Lodrone e suoi ministri, esponendo in quello le principali doglianze stesse acciò dalla lodata Graziosa Sua sentite le ragioni di questi popoli vi sij posto il possibile rimedio, ed effetto la Valle medesima non venga pregiudicata ne suoi diritti, né aggravata contro Giustizia di più del dovere” ; e quella del “Vicario” Pietro Gottardi di Magasa “per impetrar la grazia di poter servirsi di nodari forestieri in queste circostanze necessari a tenore però sempre delli rei di questa Valle rapporto alla mercede. E ciò si propose atteso il Proclama già da poco emanato, con cui si proibiva a nodari forestieri il poter esercitarvi in questa Valle”.


I Conti

  • Giorgio Lodron
  • Ludovico Lodron
  • Sebastiano Paride Lodron
  • Carlo Ferdinando Lodron
  • Francesco Giuseppe Maria Lodron
  • Massimiliano Alar Valentino Settimo Lodron


Bibliografia

  • a cura di Gianni Poletti.
  • Vedi traduzione in italiano: La signoria dei Lodron nel medioevo a cura di Gianni Poletti in ”Passato Presente - Contributi alla storia della Val del Chiese
  • CENTRO STUDI JUDICARIA, “Mappa lodroniana”, Tione (TN), 1994.
  • AAVV, “I Lodron dal Trentino all’Europa. Storia di una grande famiglia”, Trento, 1999.
  • Margarete Miklautz (introduzione e traduzione di Gianni Poletti). “I Lodron del Novecento”. Il Chiese. Storo, 2001.
  • Gianpaolo Zeni, “Al servizio dei Lodron. La storia di sei secoli di intensi rapporti tra le comunità di Magasa e Val Vestino e la nobile famiglia trentina dei Conti di Lodrone“, Biblioteca e Comune di Magasa, 2007.
  • C. Festi, Scritti storico araldico genealogici sulle famiglie Lodron, la Grafica Anastatica, Mori 1983.
  • G. Poletti, Dalle crociate alla secolarizzazione profilo storico della famiglia Lodron, in “Sulle tracce dei lodron”, a cura del Centro Studi Judicaria, Trento 1999.
  • A. Racheli, Il Comune di Tiognale e la Madonna di Montecastello, Bergamo 1902.
  • G. Lonati, Di una controversia tra i conti di Lodrone ed il Comune di Tignale, in “Commentari dell’Ateneo di Brescia”, 1932.
  • Vito Zeni, I Lodrone giudici in una controversia fra la Valle di Vestino e Darzo“, in Judicaria, n. 8, Tione 1988.


Note


Galleria fotografica

June 14, 2008

Kiichiro Furukawa - 19 febbraio

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Furukawa è un prolifico scopritore di asteroidi.

L’asteroide 3425 Hurukawa prende il nome da lui.


Asteroidi scoperti

Furukawa ha coscoperto 49 asteroidi:

Asteroide Designaz. provv. Data della scoperta
2271 Kiso 22 ottobre 1976 con Hiroki Kosai
2330 Ontake 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
2470 Agematsu 22 ottobre 1976 con Hiroki Kosai
2924 Mitake-mura 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
2960 Ohtaki 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
3111 Misuzu 1977 DX8 19 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
3249 Musashino 1977 DT4 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
3291 Dunlap 1982 VX3 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
3319 Kibi 1977 EJ5 12 marzo 1977 con Hiroki Kosai
3320 Namba 1982 VZ4 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
3391 Sinon 1977 DD3 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
3607 Naniwa 1977 DO4 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
3878 Jyoumon 1982 VR4 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
4072 Yayoi 1981 UJ4 30 ottobre 1981 con Hiroki Kosai
4077 Asuka 1982 XV1 13 dicembre 1982 con Hiroki Kosai
4186 Tamashima 1977 DT1 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
4272 Entsuji 1977 EG5 12 marzo 1977 con Hiroki Kosai
4526 Konko 1982 KN1 22 maggio 1982 con Hiroki Kosai
4812 Hakuhou 1977 DL3 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
4855 Tenpyou 1982 VM5 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
4890 Shikanosima 1982 VE4 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
4929 Yamatai 1982 XV 13 dicembre 1982 con Hiroki Kosai
4963 Kanroku 1977 DR1 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
5017 Tenchi 1977 DS2 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
5018 Tenmu 1977 DY8 19 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
5082 Nihonsyoki 1977 DN4 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
5454 Kojiki 1977 EW5 12 marzo 1977 con Hiroki Kosai
5466 Makibi 1986 WP8 30 novembre 1986 con Hiroki Kosai
5541 Seimei 1976 UH16 22 ottobre 1976 con Hiroki Kosai
6031 Ryokan 1982 BQ4 26 gennaio 1982 con Hiroki Kosai
6218 Mizushima 1977 EG7 12 marzo 1977 con Hiroki Kosai
6818 Sessyu 1983 EM1 11 marzo 1983 con Hiroki Kosai
6846 Kansazan 1976 UG15 22 ottobre 1976 con Hiroki Kosai
7104 Manyousyu 1977 DU 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
7105 Yousyozan 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
7562 Kagiroino-Oka 30 novembre 1986 con Hiroki Kosai
7627 Wakenokiyomaro 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
7634 Shizutani-Kou 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
7991 Kaguyahime 30 ottobre 1981 con Hiroki Kosai
8133 Takanochoei 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
8144 Hiragagennai 14 novembre 1982 con Hiroki Kosai
9147 Kourakuen 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
9153 Chikurinji 30 ottobre 1981 con Hiroki Kosai
9293 Kamogata 13 dicembre 1982 con Hiroki Kosai
9719 Yakage 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
10006 Sessai 22 ottobre 1976 con Hiroki Kosai
10008 Raisanyo 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai
10009 Hirosetanso 12 marzo 1977 con Hiroki Kosai
10453 Banzan 18 febbraio 1977 con Hiroki Kosai

Electro funk - laptop

Filed under: Uncategorized — Tags: , — admin @ 2:20 am

Electro funk (conosciuta anche come robot hip hop) è un sottogenere in stile elettronica della musica hip hop direttamente influenzata dai Kraftwerk e dai dischi funk.

I lavori di questo genere normalmente hanno un suono totalmente elettronico e le voci sono spesso rielaborate da vocoder o distorte in altre maniere tipiche della musica elettronica.

L’electro ha iniziato ad incrementare la propria popolarità alla fine degli anni 1990 con artisti come DMX Krew, Mr Velcro Fastener e Japanese Telecom.


Caratteristiche

Con poche eccezioni, la definizione di suono elettronico comprende l’uso di drum machine come base della traccia. Una di queste attrezzature, oramai conosciutissima ed ancora utilizzata oggi, è il Roland TR-808. La strumentazione per realizzare tali suoni è di norma totalmente elettronica, con una linea di basso sintetico in stile funk. Massiccio è anche l’uso di effetti di riverbero ed eco, assieme a tastiere elettroniche per creare un suono ricco ma freddo, che enfatizza i temi comuni al genere quali la fantascienza.

Non tutta l’electro contiene rap; processi vocali tramite vocoder sono elementi comuni e tracce strumentali sono maggiormente prominenti in generi correlati all’elettronica ed all’hip hop. Negli ultimi anni è diventato comune per gli artisti electro il lavoro tramite computer laptop, per enfatizzare i temi tecnologici della loro musica.

I Concept album sono comuni nella electro già dal lavoro dei Kraftwerk, pionieri nella realizzazione di album su temi tecnologici e futuristici come robot, computer e ricerca atomica. Diversi artisti hanno infine dedicato l’intero loro lavoro a soggetti di tipo fantascientifico.


Storia

Il termine electro-funk è stato coniato in Inghilterra all’inizio degli anni ‘80, per definire un suono proveniente dagli USA (principalmente da New York), che racchiudeva Hip-Hop, Dance, Disco, Electric Boogie and Freestyle attraverso etichette discografiche come: West End, Prelude, Sugarhill, Emergency, Profile, Tommy Boy, Streetwise, Becket, ed altre.
Il disco di Afrika Bambaataa Planet Rock (1982) è uno dei primi che si può definire come electro-funk, utilizzando elementi dell’album dei Kraftwerk Trans-Europe Express e Numbers (dall’album Computer World). Bambaataa ed artisti quali Cybotron, Planet Patrol, Jonzun Crew e Newcleus hanno poi influenzato generi come detroit techno, ghettotech, Drum’n'Bass ed electroclash.


Sottogeneri

Egyptian Lover ed Arabian Prince di Los Angeles hanno dato vita all’electro hop, meno funky, e più vicino al West Coast hip hop con le sue forti linee di basso, dove si nota una certa somiglianza al suono della 2 Live Crew ed alla scena del Miami Bass. Altri artisti di questo genere sono Chris “The Glove” Taylor e World Class Wreckin’ Cru.

Detroit ha inoltre un suo stile unico, denominato Techno Bass che fonde la Detroit Techno con il sottogenere Miami Bass. Sulla East Coast e specialmente a Miami, l’electro ha dato vita a quello che viene detto Latin freestyle, una variante di fusione con la musica latina.

Per il versante electro-boogie da ricordare: D Train con “you’re the one for me”; Electrik Funk con “on a journey”; Strikers con “body music”; Stone con “time”; Raw Silk con “do it to the music”; Sinnamon ” thanks to you” e tanti altri.


Principali artisti

  • 4ORCE
  • Absynthesis
  • aDt
  • ADULT.
  • Afrika Bambaataa
  • Anthony Rother
  • Arpanet
  • Aux88
  • Bass Junkie
  • Bass Kittens
  • Boris Divider
  • Blitz and the Sheets
  • BSOD
  • Chromeo
  • Computor Rockers
  • Cyberian Knights
  • Cybrid
  • Cybotron
  • Dark Vektor
  • DMX Krew
  • Deichkind
  • Dopplereffekt
  • Drexciya
  • Dynamix II
  • Ectomorph
  • Ed Barnes
  • Egyptian Lover
  • Ejektro-Dizjektah
  • Electron Industries
  • Elektroids
  • Exzakt
  • Fannypack
  • Fevertech
  • Hashim
  • Imatran Voima
  • Industrial Bass Machine
  • i-f
  • Jackal & Hyde
  • Jad Spyder Soundwave
  • Japanese Telecom
  • Jon Baz
  • Jonzun Crew
  • Knightz of Bass
  • Kompleksi
  • Le Syndicate Electronique
  • Little Computer People
  • Limbertimbre
  • Lorn
  • Mandroid
  • Man Parrish
  • Maxx Klaxon
  • Michael Jonzun
  • Mr Velcro Fastener
  • Morphogenetic
  • MS Sam & The Good Little Christian Boys
  • Music Instructor
  • Novamen
  • Nukubus
  • Pal Secam Kidz
  • Pametex
  • Paul Blackford
  • Phatso Brown
  • Planet Patrol
  • Polytron
  • Resident Alien
  • Sbles3plex
  • Scape One
  • Silicon Scally
  • SovietElectro
  • Spektral
  • Steril
  • Syncom Data
  • Track 72
  • Volsoc
  • Xerodefx
  • ZoinX


Voci correlate

  • Detroit techno
  • Electroclash
  • Electropop
  • Freestyle music
  • Miami bass
  • Techno bass
  • Electro Bass


Collegamenti esterni

  • http://www.electrofunkroots.co.uk/
  • 100 Greatest Electro Songs
  • DJ Forums Various Electronic Music resources and an online community.
  • 100 Greatest Miami Bass Songs
  • Electro Empire - Home of ELECTRO FUNK
  • Electroretro.co.uk, featuring sections on acid house, old skool and electro
  • Party Radio - Internet radio station which streams Electro music.
  • The Vocode Project - featuring a monthly electro mastermix podcast
  • Global Funk Radio - live presented electro shows

June 13, 2008

Produttore discografico - laptop

Filed under: Uncategorized — admin @ 6:20 am

Nell’industria musicale, un produttore discografico è una persona che, nel corso della produzione di un disco, ricopre diversi ruoli, tra i quali figurano la supervisione delle sessioni in studio di registrazione, la preparazione e la guida dei musicisti e la supervisione dei processi di mixaggio e masterizzazione. Oltre a questo ruolo tecnico, nel corso del XX secolo i produttori discografici hanno assunto un crescente ruolo imprenditoriale.


I primi produttori discografici

Durante gli anni 1980, Fred Gaisberg avviò il primo studio di registrazione approntando una prima approssimaziono di produzione delle cantanti d’opera. Tuttavia solo nella prima metà del XX secolo, il ruolo di produttore discografico divenne comparabile al produttore cinematografico, in questo lavoro il produttore iniziò ad organizzare e supervisionare le sessioni di registrazione, pagano tecnici, musicisti e arrangiatori, ed alle volte scegliendo il materiale per l’artista prodotto.

Durante gli anni 1905 questo ruolo fu sostenuto dai cosiddetti A&R (artist and repertoire) director, uno dei più importanti fu sicuramente il musicista e compositore Mitch Miller presso la Columbia Records. Fino agli anni 1960 la maggior parte degli A&R director erano a libro paga delle etichette discografiche, e la maggior parte delle registrazioni venivano effettuate in studi di proprietà di tali etichette, come i famosi Abbey Road Studios a Londra, di proprietà della EMI.

Verso la metà degli anni ‘50, emerse una nuova figura, ovvero il produttore discografico indipendente. Tra i primi a rappresentare questa figura vi furono famosi paroli parolieri Leiber & Stoller, il creatore di “Wall of Sound” Phil Spector ed il pioniere inglese Joe Meek. I nastri magnetici consentirono agli studi di registrazione indipendenti di aprire i battenti in grandi centri come Londra, Los Angeles, New York. Diversamente dalle vecchie e grandi etichette che erano in pratica dei circoli chiusi, i nuovi studi potevano essere utilizzati da chiunque fosse desideroso di registrare le proprie performance.

I più grandi e meglio dotati studi di registrazione operano sotto il comando di uno o più recording engineers (ingegnere di registrazione, ingegnere del suono), che lavora per creare le migliori condizioni di registrazione, lo studio inoltre possiede spesso tecnologie di avanguardia e microfoni di qualità superiore, così come amplificatori elettronici e strumenti elettronici. Studi al “top” come l’Olympic Studios a Londra o lo United Western Recorders ed il Musart a Los Angeles sono rapidamente diventati tra i più ricercati studi del mondo, vere e proprie industrie di brani di successo, avendo prodotto molte tra le maggiori canzoni di successo dell’ultima parte di XX secolo.


L’evoluzione nel ruolo di produttore discografico

Prima degli anni’50, i vari passi di realizzazione e commercializzazione dei prodotti discografici venivano realizzati da differenti figure professionali. l’A&R manager cercava e segnava sotto l’etichetta i potenziali artisti, i parolieri realizzavano nuovo materiale, gli agenti pubblicitari vendevano i pezzi mentre lo staff di ingegneri preparavano il materiale e realizzavano concretamente il brano in studi di proprietà delle etichette.

Con l’avvento degli studi indipendenti, la nuova generazione di intraprendenti produttori furono capaci di creare ed occupare una nuova fetta di mercato nell’industria, con un nuovo ruolo di maggiore complessità nel processo musicale. Questo sviluppo nella musica fu speculare ad un medesimo processo in atto nella televisione, con la realizzazione dei videotape e il conseguente emergere di produzioni TV indipendenti come Desilu, che lanciò la stella di Lucille Ball e suo marito Desi Arnaz.

Questi produttori ora hanno un ruolo sempre maggiore all’interno del processo di produzione discografica, accentrando su di sé molti dei procedimenti come la selezione e l’arrangiamento dei brani, la supervisione delle sessioni e spesso l’ingegneria del suono, e non raramente la stessa scrittura dei brani. I produttori indipendenti e le loro compagnie hanno rapidamente guadagnato interesse nella musica pop, diventando presto i principali intermediari tra gli artisti e le etichette discografiche, segnando nuovi artisti sotto contratto, producendo dischi e licenziando prodotti finiti alle label che si devono occupare solo di stampa, promozione e distribuzione. Il classico esempio di questa transizione è il rinomato produttore britannico George Martin, che ha lavorato in staff e come A&R manager aalla EMI per diversi anni, prima di lasciare la major e intraprendere una fortunata carriera indipendente.

Capendo di avere a disposizione il potenziale per la creazione di dischi che rappresentavano in tutto la loro visione musicale, diversi artisti hanno iniziato a realizzare dischi propri, tra questi vanno ricordati senza dubbio: Trent Reznor, Nile Rodgers, Jeff Lynne, Brian Wilson e Brian Eno.

Alcuni produttori sono poi diventati de facto artista musicale solista, spesso creando dischi con anonimi musicisti di studio e realizzando il prodotto con uno pseudonimo. Esempi di questo fenomeno includono i dischi del gruppo The Archies e Josie & The Pussycats, prodotti da Don Kirshner e Danny Jansen rispettivamente, sotto contratto per compagnie di produzioni TV per realizzare questi dischi e promuovere la serie di disegni animati per bambini omonime. Similarmente, Jeff Barry e Andy Kim registrarono come The Archies.


L’importanza crescente ed il beatmaking

Come risultato di questi cambiamenti, i produttori hanno iniziato ad avere forte influenza, non come carriere individuali, ma in generale sul corso della musica pop contemporanea. Importanti figure di produttori che si sono succedute negli anni sono quelle di: Don Kirshner (The Monkees), Conan Middleton (Warrior), Mickie Most, Tony Visconti (David Bowie, T. Rex), produttori australiani come Ted Albert (The Easybeats) e più recentemente i produttori americani Rick Rubin (Metallica, Beastie Boys, Red Hot Chili Peppers, Rage Against the Machine, Johnny Cash, System of a Down, Slayer) Nigel Godrich (Radiohead, Beck, Travis, Air) e pezzi da 90 dell’hip-hop Dr. Dre and Timbaland (NWA, Eazy-E, Snoop Dogg, Eminem, 50 Cent, The Game, Missy Elliott, Justin Timberlake, Ginuwine, & Jay-Z).

La coincidenza del lavoro di realizzazione delle tracce e il ruolo dei DJ nell’hip hop, dopo che questa musica a fine anni ‘70 iniziò a trovare spazio sui dischi, fu la creazione del ruolo di Dj produttore, detto anche semplicemente produttore o Beatmaker. Dalla semplice selezione e mixaggio dei dischi su cui gli MC realizzavano le proprie performance, la figura del beatmaker ha iniziato un percorso che attraverso le drum machine ed i campionatori, sino alle moderne tecnologie legate soprattutto ai software musicali, lo ha portato a diventare a tutti gli effetti una delle componenti principali della musica hip hop e più in generale della musica black.

Dalle composizioni a base di suoni elettronici di Afrika Bambaataa, passando per il g-funk e il suono West Coast hip hop, per il campionamento di brani jazz e soul, fino alle moderne basi morbide e “ruffiane”, il beatmaking è diventato mestiere molto ricercato ed importante la pari di quello svolto da un compositore di colonne sonore nei grandi film del passato. Il beatmaking, con la contaminazione di molti generi black con l’hip hop, e la crescita esponenziale che quest’ultimo ha avuto nelle classifiche di gradimento, ha raggiunto alti livelli di qualità, tanto che nell’esteso panorama della musica pop attuale, il lavoro di beatmaking, con la costruzione di una base gradevole e capace di “rimanere nelle orecchie” decide sempre più spesso la fortuna degli artisti.


I produttori e la moderna tecnologia di registrazione

Nella moderna musica elettronica (musica creata con strumentazione elettronica), il produttore è spesso la sola persona coinvolta nella creazione di una produzione musicale, ed è responsabile allo stesso tempo della scrittura, della realizzazione, della registrazione e dell’arrangiamento del materiale. Il termine “producer” è sempre più sinonimo di “musicista” in questo campo. Questo cambiamento è stato causato anche dalla proliferazione di software di produzione che consentono la realizzazione per intero di tracce anche attraverso semplici PC di casa o laptop, eliminando la necessità di interi team di produzione. Popolari software di questo tipo sono Ableton Live, Cakewalk SONAR, Cubase, FL Studio, Garage Band, Logic Pro, Pro Tools, Reason, Sony ACID Pro, and Sony Vegas.

Con l’avvento degli equipaggiamenti portatili per la registrazione, la produzione di album live è decisamente diventata meno costosa. Questo ha causato a sua volta il rilascio di centinaia di album live sia su internet che nei negozi, i più famosi produttori di concerti live sono Guy Charbonneau, Randy Ezratty, Eddie Kramer, Mark Cavener, Allen Reynolds, and Chuck Plotkin.